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  • I FEDELI LAMETINI PRIMA DEL DISASTRO 19 ottobre 2018

    Non è più questione di destra e sinistra. Capisco a Lamezia, parlando con persone con redditi sicuri, che essi si fidano ciecamente, ben oltre il 59% degli italiani favorevoli secondo Pagnoncelli, dei pifferai magici Ric & Gian al governo. Gli estremisti di destra e sinistra sono entusiasti. Non sono ottimisti, molto di più: fiduciosi, come i fedeli a Madjugorie. Ballano e si divertono sul Titanic, tanto loro la scialuppa ce l’hanno. Sarebbero capaci, per esempio, di lasciare al Brennero un tunnel, tra le montagne, di novanta chilometri solo perchè qualche idiota al governo lo ha chiamato inutile. Torno ad esporre allora (PRIMA del DISASTRO) ciò che spiegano quelli che capiscono di economia. Il nodo della faccenda non è aver deciso un’operazione in deficit, ma aver dato quel valore al Pil: è la previsione di crescita dell’1,5% ad essere «drogata» (testuale) e l’anno prossimo potrebbe portare a un raddoppio del buco nel bilancio. È il «doping» nella Finanziaria che sta producendo la sfiducia dei mercati e l’aumento dello spread, non certo — come sostiene Conte — le liti in diretta tv del governo.  Voglio essere più brutale per farmi capire: pensare che puoi continuare a fare debiti per far crescere l’economia sino all’1,5, e così aumentare occupazione e redditi (tanto nessuno ti farà fallire) è un pensiero che se lo avesse un padre di famiglia indebitato qualsiasi, lo si dovrebbe far interdire dai familiari. Invece medici e professori che incontro, sono tutti fedeli e convinti che stiamo vivendo il nostro Eldorado. Prego perchè abbiano ragione, io come l’economista Salvati ho gli incubi. Sappiate che, secondo la Cgia di Mestre, le imposte che pesano di più sul portafogli degli italiani sono 2 e garantiscono più della metà (55,4%) del gettito totale: si tratta dell’Irpef e dell’Iva. Invece l’Italia, con un prelievo fiscale tra i più alti d’Europa, è quella delle oltre cento tasse. Una novantina di esse fanno incassare solo il 15% del gettito totale annuo, quindi con una seria riforma fiscale basterebbero poco più di dieci imposte. La riscossione sarebbe più contenuta, si lavorerebbe con più serenità e si ridurrebbe anche l’evasione. Ma i pifferai suonano e andremo tutti contenti con le nostre bandiere rosse e nere a chiuderci nella caverna.

    (FEDERICO FUBINI, CORSERA)…Nelle scorse settimane i vertici del Tesoro hanno lavorato per convincere gli analisti di Moody’s a non declassare di due livelli, ricordando forte surplus con l’estero che il settore privato assicura per l’Italia. Probabilmente il doppio declassamento verrà evitato, ma Moody’s potrebbe comunque rimettere «prospettive negative» al debito anche dopo il taglio di un grado nel giudizio. Lo stesso, in vista di un declassamento, potrebbe fare anche S&P fra una settimana. Per le agenzie di rating conta molto la percezione che l’intero processo di governo dell’economia in Italia sia privo di rotta. Eppure proprio queste agenzie stanno diventando terribilmente importanti. Per Moody’s, S&P e Fitch l’Italia è a soli due scalini dal voto «non investimento» (o «spazzatura») e indici enormi come il Ftse Russell World Government Index (800 miliardi di dollari) o il Bloomberg/Barclays euro aggregate (2.500 miliardi) di fatto non possono più tenere l’Italia in portafoglio se due agenzie di rating la declassassero a «non investimento». Secondo Goldman Sachs, ciò innescherebbe vendite forzate di debito italiano per oltre cento miliardi di euro. E le soglie alle quali ciò può avvenire non sono davvero lontane.

  • MARIO DAMIATA- RECENSIONE DI “AZZURRO” 18 ottobre 2018

    Un libro sornione e sorprendente. Comincia piano, continua lento, una sorta di diesel, senza che ci siano slanci, impennate, capovolgimenti. Ad un certo punto, una citazione, quella di Foster Wallace, e allora capisci tutto. Comprendi che lo stile, l’intreccio, tutto è programmato per condurti sino alla seconda parte, quando è già avvenuto quello che doveva accadere, e la parola la prende la moglie Sandra. E sarà l’avvocato Sandra a trascinarti nel racconto giallo, e non vedi l’ora di capire e sapere cosa sia successo davvero. Ma è la rivelazione finale, l’epifania, a completare un’opera che tenta l’impossibile, costruire un giallo senza la presenza del cattivo. In questo libro c’è il male, ma non c’è il cattivone, o il mostro, da scoprire, l’eroe negativo di tanti romanzi e film. E l’autore, che gioca sempre a carte scoperte, ce lo spiega pure come tanti film e libri sono riusciti bene perché ...

  • GABRIELLA DODERO RECENSISCE “AZZURRO” 18 ottobre 2018

    Ho capito che valeva la pena di leggere questo libro già a pagina 4, quando il protagonista-voce narrante del primo capitolo ha citato Umberto Bindi, che per la mia generazione era un mito. E il resto del libro, il cui titolo richiama la celebre canzone di Celentano, non mi ha deluso.  I protagonisti sono una coppia, lui ispettore del Ministero, lei avvocato, che in tempi diversi si recano in un paese della Calabria, partendo da una inchiesta ministeriale su un caso di stalking avvenuto in una scuola. Di evento in evento, cercano ciascuno a modo suo di comprendere quella realtà così diversa dalla propria, in cui fatti violenti sembrano essere inspiegabili, ma forse seguono una logica sconosciuta. Il libro affascina perchè porta ad identificarsi con i due protagonisti, ironico e distaccato lui, tenace ed appassionata lei. Li attorniano alcuni personaggi, ben delineati con pochi tratti, molti provenienti dal ...

  • PERCHE’ LA GENTE VOTA GLI IDIOTI? 18 ottobre 2018

    Il 65 per cento degli italiani si informa con i telegiornali, e il 20 con i radiogiornali; Facebook (25) e Twitter (1,8) non raggiungono il 30. Quasi il 70 ritiene attendibili tele e radiogiornali mentre solo il 30-40 per cento ha fiducia di quello che trova in rete (XV rapporto Censis sulla Comunicazione). Perché Trump allora ha vinto pur avendo il 98% della comunicazione mainstream contro? Bisogna rassegnarsi al fatto che il voto popolare, informato o disinformato com’è, vota non perché pensa che quelli che vota siano migliori di come la comunicazione mainstream li dipinga, ma perché pensa di mandare a casa degli altri che ha già provato. Cioè si vota contro qualcuno. Non è che la comunicazione non sia efficace, ma essa non riesce a cancellare l’esperienza diretta delle persone, almeno se non c’è potere ideologico-totalitario. Chi è al governo, in una democrazia, non riesce ad impedire che ...

  • COME FARE IL MAGO E VIVERE FELICI 18 ottobre 2018

    A chi è in cerca di lavoro consiglio di fare il mago. E’ lavoro semplice, bisogna imparare a memoria un repertorio di frasi fatte. Faccio un esempio. Qualsiasi persona si presenti da voi, gli farete questo discorso estraendo da un mazzo una carta alla volta (sicuri che ognuno di noi ci si può riconoscere appieno) : <Stamane vedo nelle carte che…hai un problema a casa con gli elettrodomestici, la lavastoviglie, un lavandino che non chiude bene… Il tuo problema principale però sono i figli, è vero?  Vedo che sei insoddisfatto, spesso arrabbiato, la gente senti che non ti capisce, è vero? I furbi ti passano davanti, pure ...

  • FRASI 14 ottobre 2018

    (GUIDO DAVICO BONINO) A te cosa infastidisce? « Il rumore. Ma tutto oggi è rumore. Un brusio privo di senso. Ho compiuto poche settimane fa 80 anni e se penso ai compleanni tondi di dieci o venti anni fa, mai, dico mai, mi sarei aspettato di precipitare in questo tempo buio. Sono desolato e non so più a quale chiodo appendere le mie giustificazioni. A volte dò la colpa alla vecchiaia: Dico: sono io che non vedo e non capisco. Sono io che non mi aspetto più nulla dal futuro. Ma so che non è vero. Perché il malessere serpeggia in tutti. E allora cresce il rumore. ...

  • RICOLFI- COME IL GOVERNO GOVERNA CON LE PAROLE 10 ottobre 2018

    Sul piano dei contenuti, questo governo non somiglia granché a nessun governo del passato. I governi del passato, infatti, o guardavano a sinistra, o guardavano a destra, o si barcamenavano fra destra e sinistra, alla ricerca di un compromesso, di un punto di equilibrio. Ora no: a giudicare dai programmi e dai primi atti questo governo cerca di essere, al tempo stesso, molto di destra e molto di sinistra, a settimane alterne. Ora un colpo inferto ai migranti (blocco dei porti alle Ong), ora un colpo inferto alle imprese (decreto dignità). In attesa del colpo definitivo, quello ai conti dello Stato (flat tax e reddito di cittadinanza).

    Quel che ...

  • RICOLFI: LA CORAGGIOSA MANOVRA DEL POPOLO? 6 ottobre 2018

    Il presidente del Consiglio ha definito “coraggiosa” la manovra del suo governo, che rifiuta di ridurre il deficit pubblico e anzi pianifica di mantenerlo per tre anni al 2.4% del Pil. I critici del governo giallo-verde, per parte loro, vedono nella manovra una sorta di svolta epocale, una specie di contro-riforma che capovolge la linea di prudenza adottata dai governi che lo hanno preceduto (Renzi e Gentiloni).

    Mi permetto di dissentire radicalmente con entrambi. No, si possono scegliere mille aggettivi per definire questa manovra, ma “coraggiosa” no, quello non è l’aggettivo giusto. Nella lingua italiana un comportamento è coraggioso se comporta l’assunzione di un rischio per chi lo mette ...

  • ASPETTANDO FINE OTTOBRE (ROBERTO PEROTTI SPIEGA I RISCHI) 29 settembre 2018
    Il governo ha annunciato un disavanzo per i prossimi tre anni del 2,4 per cento del Pil: superiore a quello che avremo alla fine di quest’anno, ma anche leggermente inferiore a quelli del 2016 e del 2017. Come si spiegano allora tante reazioni rabbiose? Secondo il programma del precedente governo il disavanzo sarebbe sceso quasi a zero nel 2019; rispetto a quell’obiettivo, il disavanzo del nuovo governo rappresenta un aumento di circa due punti e mezzo di Pil ( quasi 50 miliardi) ogni anno per tre anni. Una cifra enorme. Quindi è vero, la manovra di questo governo rappresenta una rottura drammatica: ma non rispetto alle ...