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  • PD CASALEGGI SPESA PUBBLICA E FOLLIE 17 novembre 2018

    Una sinistra “riformista” oggi non può non essere quello che propongono Calenda o Alesina e Giavazzi (v. sotto).  Sul piano dei contenuti, la divisione è chiara e netta. Da una parte tutti quelli, dall’estrema destra alla estrema sinistra, che vogliono (Keynes all’amatriciana) più spesa pubblica, e fregano i giovani con la scusa di tutelare i pensionati; dall’altra quelli che sono per la spending review, e per un governo efficiente che investa senza aumentare il debito. Sul piano politico, per quel che riguarda il pd, le proposte in campo sono folli. E’ folle pensare ad una forza, fuori del pd, riformista-renziana; è folle pensare di voler bonificare il pd da Renzi ed affidarlo a gente che non considera pericolosi, non per la democrazia ma per l’economia, i casaleggi. Come se, secondo la nota tesi travagliana, il pericolo fosse solo Salvini, mentre questi 4 dilettanti che lo coadiuvano al governo, in attesa del sandinista Di Battista, fossero gli eredi della sinistra che non c’è più. Il succo, a mio parere, della questione italiana sta in questo paradosso: la sinistra-sinistra, quella novecentesca che si descrive anti-fascista, popolare, comunista non pentita, per odio a Renzi (come il marito che per far dispetto alla moglie si taglia gli attributi), si è consegnata nelle grinfie dei travaglio & scanzi. Renzi prima era il dittatore da fermare per la sua riforma costituzionale. Oggi sarebbe la causa del successo grillino, ecco la Tesi. Tesi sbagliata perchè non ti fa capire nulla di cosa sta succedendo nel mondo. Per dirla con le parole dello storico inglese Ian Kershaw, ” l’impatto della crisi economica dopo il 2008, seguita immediatamente da alti e incontrollati livelli di immigrazione in Europa nel periodo 2015-16, ha prodotto un rafforzamento molto acuto del senso dell’identità culturale e un’accresciuta animosità nei confronti delle èlite europee ritenute responsabili della doppia crisi. Bruxelles, la leadership tedesca nella politica europea e gli stessi migranti potrebbero servire da capro espiatorio per i partiti pupulisti e xenofobi”. Non ti fa capire, infine, verso quale esito stiamo andando. Come scrive oggi sul Corriere, Michele Salvati: ” Il problema è che, con loro (i penta-leghisti), affogherà anche l’Italia”. La tragedia  storica dei Comunisti è stato sempre l’intempestivo “Al lupo, al lupo”. Dopo innumerevoli avvertimenti per pericoli inesistenti, quando il lupo arriva davvero, i comunisti non se ne accorgono mai. 

    (ALESINA e GIAVAZZI) Un tempo «sinistra» e «popolo» erano sinonimi. Oggi non più. La parola «popolo» è stata fatta propria dai populisti, di destra e di sinistra, in realtà indistinguibili. Secondo noi il liberismo è certamente «di sinistra» se per sinistra si intende crescita per ridurre la povertà senza eccessive diseguaglianze, mobilità sociale, attenzione ai più deboli e abolizione di privilegi immeritati. Sono di sinistra:

    1. a) mercati liberi in cui le lobby non la fanno da padroni. 
    2. b) favorire lo spostamento di risorse da settori e imprese meno produttive a quelle più produttive per aumentare «la torta», cioè il Pil poi da dividere più equamente, mentre non è di «sinistra» proteggere ad infinitum imprese decotte.
    3. c) Liberalizzare il mercato del lavoro per favorire la mobilità verso la parte più produttiva del Paese, e quindi verso salari più elevati.
    4. d) Premiare il merito (e punire il demerito) per favorire la mobilità sociale.
    5. e) Cercare di offrire pari opportunità il più possibile senza penalizzare chi lavora con una tassazione asfissiante.
    6. f) Bloccare i trasferimenti a pioggia a questa o quella categoria che riesce ad alzare la voce più di altre.

    Non è di “sinistra” :

    1. a) la fiducia sconfinata nella capacità dello Stato di risolvere tutti i problemi, dalla costruzione delle infrastrutture all’offerta di servizi pubblici locali.
    2. b) adoperarsi per vanificare le norme esistenti volte a ridurre il numero delle circa 10.000 aziende pubbliche locali;
    3. c) mantenere in vita aziende pubbliche prive di dipendenti, con un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti e persino quelle che hanno avuto un risultato negativo per quattro dei cinque anni precedenti.
    4. d) riportare in vita la cassa integrazione, un meccanismo che illude i lavoratori che un’impresa che non ha futuro possa ancora garantire loro un impiego, e nel frattempo fa perdere opportunità.
    5. e) un continuo trasferimento di risorse dai giovani agli anziani, attraverso pensioni e debito, senza parlare delle pulsioni sovraniste e del rifiuto della globalizzazione.
    6. f) moltiplicare leggi, leggine e regolamenti che hanno il solo scopo di proteggere questa o quella categoria avvantaggiando gli imprenditori più abili nell’aggirarsi nei ministeri.
    7. g) tassare sempre di più i giovani per finanziare pensioni sempre più generose per gli anziani.
    8. h) lasciare un debito enorme ai nostri figli e nipoti.
    9. i) tassare chi produce, lavoratori e imprenditori, per sostenere uno stato sociale che scoraggia a trovare un lavoro (tranne nell’economia sommersa) chi il lavoro non l’ha.
    10. l) spendere denaro pubblico per sussidi a pioggia a chi non lavora invece che per mettere in sicurezza scuole fatiscenti.
    11. m) pagare tutti gli impiegati pubblici allo stesso modo indipendentemente dal costo della vita nella regione in cui vivono, della loro professionalità e del loro impegno.
    12. n) pagare uno scienziato trentenne in traiettoria per il premio Nobel meno di un professore sessantenne che non pubblica da decenni, solo perché quest’ultimo ha accumulato più anni di anzianità.

    Una strada è quella di rincorrere i populisti facendo loro concorrenza sul medesimo terreno. L’altra è quella di costruire un programma liberista. La prima strada potrebbe dare qualche vantaggio nel breve periodo. Ma si trasformerà in un fallimento quando il populismo si infrangerà, da noi e altrove, contro il muro dei suoi errori. Speriamo che accada prima che il populismo consumi in pieno i suoi fallimenti, come è accaduto tante volte in Sud America. La seconda strada non sarà facile nel breve periodo, ma sarà vincente con un po’ di pazienza. Purtroppo questa non è una virtù dei politici. (CORSERA, 17/11/2018)

  • IL MIGLIOR “CAFFE'” CHE GRAMELLINI ABBIA OFFERTO QUEST’ANNO 13 novembre 2018

    (Lotta di classe, Massimo Gramellini, Corsera) Grillo ironizza sulla piazza «benpensante» di Torino, avamposto dell’Italia che tifa per la crescita. I grillini, e nei giorni dispari anche Salvini, fanno coincidere i loro critici con la borghesia e quest’ultima con i salotti, dove i mantenuti di Stato malignano sul governo sorseggiando champagne e giornaloni. In quella piazza erano pochi i giovani, i precari e gli esclusi: lo zoccolo duro del grillismo. Ma chi c’era non appartiene al mondo degli imprenditori che campano di commesse pubbliche. Basta scorgere la biografia delle organizzatrici, le ormai famose «madamin»: architette, pubblicitarie, avvocate: non proprio delle parassite snob. A meno che, nella terza repubblica dei rancorosi, il successo professionale e il benessere economico siano diventati una condotta antisociale e un privilegio insopportabile.

    Questa borghesia, che a Grillo fa così schifo, ma che al Salvini dei giorni pari non dispiace affatto, pensa che fare ...

  • RIASSUNTI PER FINGERE DI AVER LETTO I LIBRI 6 novembre 2018

    Il libro “Classici in pillole. Brevi riassunti di libri che avresti dovuto leggere ma probabilmente non l’hai mai fatto” di John Atkinson, fumettista, (Harper & Collins) è una raccolta spiritosa di alcuni dei principali classici della letteratura occidentale. Luciano Bianciardi era stato precoce in un breve scritto intitolato “Non leggete i libri, fateveli raccontare”. Vediamo le proposte. Odissea: «Veterano di guerra ci mette secoli a tornare a casa, poi ammazza tutti»; Iliade: «Non è l’Odissea»; I Fratelli Karamazov: «Fratelli molto polemici, come il padre. E la Russia.»” Il giovane Holden: «Ragazzino lunatico si lamenta un sacco. Ha un cappello rosso.»; Guerra e pace : «Tutti sono tristi. Nevica»; L’Inferno di Dante: «Succede un finimondo»; Delitto e castigo: «Un assassino si sente in colpa. Confessa. Va in galera. Si sente meglio»; Moby Dick: “«Uomo contro balena. La balena vince»; Don Chisciotte: «Ragazzo attacca i mulini. Dunque, è pazzo»; Ulisse: «Dublino, episodi, frasi »; Il sole sorgera’ ancora: «La generazione perduta si ubriaca. Sono ...

  • LA SPIEGAZIONE DEL TUTTO. LAMEZIA INVASA DALLA SPAZZATURA 3 novembre 2018

    Lamezia invasa dalla spazzatura ci riporta ad anni lontani, al 1991 quando furono ammazzati due poveri netturbini innocenti. Ma nel 2018 non brancoliamo nel buio, sappiamo chi è il responsabile della situazione. C’è una spiegazione nazionale a tutto, che si chiama Renzi. E’ come quei coltellini svizzeri che servono a tutto. Renzi è anche la globalizzazione, il neo liberismo selvaggio e la finanziarizzazione dell’economia. Se volete approfondire il problema, leggete il “Fatto quotidiano” che vi spiega tutto. Anche il terzo scioglimento del nostro consiglio comunale è colpa di Renzi, così come l’arrivo dei commissari. Non abbiamo allargato la nostra discarica per l’opposizione di Renzi, il deficit del comune è colpa di Renzi. L’unica cosa che non capisco è perchè i giudici non abbiano mandato a lui l’ avviso di garanzia. Che c’entrano la Multiservizi e la Daneco? 

  • RICOLFI: DESIREE E PERCHE’ LO STATO E’ IMPOTENTE 29 ottobre 2018

    Nell’ora della pietà, dello sconcerto, della rabbia per la morte di una ragazza sedicenne, stuprata e uccisa da un gruppo di immigrati irregolari in un quartiere degradato di Roma, ho provato a fare un passo di lato, lontano dalla cronaca. Una sorta di esercizio, o esperimento mentale. Mi sono chiesto: se fossi il ministro dell’Interno, se fossi al posto di un Salvini o di un Minniti, e avessi la ferma volontà di impedire il ripetersi di fatti del genere (il caso di Desirée è solo l’ultimo di una serie), che cosa potrei fare?  Ci ho pensato a lungo, e la conclusione cui sono approdato è: poco, molto poco, almeno nel ...

  • NON PUO’ ESSERE LO SPREAD… 27 ottobre 2018

    “Non può essere lo spread a orientare le politiche di un paese. Noi agiamo su mandato dei cittadini” (ministro Riccardo Fraccaro, M5S) Gli intellettuali e gli storici italiani (ma dove sono finiti? L’Italia era in pericolo solo prima del referendum costituzionale?) dovrebbero annotare a futura memoria questa frase che è il simbolo, la tavola dei comandamenti di Mosè, dei governanti attuali.  Dal momento che non siamo, come popolo, più in grado di discernere tra uno scienziato e un idiota, tra un saggio e un deficiente, tra uno statista e un politicante, tra un servitore dello Stato e un faccendiere, tra la scienza e i cartomanti, l’Italia finirà molto male. Prendiamo ...

  • RICOLFI : QUALE PD PREFERISCI ? 23 ottobre 2018

    Questa volta, per la prima volta da 40 anni, ossia da quando esiste il Parlamento europeo (1979), le elezioni europee saranno quel che sempre avrebbero dovuto essere e mai sono state: un confronto sull’Europa, le sue politiche, il suo futuro. Quanto all’Italia, il 26 maggio prossimo sarà un banco di prova decisivo per almeno due soggetti politici: il governo giallo-verde (ammesso che sia ancora in sella) e il Partito Democratico, l’unica forza di opposizione che riscuote ancora un consenso a due cifre (16%, secondo gli ultimi sondaggi).  Ma come si presenterà il Pd al cruciale appuntamento di maggio? Chi lo guiderà?  Qui la nebbia è totale. Per alcuni il ...

  • I FEDELI LAMETINI PRIMA DEL DISASTRO 19 ottobre 2018

    Non è più questione di destra e sinistra. Capisco a Lamezia, parlando con persone con redditi sicuri, che essi si fidano ciecamente, ben oltre il 59% degli italiani favorevoli secondo Pagnoncelli, dei pifferai magici Ric & Gian al governo. Gli estremisti di destra e sinistra sono entusiasti. Non sono ottimisti, molto di più: fiduciosi, come i fedeli a Madjugorie. Ballano e si divertono sul Titanic, tanto loro la scialuppa ce l’hanno. Sarebbero capaci, per esempio, di lasciare al Brennero un tunnel, tra le montagne, di novanta chilometri solo perchè qualche idiota al governo lo ha chiamato inutile. Torno ad esporre allora (PRIMA del DISASTRO) ciò che spiegano ...

  • COME FARE IL MAGO E VIVERE FELICI 18 ottobre 2018

    A chi è in cerca di lavoro consiglio di fare il mago. E’ lavoro semplice, bisogna imparare a memoria un repertorio di frasi fatte. Faccio un esempio. Qualsiasi persona si presenti da voi, gli farete questo discorso estraendo da un mazzo una carta alla volta (sicuri che ognuno di noi ci si può riconoscere appieno) : <Stamane vedo nelle carte che…hai un problema a casa con gli elettrodomestici, la lavastoviglie, un lavandino che non chiude bene… Il tuo problema principale però sono i figli, è vero?  Vedo che sei insoddisfatto, spesso arrabbiato, la gente senti che non ti capisce, è vero? I furbi ti passano davanti, pure ...