Ricolfi e Mastrocola/Come i finti progressisti hanno distrutto la scuola italiana

Nel loro nuovo libro, Paola Mastrocola e Luca Ricolfi spiegano come negli ultimi anni sono state appiattite le difficoltà, annacquando il percorso di studi e il livello di preparazione degli studenti a causa di un’ideologia cieca. Il tutto senza neppure diminuire le disuguaglianze. La conseguenza peggiore è avere ridotto le basi per il ricambio della classe dirigente, condannando il paese alla stagnazione (o al grillismo) Continue Reading →

Che cosa c’entrano i 5Stelle con la sinistra italiana? Un riassunto

La tesi de “Il Fatto” è sempre stata che i 5Stelle sono la conseguenza (non la causa) di una sinistra italiana che non fa più (v. Renzi) la sinistra. Un memorandum per capire come i grillini sono nati vivono e scompaiono essendo “nè di destra nè di sinistra”, un partito eterodiretto che non ha un solo punto in comune con il Pd, non a caso definito il partito di Bibbiano. Continue Reading →

Adriano Sofri/ Ecco la nuova “classe rivoluzionaria” che ha assaltato la Cgil

Adriano Sofri spiega sul Foglio: Se la rinfusa di No vax e No pass si prende per una nuova classe oppressa e ribelle e fa fieramente proselitismo, vuol dire che proprio di questo c’è bisogno, che proprio di questo si sente la mancanza, e nessuno, tanto meno la sinistra, offre una risposta autentica che impedisca alla protesta di deragliare verso false bandiere e cattivi capitani. Continue Reading →

Regione Calabria /le folle per Conte e Masaniello pensoso sino a Natale

Ho pubblicato questo articolo il 9/9/21. Esso spiega prima che avvenisse ciò che poteva succedere. Lo sintetizzavo così: “Come sono stati eletti in Parlamento l’avv. D’Ippolito e Frugiuele? Con l’ondata del voto d’opinione. Ecco spiegato perchè Salvini tenta la replica del film e si gira in lungo e largo la Calabria mentre Letta si fa vedere lo stretto indispensabile. Letta ha sacrificato la Bruni al suo schemino “Pd + 5Stelle” ed è pronto a consolarsi come in Umbria: abbiamo perso insieme. Invece avrebbe dovuto puntare a vincere da solo, collegando la Bruni all’agenda Draghi, l’unico leader credibile che in questo momento storico abbiamo in Italia e in Europa”. Continue Reading →

Caro homo lametinus, il ballottaggio non c’è: o Amalia oppure quelli che fanno gli scherzi

L’Homo lametinus lo riconosci storicamente perchè è sempre “amico di qualcuno non lametino”. L’ho spiegato in un altro articolo ma anche queste regionali validano la definizione stavolta in presenza di una donna lametina che per la prima volta (qualcuno non ha capito ancora che il ballottaggio non c’è!) potrebbe diventare presidente della Regione. Gli amici di… sono già occupati, sempre al servizio degli Altri. E poi ci sono quelli di sinistra a cui piace cazzeggiare, che si vogliono solo divertire, come ci ha spiegato Corrado Guzzanti. Continue Reading →

Verderami/ Giorgetti lancia la sfida a Salvini

Il caso Morisi dunque, secondo Verderami, amplifica il duello tra il leader Salvini e il ministro dello Sviluppo economico che vorrebbe un nuovo partito staccato dalle logiche sovraniste”Così si è arrivati al punto di non ritorno. E il «no» di Giorgetti a Berlusconi per il Quirinale è parte del disegno, perché mira a far saltare la federazione di centrodestra a cui aspira Salvini, indicando invece a un pezzo di Forza Italia la strada per un’aggregazione dell’area moderata insieme ai centristi, a Renzi e a Calenda, citato non a caso per la corsa al Campidoglio. Continue Reading →

La politica degli indignati, offesi, e gliela farò pagare

Finiti i partiti restano le persone che se la legano al dito. Quelle che non dimenticano mai. Gli anni passano e nessuno dimentica gli sgarbi ricevuti, le vicende personali. A Roma come a Lamezia ognuno ha qualche sassolino nelle scarpe da tirare fuori al momento opportuno. Nell’era della suscettibilità non è che lui è peggio di me. Non è come me, tutto qua. Continue Reading →

Il pd non può più unire il riformismo socialdemocratico con quello liberale. I liberaldemocratici non vogliono nè il “tax the rich” nè il “prima gli italiani”

Il governo Draghi sta scomponendo il sistema dei partiti italiani, e molto probabilmente riuscirà a restituire un quadro di stabilità che in Italia manca dalla Prima repubblica. Ciò che devono fare i liberal-democratici è capire che esiste un vuoto tra i sovranismi e la sinistra ideologica: per occuparlo però bisogna mettersi insieme e creare una casa nuova Continue Reading →

Il pd deve chiarire a se stesso se Draghi è solo il Lamberto Dini del 2021

In un certo senso è merito di Bettini quello di aver chiarito che una parte del partito – quella che per amore di sintesi chiameremo la sinistra – ritiene il governo Draghi una parentesi che va accettata forzando i suoi connotati più a sinistra possibile: missione che nel governo è affidato a Andrea Orlando e nel partito a Peppe Provenzano. Una volta chiusa questa parentesi si potrà andare subito ad elezioni con il Pd, alleato con il cavalier servente Giuseppe Conte, contro Meloni e Salvini. Auguri. Continue Reading →