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  • SCUOLA. 3 COSE NON PIACCIONO AI DOCENTI 12 Dic 2018

    Ci sono tre cose che i docenti italiani non vogliono fare, da sempre. La prima è sindacale, fare 18 ore o quante sono, alla settimana, ed essere pagati per le ore che fanno effettivamente. Come succede a qualsiasi altro lavoratore dipendente. La seconda la si capisce guardando ad una novità dell’Esame di Stato, dove per le due prove scritte nazionali è stata prevista adesso una griglia di valutazione nazionale. Un piccolo passo avanti, ma che non risolve il problema della discrezionalità della misurazione di ogni prova. Immaginate cosa sarebbe la scuola italiana se alla fine dell’anno ogni studente dovesse misurarsi (il verbo è scelto apposta) al computer con una batteria di quesiti previsti a livello nazionale per ciascuna materia. L’alunno Rossi di Bolzano e l’alunno Bianchi di Ragusa (per es. della prima dell’ITE) saprebbero che il voto dato a ciascuno è oggettivo, che in tutta Italia si sono studiati gli stessi argomenti per quella materia, e che i docenti in classe ci vanno per facilitare l’apprendimento. In parole povere, è quello che già succede per ottenere la patente di guida o il certificato Ecdl. Questa seconda cosa non la vedremo mai, e quindi accontentiamoci delle griglie nazionali di valutazione, ovvero dei parametri, che saranno fornite alle commissioni per una correzione più omogenea ed equa. Ma pur con la griglia comune, ogni prof poi farà come crede e sa. Perché ho detto che la valutazione non diventerà mai nazionale e oggettiva? Perché già le cd “prove parallele” che le scuole, di ogni ordine e grado, stanno da anni svolgendo per tentare (attenzione al verbo) di limitare la varianza tra le classi (per es., nella sez. A si studia italiano in modo superficiale, nella B in modo approfondito), sono osteggiate dai docenti, e in ciascuna scuola sono svolte solo sulla carta: i proff di una stessa materia non riescono neppure a mettersi d’accordo su cosa gli alunni di un determinato anno dovranno alla fine sapere e saper fare. Le prove da somministrare vengono stabilite attraverso estenuanti mediazioni al ribasso, vengono svolte consentendo di copiare, e dopo la correzione, non se ne parla più. Una cosa che si fa per dire che è stata fatta, senza crederci più di tanto.

    Infine, i docenti non amano parlare con i genitori. I genitori possono essere i peggiori o i migliori del mondo, ma per i docenti sono il pane quotidiano. I genitori non si scelgono, arrivano e ti portano alunni, la materia prima per insegnare. Ora, insegnare senza voler parlare ai genitori, o parlandoci poco (è la stessa identica cosa) è come un medico che dicesse: io visito il paziente ma non parlo con i parenti. Come lo considerereste questo medico, sano di mente? E perché consideriamo sani i proff che pensano alla loro attività come quella che si svolge in aula con gli alunni e non capiscono l’essenzialità del rapporto con i genitori? Solo se scuola e famiglia collaborano e s’intendono e perdono tempo per parlarsi (non tramite waths app), migliorano le prestazioni degli studenti.  Si dice: le famiglie sono peggiorate. Perché, le scuole sono migliorate?  

  • IL PADRE NON TRADISCE I FIGLI 11 Dic 2018

    Arrestato un padre che intendeva acquistare una Fiat Abarth decapottabile senza pagarla. “L’ho promessa a mio figlio. Io non tradisco i figli”, ha gridato. Protestava: “Ma come, Di Maio promette soldi senza averli e dice di non voler tradire gli italiani,e voi arrestate me?”

  • OROSCOPO DELL’ELITE 10 Dic 2018

    GEMELLI Vespa Bruno 27 maggio

    Sarete alle prese con Giove contrario fino a dicembre e Nettuno, in posizione destabilizzante e confusionaria per tutto il 2019. Ad aiutarvi, ci penserà il provvidenziale sestile di Urano che fino a marzo rimarrà in Ariete. Un transito che vi renderà tempestivi ed ingegnosi e che vi aiuterà ad impostare correttamente la vostra agenda dell’anno. In sintesi, fate l’unica cosa che sapete fare, lo zerbino del potente di turno.

    CAPRICORNO Renzi Matteo 11 gennaio

    Che barba Urano di nuovo in Ariete! Beh, cari amici, tenete duro: perché questo transito, la vostra spina nel fianco per parecchi anni in precedenza, avrà i giorni contati! Ormai siete come quel perdente alla roulette che è convinto di doversi rifare. Sino a quando non vi cacciano con la polizia, continuate a giocarvi tutto.

    BILANCIA Berlusconi Silvio 29 settembre, Zingaretti Nicola 11 ottobre, Travaglio Marco 13 ottobre

    Ancora un anno di revisione, di eliminazione, di chiusura, come suggeriscono Plutone e Saturno in Capricorno. E ...

  • WHATEVER IT TAKES 10 Dic 2018

    Giovedì 26 luglio 2012, Londra, piena di suoni e luci mentre si inaugurano i giochi olimpici. Alla Lancaster House, davanti un pubblico di banchieri e uomini di finanza invitato dal primo ministro David Cameron per la Global Investment Conference. “All’interno del nostro mandato, la Bce è pronta a fare tutto quel che è necessario (whatever it takes) per preservare l’euro”, dice Mario Draghi, dopo aver rappresentato la moneta unica come un calabrone capace di volare, sfidando tutte le leggi della fisica. Poi si ferma, alza gli occhi verso il suo uditorio e aggiunge: “E credetemi, sarà abbastanza”. “Whatever it takes”. Fu una “intuizione geniale” secondo Christian Noyer, l’ex governatore della Banca di Francia (dal 2003 al 2015). La differenza tra uno statista e un parolaio, riuscite a coglierla? (L’anno di Mario Draghi, di Stefano Cingolani, il Foglio)

  • UN PENSIERO DA CONSERVARE NEL TACCUINO 9 Dic 2018

    Una perla di Honoré de Balzac (“La pelle di zigrino”) : “La libertà genera l’anarchia, l’anarchia porta al dispotismo, il dispotismo porta di nuovo alla libertà. Non è forse questo il circolo vizioso in cui sempre girerà il mondo morale? Quando l’uomo crede di aver perfezionato le cose, le ha solo spostate”

  • CALCIO E SCUOLA- I VOTI VALUTANO CHI LI DA’ 8 Dic 2018

    I voti si mettono a scuola e nessuno spiega, troppo difficile, che essi hanno un valore relativo. Vediamo perchè. A Ronaldo, fuoriclasse della Juventus, per la partita Juve-Inter di ieri, il maestro interista Guido De Carolis del Corsera ha messo 5,5 (5 ad Asamoah, 6 a Icardi, il suo cocco). Ha fatto pure il giudizio: “Giocoliere all’inizio, si prende la scena con colpi più ad effetto che efficaci”. Se fossi stato il padre di Ronaldo, gli avrei spiegato: Figlio mio, non te la prendere. Tu impegnati sempre, dai sempre il massimo. Non sono i voti, spesso dati da gente incompetente o incontentabile, o i palloni d’oro, a dare la ...

  • LA SINISTRA HA PERSO IL POPOLO. MA SIAMO SICURI? 6 Dic 2018

    Finalmente, a fine 2018, cioè a 9 mesi dalle elezioni, trovo uno, oltre a me, che spiega quanto sia falsa l’affermazione che il famoso “popolo” abbia abbandonato la sinistra. Scrive Paolo Franchi sul Corriere. “…non è vero che nella nostra storia repubblicana popolo e sinistra siano stati dei sinonimi. Nella prima Repubblica il partito più votato dal popolo era la Democrazia cristiana. Nella seconda il leader più apprezzato e più votato dal popolo era Silvio Berlusconi. Per come lo abbiamo inteso nella prima parte della storia repubblicana, il popolo è stato una lunga e paziente costruzione politica, intellettuale e anche (eccome!) organizzativa, nella quale furono decisivi i partiti, la ...

  • ANALFABETI : BERGOMI 5 Dic 2018

    A Radio Montecarlo Beppe Bergomi, commentatore Sky, dice: “Mai come quest’anno Juve e Inter sono alla pari. Solo Ronaldo lo vorrei all’Inter, ma Icardi è il nostro capitano e me lo tengo”. Sono 10 anni che Bergomi dice ogni anno che Inter e Juve sono alla pari. La realtà smentisce i suoi desideri e lo certifica come il più idiota commentatore sportivo in circolazione. Bergomi è un tifoso e svolge il suo mestiere, per il quale viene pagato, senza cercare di osservare la realtà con distacco e obiettività. Ma questa spiegazione non sono affatto sicuro che sia giusta. Io propendo per un’altra interpretazione che è questa. Bergomi è solo ...

  • CROZZA DI MAIO E IL PADRE DEI PURI 2 Dic 2018