La senatrice catanzarese Granato. Una ossessione alla volta

(da Repubblica) “Prima delle elezioni del 4 marzo 2018 Bianca Laura Granato, 48 anni, era un’insegnante di Lettere (e Latino) in un liceo scientifico di Catanzaro.
Laurea con 110 e lode rivendicata, cinque master di secondo livello ottenuti, è stata una fervente militante dei Partigiani della scuola pubblica contro la Legge 107 di Renzi-Giannini. Con l’organizzazione di base ha condiviso, da docente, una forte avversione nei confronti dei “presidi sceriffo”, resi più potenti secondo Lei dalla Buona scuola. Eletta in Senato, la Granato ha contribuito all’abolizione della cosiddetta “chiamata diretta” – i docenti reclutati su indicazione dei dirigenti scolastici – e adesso, attraverso un disegno di legge che porta il suo nome, sta costruendo la possibilità del ricorso amministrativo di un docente nei confronti del preside di riferimento su “orario assegnato e formazione delle classi”: l’Ufficio scolastico regionale, arbitro del ricorso, avrà venti giorni di tempo per rispondere alla contestazione dell’insegnante”.
Lasciati i 5Stelle perchè magari non l’hanno seguita nelle sua battaglie tra le quali si ricorda quelli contro i precari della 3^ fascia, “ora è senatrice di Alternativa c’è. In queste ore Laura Granato non vuole esibire il Green Pass per accedere Palazzo Madama. “Vaccini tossici. Governo va processato”  La senatrice Granato molla i freni e incita alla rivolta” (LaCnews).

Svitati come questi sono arrivati in Parlamento, ma il popolo ha sempre ragione. Gramellini sul Corsera le dice: faccia uno sforzo di fantasia e immagini una democrazia dove l’opposizione si rifiuta di seguire le leggi decise dalla maggioranza o dal governo. Fantasia? Democrazia? In testa hanno un’idea di democrazia fantasiosa e personale. Una volta una prof in un collegio docenti mi propose di votare un atto, quelli favorevoli lo avrebbero applicato, quelli contrari invece no. Nella scuola, voglio dire, ci saranno i presidi sceriffi ma c’è anche di tutto di più, come la Rai.