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Calabria una Regione impresa che come la Liguria dovrebbe puntare solo sul turismo

Il turismo è scienza. Per amministrare la Regione continuiamo ad affidarci ad un personale politico che non ha le competenze necessarie per puntare su un solo settore, il turismo. Mentre con la sanità abbiamo esaurito i pozzi e per vaccinare non abbiamo nessuno che sappia cosa sia la logistica, pensiamo che qualche reclame basti per far conoscere la regione. Il turismo produce servizi e benessere, rientra nel settore delle industre creative, potremmo fare come fa più o meno la Liguria.

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Addio Tommaso Cerra

Caro Tommaso te ne sei andato all’improvviso e così l’ultima volta che ci siamo visti […]

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5 anni fa perdevamo Umberto Eco

Poiché nessuno pensa che le sue sventure  possano essere attribuite a una sua pochezza, ecco […]

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Governo/ Ma perchè non mi ascoltate? Non parlate di scuola

Anche a Draghi dò gratis lo stesso consiglio. Di scuola meno se ne parla meglio è. Non avete capito cosa è successo a Renzi, e poi alla Azzolina? Farla finire a giugno? Ma siete pazzi, a giugno sono in vacanza. La scuola italiana va rivoluzionata negli stipendi ma senza che se ne accorga nessuno

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Manca il controllo ex post

Vedo che a Report scoprono l’acqua calda. Vanno in Sicilia per dimostrare che non sappiamo […]

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1968 “L’università subito al posto giusto” una lezione riformista sulla “scelta”(Francesco Scoppetta)

Richiamando alla mente la disputa che si svolse a partire dal 1968 tra Cosenza e Lamezia Terme per la sede dell’Ateneo della Calabria, vorrei porre alcune domande. Perchè il Pci sacrificò in quel frangente Lamezia e preferì l’accordo con Giacomo Mancini? E perchè Catanzaro ha considerato sempre Lamezia una periferia e non ha mai accettato di costituire con Lamezia l’area centrale della Calabria? Tutto cominciò con le Regioni, con l’autostrada al posto sbagliato che Mancini volle tutta per sè e per quella scelta del posto “giusto” dell’Università che non fu una scelta riformista.

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Ricolfi dimostra dove la coppia Conte-Speranza ha sbagliato

“La mia impressione è che il fascino discreto che il lockdown esercita sui politici dipenda semplicemente dalla loro consapevolezza che su tutto il resto, su cui si è fatto quasi nulla quando si era in tempo, si continuerà a fare ben poco. E che alla fine della fiera, nell’attesa messianica del vaccino, la loro idea sia ancora oggi quella di sempre: che la lotta al virus non si fa dall’alto, costruendo politiche sanitarie incisive, ma si fa dal basso, limitando le nostre libertà”.

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Solo un psicanalista, Massimo Recalcati, può spiegare l’odio verso Renzi

A proposito di Renzi è toccato a Bersani nelle settimane della crisi a lasciarsi sfuggire il Witz che raduna attorno a lui una generazione di sconfitti. Non credevo alle mie orecchie di psicoanalista quando in televisione l’ ho ascoltato definire Renzi, in modo allusivo, come un eiaculatore precoce, ovvero come qualcuno che non si saprebbe trattenere, come un ragazzo alle prime armi di fronte al marasma dell’ eccitazione erotica.

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Riassunto di quel che Travaglio e tutti i maghi Othelma dicevano su Draghi

Senza vergogna. Leggete adesso con calma un sunto di quello che ha scritto Travaglio su Draghi e quello che hanno detto tanti altri. In questo modo spero capirete che gli opinionisti con i prosciutti sugli occhi e tutti quelli che hanno scambiato Giuseppi per un politico non vale la pena di seguirli. Mattarella non se l’è sentita più di lasciare gli italiani, nella tragedia più terribile dopo le guerre mondiali, nelle mani di Giuseppi, Crimi e Catarella.

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Un paese irriformabile (di Michele Salvati)

Il grido d’allarme dell’economista Michele Salvati
“…è che non vedo una via d’uscita dalla situazione infelice in cui l’Italia si trova, una via d’uscita che sia, insieme, realistica e auspicabile. E non mi sento motivato a scrivere se la conclusione è: lasciate ogni speranza o voi che entrate. Detto senza riferimenti al Poeta: lasciate ogni speranza voi che vivete in questo disgraziato paese”.

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F. Fubini/ Il nuovo governo una sfida per tutti

Qui viene la parte difficile, per i partiti che stanno aprendo la strada a Mario Draghi. Perché non possono limitarsi all’unico atto di buona volontà di far salpare la scialuppa, dovranno anche favorirne la navigazione nei punti delicati. Per far arrivare i bonifici da Bruxelles e poi farli funzionare nel tessuto dell’economia, il Recovery implica riforme così scomode e sgradite ai gruppi d’interesse del Paese che la politica le ha sempre spazzate più in là.

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Matilda una che ce l’ha fatta

Il successo di Matilda De Angelis (Bologna, 1995), la vedrete a Sanremo, andrebbe studiato nelle […]

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Forum tv/ Portfolio

Maria De Filippi: se Gualtieri fa pagare a Mediaset 1 euro ogni volta che nelle […]