(Lamezia informa) Se già nel corso dell’ultimo anno è emerso pubblicamente come anche alcuni consiglieri comunali non abbiano chiara la differenza tra debiti e disavanzo, e come parte dell’amministrazione eletta non abbia letto il rendiconto 2024 approvato dalla precedente per dare le spiegazioni richieste alla corte dei conti su debiti già rateizzati o previsti come idrico e rifiuti, Vincenzo Ruberto come portavoce La Casa di Vetro fa un passaggio ulteriore invocando «il ricorso al predissesto finanziario da parte del Comune di Lamezia Terme», atto che non è stato deliberato né in giunta né in consiglio comunale, essendo prevista martedì la seduta sul rendiconto 2025 e l’ipotesi di aderire ad un nuovo piano di riequilibrio ma con soli 3 parametri deficitari che non comportano lo spettro del dissesto. Se approvato, entro 3 mesi, in concreto il piano di rientro già attivo fino al 2043 verrà allungato per qualche altro anno, ma con parametri da rispettare più stringenti come fatto fino al 2024.
Ruberto richiama «un Fondo crediti di dubbia esigibilità di oltre 47 milioni di euro, un dato che richiama inevitabilmente il tema della capacità dell’ente di riscuotere le proprie entrate. Prima di chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini sarebbe doveroso spiegare quali iniziative siano state concretamente adottate in quest’ultimo anno per rafforzare la riscossione, recuperare l’evasione e migliorare gli incassi.
Perché se non si interviene con decisione sul versante delle entrate, il rischio è che il peso del risanamento finisca inevitabilmente per ricadere sui servizi pubblici e sulle fasce più deboli della popolazione». La risposta è in uno dei consigli comunali precedenti, in cui si sono riaperti i termini per l’agevolazione dei pagamenti dei tributi non pagati nel lustro precedente, e nel prossimo, in cui tale procedura si voterà come possibile anche per le cartelle inviate per la riscossione tramite Agenzia delle Entrate.