Identikit della sinistra italiana oggi: Corrado Formigli, 58 anni

(Guido Vitiello, Il Foglio, 30/11/25) Toh, c’è Corrado Formigli. Ve lo ricordate come pupillo di Santoro – quello del ponte di Belgrado – e ora ha un programma tutto suo. Dialoga con un certo Jeffrey Sachs, che fa propaganda sfacciata per Putin (ma guarda che bella carriera ha fatto il delfino di Eltsin!). Siete ancora immobilizzati, e già insofferenti. Poco male, pensate, alla fine lo caccerà via e annuncerà di non invitarlo più. E invece no. Formigli ripropone uno scontro tra Sachs e Carlo Calenda (ma guarda che bella carriera ha fatto l’Enrico Bottini di Cuore!), in cui Calenda lo accusa di dire balle filorusse. Sachs non si aspettava dal conduttore un tale sfoggio di cortigianeria (“Non posso credere che abbia fatto rivedere quella clip ridicola”), e ne approfitta per una rivincita maramalda in assenza del suo contraddittore. Constatate, amaramente, che non basta il gusto della mascalzoneria per essere Santoro.

****

Corrado Formigli è il conduttore di Piazzapulita che dal 2011 va in onda il giovedì su La7. Nato il 24 marzo 1968 sotto il segno zodiacale dell’Ariete, come Dario Fo e Luigi Einaudi, è audace, energico, passionale, impulsivo, competitivo e sincero. Gli Ariete amano la competizione e l’azione e non hanno paura di affrontare gli ostacoli. Solo che nelle relazioni sociali vogliono essere accettati e per chi fa tv significa una cosa sola: per l’audience sono disposti a tutto. Anche ad ospitare, come lui fa abitualmente, putinisti, o pentastellati, e a prendere granchi terribili come quando, non capendo che nel 2020 era arrivato il Covid, ospitò un ristoratore cinese (mangiate tranquilli non viene da qui il virus, 31/1/2020) per predicare la solita inclusione. Secondo lui il pluralismo in tv si esercita ospitando la Di Cesare, Alessandro Orsini, o l’economista americano Jeffrey Sachs, ovvero quelli che hanno più comprensione (eufemismo) per le politiche di Putin. A Repubblica che gli ha chiesto come spiegasse il sentimento putiniano in Italia, ha risposto così:
Non ridurrei il tutto al filo putinismo. C’è un’enorme preoccupazione sulla guerra. Unita a un dolore grande per la sofferenza del popolo ucraino. Cresce perciò la domanda su come fermare le armi. L’escalation mette paura, può colpire anche noi“. Ha anche detto che lui vorrebbe Putin in trasmissione (o Meloni), ma per incalzarlo. Ripeto, l’abito indossato è un tweed su misura di pluralismo, ma sotto c’è l’ossessione per l’audience (il Guicciardini di Francia o Spagna purchè se magna).

Corrado Formigli è nato a Napoli ma da genitori toscani, suo padre Giorgio (1931) scomparso quest’anno, si era trasferito a Napoli con sua moglie e nel capoluogo campano era diventato direttore di un’impresa di costruzioni. Ora quando Corrado aveva 20 anni, per dire, George Bush fu eletto Presidente degli Stati Uniti e la guerra Iran-Iraq terminò con un cessate il fuoco. Magari per questo nel 2014 lui si è recato a Kobane, in Siria, per documentare l’assedio dell’ISIS: è stato il primo giornalista italiano a entrare nella città siriana sotto assedio.

Pertanto quei sondaggisti che studiano la tipologia dell’attuale popolo di sinistra (quello che vota), in lui trovano un campione rappresentativo dei post sessantottini. Poi ci sono tanti altri elementi che si possono prendere in considerazione. Ha iniziato la sua carriera giornalistica a vent’anni nella redazione fiorentina di Paese Sera. All’inizio degli anni Novanta è stato corrispondente de Il Manifesto da Londra per due anni. Successivamente ha scritto nella sede romana del quotidiano, occupandosi di spettacoli e politica.

Insomma appartiene a quella folta schiera di giornalisti-scrittori che hanno lavorato al Manifesto e poi son trasmigrati in tv o nei grandi giornali per far carriera, come Gianni Riotta, Lucia Annunziata, Stefano Benni, Erri De Luca. In fondo anche il suo amico Michele Santoro (1951), rappresentante della generazione precedente, quella sessantottina, aveva cominciato con Servire il popolo per poi arrivare a Rai3.

Nel 1994 comincia il suo lungo sodalizio con lui per le trasmissioni Tempo Reale, Moby Dick, Circus, Il raggio verde e Sciuscià. Da inviato ha seguito a New York le giornate successive all’attentato dell’11 settembre 2001, e in seguito ha trasferito la sua attenzione al Medio Oriente, realizzando alcuni importanti resoconti da zone di guerra. Dopo una breve parentesi a Sky TG 24 e a La 7, nel 2008 tornò a lavorare su Rai 2 ad Annozero al fianco del sodale. Su quest’ultimo Fabrizio Roncone (Corsera) poco tempo fa ha appuntato (Da «mago» della televisione a randellatore malmostoso): ha sempre saputo tutto su Gaza, Ucraina, Putin e Trump, e dev’essere proprio una fatica ripetercelo. Beh, Formigli ci dà spesso la stessa impressione.

Dal 2011 (a giugno dello stesso anno il rapporto di Santoro con la Rai si chiuse consensualmente, e fu indennizzato, a titolo di buonuscita, per 2300000 €, pari a 30 mensilità) è autore e conduttore televisivo di Piazzapulita, voluto dal direttore di allora, Mentana. Dal 2024 ha debuttato sulla medesima rete nel programma di inchieste 100 minuti, scritto e condotto con Alberto Nerazzini. Oltre al ruolo di giornalista e conduttore televisivo, Corrado Formigli dal 2023 è editorialista del quotidiano Domani.

Secondo Federica Massari, Formigli è sposato con Stella Prudente, una sua collega, una poliglotta; la sua più grande passione è la musica che sta cercando di trasmettere alle figlie.

Sui figli c’è molta incertezza. Secondo Giulia Lia Mastrominuta (il Sussidiario.net, 2025) Formigli avrebbe 3 figli, secondo altre fonti due figlie, o forse una figlia e un maschio.  Secondo Libero (2022) “Due matrimoni, seconda moglie giornalista” – “Stella Prudente, un passo sempre indietro – tre figli, 54 anni, sontuosa casa romana terrazzata, Rione Prati, e tutte le estati a Capalbio, fra gli ombrelloni di Barbara Polombelli e Furio Colombo. E pensare che qualche tempo addietro attaccò in diretta tv Matteo Renzi su una storia di prestiti per la casa, quando poi a zittirlo ci pensarono i social restituendo la cortesia e pubblicando foto e planimetrie del suo mega-attico”.

*****

Per Donna glamour il suo Piazzapulita, sin dalla prima edizione, ha fatto registrare buoni dati di ascolto per cui La7 gli paga uno stipendio di circa 300.000 euro all’anno (8.333 a puntata, in media sono 36 all’anno). Nel conto va ricompreso anche 100 minuti, che ha debuttato nell’aprile del 2024.

Parlando delle varie attività svolte da Corrado Formigli, da segnalare anche che nel 2024 ha recitato come attore nello spettacolo teatrale di Stefano Massini Titanic, ovvero la nave affonda ma l’orchestra a continua a suonare. Piazzapulita ha sdoganato Massini nelle tv.

Per il quotidiano Libero si tratta di un uomo “volubile, vanitoso, irascibile”, sempre “ossessionato dai fascisti. Campione nel fare politica nascondendosi dietro il giornalismo”, si dice che il conduttore venga definito “il Conducator di Pescia Fiorentina perché di fronte a chi non abbassa la testa lui alza la voce”.

I suoi ospiti sono sempre gli stessi (anche per fidelizzare lo spettatore): il rettore di Siena adorato dai 5Stelle Tomaso Montanari, il gruppo del Domani, Fittipaldi, Tizian, Vergine, in quota destra Francesco Borgonovo (La Verità) e Bocchino quasi in pianta stabile, la storica Michela Ponzani come new entry. “Siamo invasi dagli imbecilli e dobbiamo farcene una ragione“, lo aveva capito Umberto Eco prima di morire. Formigli è pluralista, l’imbecille secondo lui deve misurarsi con l’esperto.

Nella sua redazione con Mariano Cirino e altri c’è un fuoriclasse come Vittorio Zincone, già al Corsera e figlio dell’indimenticabile Giuliano, firma prestigiosa del Corriere quando i giornali erano una cosa seria.

Quasi tutti i conduttori dei talk d’informazione indossano il Caschetto (Beppe), come scrive Dagospia, dunque fanno parte della stessa squadra ed ecco perchè si vogliono tanto bene e si ospitano a vicenda. Da Fazio a Gruber, da Formigli ad Annunziata, da Floris a Saviano e Gramellini, sono tutti rappresentati dallo stesso agente, l’amico di Bersani che lavorava con lui alla Regione Emilia. Per fortuna Bersani si può vedere solo ogni 15 giorni da Floris, sarebbe troppo se facesse il giro delle sette chiese.

Santoro (sessantottino) e Formigli (postsessantottino) hanno dunque un massimo comun divisore: pensano che col giornalismo si debba o possa far politica, o meglio che si prosegua l’attività politica attraverso il giornalismo, invece di fare altro, tipo militare in un partito, o in una associazione, oppure organizzare attività pubbliche e sociali.

In questo senso è facile per i sondaggisti individuare una tipologia di militante di sinistra che si oppone sempre ai fascisti, che pensa di star continuando la resistenza, che pensa di avere nella Costituzione la stella polare, che fa parte del partito dei giudici, che non ama l’America, il capitalismo, il mercato, la globalizzazione. Che non ama quelli che si definiscono liberali, riformisti o socialdemocratici, perchè crede che nel mondo come sempre ci sia una grande ingiustizia, troppi poveri e pochi ricchissimi. Peccato solo che il comunismo tale ingiustizia non sia riuscito a sanarla.