Una buona notizia per gli appassionati di cinema di Lamezia è la seguente: Per rispettare i termini di affidamento entro il 31 dicembre, terminata la fase progettuale, ed approvata quella esecutiva, sono state avviate su Mepa le gare di appalto per i lavori di riqualificazione del Teatro Umberto e del Teatro Costabile finanziati tramite Agenda Urbana. Tra le tipologie di interventi sono indicati impianti termici e di condizionamento oltre che impianti interni elettrici telefonici radiotelefonici e televisivi.
Per troppi anni in questa nostra città si è creduto che bastasse proiettare un film dove dedè per incentivare il cinema. Come se fossimo ancora negli anni cinquanta. Oggi il cinema si può vedere comodamente a casa propria per cui uno spettatore si scomoda per andare a vederlo in sala se il locale è comodo, riscaldato o raffreddato, se la pellicola si vede e si ascolta bene.
Proprio adesso anche un network monopolista come The Space sia a Catanzaro che Lamezia sta provvedendo a modificare le poltrone di alcune sale perchè hanno capito questo piccolo particolare che concerne le comodità degli spettatori.
Anche il Teatro Comunale Grandinetti dovrebbe rientrare nel 2025 in questo discorso che può essere riassunto così: la domanda di cinema si incrementa non solo con il film che si proietta ma anche con la comodità della sala in cui lo spettatore può vederlo.
Poi che il comune lametino da ben 15 anni sia proprietario di un teatro-cinema e non riesca ad utilizzarlo attraverso accordi con privati, rientra in un discorso più grande che concerne palestre, aree verdi, parchi, stadi, immobili, e il tutto come una matrioska, va inserito nel problema dell’efficienza dei comuni italiani.
Se nelle grandi città solo in Italia, al contrario di quel che avviene in Spagna e Inghilterra, si impedisce in tutti i modi ostruzionistici possibili ai privati di costruire stadi di calcio nuovi, e le stesse macchine burocratiche ed amministrative non riescono ad incrementare la riscossione tributaria e migliorare la manutenzione ordinaria, la gente non va al cinema così come non va allo stadio, nei parchi, sui lungomari: preferisce stare a casa.
