La scuola inclusiva ha promosso anche i maranza

No, spiace contraddire Pierfrancesco Majorino, ma la rabbia giovanile non si combatte con l’educazione, come ha dichiarato il politico milanese. Non funziona, abbiamo le prove sperimentali. Sarà un decennio, e certo più, che a scuola ce la menano con l’educazione civica e l’educazione sentimentale e l’educazione ambientale e l’educazione alla legalità e tutte le possibili declinazioni della formazione artificiale di cittadini attivi e onesti, di individui attenti e garbati; sarà mezzo secolo che si scarica sulla scuola la responsabilità sovrumana di fare il lavoro che molte famiglie e molte comunità hanno rinunciato a svolgere, e – dalle minicar romane ai casseurs milanesi, dagli accoltellatori campani agli omicidi romagnoli – i risultati sono sotto gli occhi di tutti, o almeno di quelli che non ce li hanno pesti. Né va meglio se Majorino intendeva education all’inglese, nel senso di istruzione; anche lì il sistema ha fallito.Io vorrei infatti interrogare i giovani arrestati dopo i tumulti di piazza Duomo, non in senso poliziesco bensì didattico: per chiedere loro se conoscano la definizione di democrazia e quella di repubblica, se sappiano dirmi qualcosa sulle radici teoriche della proprietà privata e della sua contestazione, se discernano il carovita dal valore delle merci, se abbiano contezza di cosa siano il tirannicidio e l’appello al cielo, se siano in grado di elencarmi cosa trasformi uno Stato libero in uno dispotico, se riescano a distinguere il 1789 dal 1830, il 1848 e dal 1870, o almeno il 1968 dal 1977. Anzi, chiedo troppo: mi basta scoprire se hanno una mezza idea della differenza fra rivolta, ribellione e rivoluzione, ma posso immaginare le risposte, poiché in tempi di pace ho già interrogato innumerevoli loro simili. I minorenni che spaccano tutto sono i figli della scuola dell’obbligo estesa fino ai sedici anni, della scuola inclusiva ossessionata dal peso di ciò che si è anziché di ciò che si sa, della scuola che li ha promossi perché in fondo erano brave persone, educatissime.