Giorgia Meloni ha deciso di andare allo scontro con l’Anm rifiutandosi di firmare il Dpcm che dà attuazione alle sentenze del Consiglio di stato sull’aumento degli stipendi dei magistrati dal costo, comprensivo di arretrati, di circa un miliardo di euro. La strategia della presidente del Consiglio ha un significato solo politico-elettorale, rispetto a un atto dovuto ma ritenuto (im)popolare. Ma non ha alcuna conseguenza pratica.
Se la premier non applica le sentenze, il Consiglio di stato nominerà un commissario ad acta che lo farà al posto del governo. Il risultato sarà lo stesso della firma del Dpcm da parte di Meloni: il governo verserà quanto dovuto, i magistrati riceveranno quanto gli spetta, i contribuenti pagheranno. Fine della storia.
Ma c’è qualcosa che il governo dovrebbe fare. La politica non può cambiare le sentenze, ma può modificare le norme: ripristinare il metodo di calcolo degli stipendi dei magistrati usato finora, basato sulla media ponderata, attraverso un’apposita modifica legislativa o attraverso una legge di interpretazione autentica.
L’art. 24 della legge n. 448 del 1998 prevede infatti che gli stipendi dei magistrati vengano adeguati tenendo conto degli “incrementi medi pro capite” conseguiti dai rinnovi contrattuali delle altre categorie del pubblico impiego. L’Istat, seguendo una buona prassi statistica, ha sempre applicato questa norma facendo una media ponderata, ovvero attribuendo a ogni comparto un peso corrispondente al numero di dipendenti.
E’ banale: se si vuole calcolare il pil pro capite di Italia e Principato di Monaco bisogna considerare il peso diverso delle due popolazioni.
Ma il Consiglio di stato ha stabilito che la legge deve essere interpretata in maniera diversa: niente media ponderata, ma “media aritmetica” semplice. Un comparto con milioni di addetti vale quanto un altro di poche migliaia: si somma il pil pro capite dell’Italia a quello del Principato di Monaco e poi si fa diviso due. Questo singolare sistema di calcolo produce un notevole aumento degli stipendi delle toghe, che vale per i sei anni passati e per tutti quelli a venire.
Per giunta ora lo stesso metodo può essere esteso ad altre categorie indicate nella stessa legge: professori universitari, dirigenti di Forze armate e Polizia, prefetti e diplomatici. Il costo per il bilancio dello stato è esplosivo. Meloni non può cambiare il passato, ma può intervenire sul futuro. Più che una reazione istintiva, serve una decisione ponderata: far tornare la media di una volta. Ponderata.