Come Sydney Sibilia ha fatto diventare Max Pezzali una rock star

Con Nord Sud Ovest Est, Sydney Sibilia è tornato a raccontare gli 883 perchè la serie trasmessa da Sky ha avuto un successo straordinario di pubblico e Sky ha subito messo in cantiere la seconda stagione.

Il cinema di solito celebra i grandi cantanti (da Elvis a Bob Dylan a Freddie Mercury), la nostra tv fa omaggi (a Battisti, De Andrè, Gaetano) mettendo insieme interviste e il repertorio, Sibilia con Sky è invece riuscito in una operazione inaspettata: un cantautore bruttino e ormai anziano (Pezzali ha 58 anni, gli 883 sono nati nel 1988, son passati 38 anni), dopo ben 24 album è diventato ora grazie a Sibilia una rock star. I suoi concerti ora hanno avuto un successo di pubblico incredibile.

Merito di Sibilia che raccontando la storia del sogno di due ragazzi di Pavia che riescono a fare dischi e concerti grazie all’incontro con Claudio Cecchetto, ha consentito una immedesimazione a tanti giovani che pensano al loro futuro dentro un presente tormentato e difficile. Già con il film L’incredibile storia dell’Isola delle Rose (2020) Sibilia aveva approcciato il tema, che ha ripreso poi raccontando, con Mixed by Erry (2023), un’altra storia di chi si inventa qualcosa per sbarcare il lunario e ottiene un successo insperato.

Il regista, costretto da Sky a realizzare una seconda stagione, ha confessato di essersi trovato in difficoltà, e c’è riuscito proprio pensando a quello che è successo a lui dopo l’incredibile successo della trilogia di Smetto quando voglio. Quel film, scritto con Valerio Attanasio, fu la sua opera prima e, prodotto dalla Fandango di Domenico Procacci, dalla Ascent Film di Andrea Paris e Matteo Rovere e da Rai Cinema, nel 2014 riscosse un successo sorprendente.

Una canzone, un album, un film, un goal, tanti riescono ad inventarli, il difficile è sempre e solo ripetersi. Per non essere una meteora, una stella che splende solo per un giorno, un fuoco di artificio. Troisi dopo Ricomincio da tre ci mise molto tempo prima di uscire con Scusate il ritardo, film il cui titolo spiegava appunto la situazione in cui si trovava lui, come tutti quelli che tentano di bissare un successo. Quel che avverrà a Cortellesi dopo il successo di C’è ancora domani, e tutti si chiedono: si ripeterà? Nel caso di Pezzali “quando il miracolo diventa industria, l’amicizia deve fare i conti con il successo e due ragazzi di provincia scoprono che realizzare un sogno non significa necessariamente condividerlo per sempre” (Grasso).

Infatti la prima puntata della nuova serie (Nord Sud Ovest Est fu il titolo del secondo album) fa un parallelo tra la storia degli 883 con i Righeira, due fratelli che sbancarono in estate con Vamos a la playa. Perchè tutte le storie si assomigliano, spiega Sibilia, e il successo fa esplodere coppie o gruppi, come è successo ai Beatles e ai Mama’s and Papa’s o ai Supertramp, per dire i primi nomi che mi vengono in mente. Con tutte le differenze del caso, però, perchè Lennon e McCartney erano due amici ma due amici geniali e infatti la maggior parte dei brani che hanno firmato assieme era attribuibile ad uno solo dei due. Nel caso di Pezzali e Repetto, o dei Righeira, uno solo era l’autore, l’altro era un cointerprete e qundi era naturale che le strade si dividessero. Poi ogni cantante, da Elvis con il colonnello Tom Parker in poi, ha avuto varie vicissitudini con il manager o il produttore, questo è ovvio.

Quindi, mentre Hanno ucciso l’Uomo Ragno spiegava come tutto era cominciato (“due ragazzi senza pedigree musicale, un’intuizione, la provincia come orizzonte e una certa incoscienza come metodo di lavoro: scrivere una canzone, incontrare Cecchetto, scoprire che quello che sembrava un gioco può diventare una professione“), la seconda stagione spiega come tutto è continuato dopo quell’album che ha venduto 700 mila copie: non basta più diventare qualcuno, bisogna capire chi si è diventati. Si rinnoverà il successo di pubblico della prima? Non lo so, la prima aveva gli ingredienti giusti che Sibilia sa maneggiare, sono quelli indicati da Aldo Grasso: la nostalgia, in tv, come investimento sicuro; la leggerezza e il racconto di un tempo in cui tutto sembrava possibile, scrivere una canzone, diventare famosi, incontrare Fiorello, partire per l’America. Non perché fosse davvero facile, ma perché allora il futuro non si presentava già scritto. La vera scommessa di Sibilia è dunque raccontare il momento in cui il sogno collettivo si incrina.

Ma vediamo adesso quale sia stata la storia di Sidney Sibilia (1981), il quale ha iniziato a realizzare cortometraggi, insieme all’amico Fabio Ferro, nella natìa Salerno e una volta trasferitosi a Roma nel 2007, si è specializzato in spot per le campagne pubblicitarie. Il suo film del 2014 (Smetto quando voglio) ha infatti una fotografia indimenticabile, dei colori giusti per una storia che riguarda i giovani e il loro progetto di vita. Nel frattempo c’era stato, dal 2008 al 2013, Breaking Bad, la serie di Vince Gilligan, e quindi Sibilia capisce come va confezionata una serie tv.

Non basta la storia dei cervelli sprecati in questa Italia che non punta sui giovani e non fornisce occasioni di lavoro, non basta la commedia all’italiana che resta il nostro momento cinematografico, insieme con il neorealismo, più entusiasmante e convincente. Occorre la forma, la fotografia, la confezione, la musica, che oggi non possono che ibridarsi con la pubblicità. Sibilia fa quel che sa fare ed ecco il risultato: finanche Max Pezzali, onesto cantautore pavese, ci diventa una rock star.