L’attività dei dirigenti scolastici è la più sconosciuta tra i lavori che si svolgono in Italia. E’ paragonabile a quella di un arbitro o di una regista di cinema che devono assumere di continuo decisioni, rispondendo a continue domande poste da chi sta loro vicino. Chi ha fatto il docente e poi diventa dirigente si trova, quando passa dalla teoria alla pratica, a dover fare all’improvviso un salto carpiato da una rupe di sessanta metri sul lago sottostante. Voglio dire, per esperienza personale e comune a tutti, che un docente neppure immagina cosa gli tocca fare e sapere dopo esser diventato dirigente. Immaginate uno studio legale dove c’è un solo avvocato. In una giornata si presentano 20 clienti e ciascuno espone il suo caso e chiede un parere per ottenere giustizia. L’avvocato ascolta, esprime una opinione vaga riservandosi di studiare il caso per definirlo meglio. Se l’avvocato è solo e non ha altri colleghi di studio, non accetterà tutti i 20 casi che gli hanno sottoposto, non avrebbe il tempo per seguirli. Il DS invece tutti i casi che gli vengono sottoposti deve trattarli perchè ricadono nella sua esclusiva responsabilità. Al contrario, la quasi totalità dei docenti italiani è convinta che un dirigente abbia tutta la libertà di questo mondo, pochi compiti e soprattutto il tempo per svolgerli tutti. Questo succede perchè i proff vedono ogni giorno i propri dirigenti menefreghisti fare poche cose direttamente. Essi si limitano a delegare quasi tutto. Quando c’è una questione che dovrebbero studiare, approfondire, sviscerare (eppure è di loro esclusiva competenza), delegano un amico, il Dsga, un docente o amministrativo, e continuano a fare quello che hanno sempre fatto, di solito pubblic relations. Si pensi ad un invito di gara e alla successiva aggiudicazione. Il Ds delega il dsga, questi provvede a tutto, ma poi è il Ds a firmare gli atti e l’unico ad avere responsabilità. Non potrà dire: l’ho fatta fare al dsga. Questo esempio moltiplicatelo per tutti gli atti, provvedimenti e decisioni che una scuola assume (nomine, supplenze, certificati, sicurezza, manutenzione) e avrete il quadro. Quando poi un dirigente su dieci si ritrova senza sapere nè come nè quando imputato in procedimenti civili o penali per casi vari, si rende conto, a sue spese, di aver sottovalutato la complessità del tutto. Elencherò adesso, per farmi capire, alcune questioni, giuridiche soprattutto, ma tutte attinenti la responsabilità precipua del dirigente, che possono capitare in una giornata qualsiasi. Certo, ho messo dentro scuole di gradi diversi ma non saprei sinceramente dire se sia più agevole dirigere una scuola primaria che una secondaria di secondo grado. La casistica l’ho tratta da La tecnica della scuola e Orizzonte scuola, due siti scolastici benemeriti che fanno consulenza quotidiana per districarsi nelle problematiche scolastiche. Ora, immaginate di essere un dirigente e vi vengono sottoposti nella stessa giornata una o più questioni insieme. Cosa fate, da dove cominciate? Dovete dare una risposta. Naturalmente non la prima che vi viene in mente. E sappiate che non avete neppure un tempo illimitato per rispondere…
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