Ogni scuola fa il suo calendario scolastico. Perchè?

Il calendario scolastico è una libertà concessa a presidi che non hanno di meglio da fare nella vita. Essi dovrebbero piuttosto chiedere che i 200 giorni di lezione obbligatori vengano cancellati e piuttosto stabilire, materia per materia, quante ore di frequenza rendere obbligatorie agli studenti. Senza possibilità di sanare le assenze con certificati medici (fasulli). Il ministro invece disciplina scrupolosamente l’assegno dei compiti a casa.

Ogni scuola progettificio (ovvero salario accessorio a preside, dsga, docenti) vuol stabilire quando iniziare le lezioni, quando finire e quando fare vacanza. La conseguenza è che un genitore con tre figli in scuole diverse deve farsi un memorandum per raccapezzarsi, oltre tutto con gli orari giornalieri, di entrata e uscita, diversi da scuola a scuola.

Racconto sempre che queste cose, proprio così, le dissi nell’unico incontro da me organizzato con i miei colleghi delle superiori appena il Ministero ci diede questa possibilità. Lo stabiliamo per Lamezia un calendario scolastico comune? Sembravano d’accordo ma poi uno disse: non sono d’accordo nel cominciare il giorno X, quel giorno ho un matrimonio. Allora io che sono noto fumantino replicai: allora cari colleghi per me la riunione finisce qui, venite che vi offro un aperitivo: calendario libero, siamo o non siamo dirigenti?

Nessuno in tutti questi anni sembra pensarla come me, che appaio come quello che rimpiange la scuola che cominciava in tutta Italia l’1 ottobre. No, io sono per l’offerta didattica autonoma perchè una scuola media di Belluno non può avere lo stesso curricolo di una di Lamezia. Sono per 1 progetto 1 annuale per scuola (la scuola che sforna progetti senza alcuna ricaduta per gli studenti non mi piace), e per il calendario scolastico italiano stabilito dal Ministro e non dalle Regioni. Ma siccome la sanità e l’istruzione sono materie devolute alle regioni, ognuno giudichi se ci abbiamo guadagnato o ci abbiamo perso.

Così in questi giorni assistiamo alla fiera degli Auguri che ogni sindaco, assessore, Governatore, Ministro, ogni anno deve formulare a studenti e genitori. Molto gettonata la frase “Siate affamati, siate folli”, celebre traduzione dell’invito “Stay hungry. Stay foolish” pronunciato da Steve Jobs durante il suo famoso discorso all’Università di Stanford il 12 giugno 2005. Se ci pensate un momento tutti gli auguri annuali sono una variazione sul tema. Quest’anno ho già letto “Sognate in grande”, “Siate liberi e responsabili”, e via dicendo. C’è da farci un libro in Italia (Il libro degli Auguri) con la raccolta degli auguri annuali, da regalare poi a ciascuna famiglia perchè non ne ricevano uno solo all’anno, ma migliaia tutti ad una volta.