Dopo la Seconda guerra mondiale un democristiano, Amintore Fanfani, cioè un leader del partito moderato e anticomunista, espropriava i latifondi per darli ai contadini. Se oggi Elly Schlein, considerata una leader radicale del partito di sinistra, proponesse un’espropriazione, sarebbe linciata in piazza. Il comunismo è stato un regime orribile: ovunque è andato al potere l’ha mantenuto con la polizia politica, e ha eliminato fisicamente gli oppositori. Tuttavia il comunismo costringeva il capitalismo a reagire, a cercare in qualche modo di redistribuire la ricchezza prodotta, a concedere qualcosa alle classi lavoratrici e al ceto medio per evitare che si gettassero in blocco a sinistra. Ora che lo spauracchio comunista non esiste più, ora che Paesi nominalmente comunisti come la Cina praticano il capitalismo più selvaggio, non ci sono più argini. Non siamo più allo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. L’uomo è diventato inutile, o comunque sostituibile: il corpo dai cyborg, la mente dall’intelligenza artificiale. E le cose inutili prima o poi spariscono. Ha ragione Massimo Gramellini: l’intelligenza artificiale dovrebbe essere nelle mani degli Stati, non dei privati. Ma la sinistra non osa neppure proporlo, e la nuova destra che avanza in tutto il mondo è a libro paga dei padroni della Rete, a cominciare dal vicepresidente americano — e probabile candidato alla Casa Bianca — J.D. Vance. Nel frattempo Elon Musk appoggia gli anti-antinazisti dell’AfD, e in videoconferenza concorda con la leader Alice Weidel che Hitler in realtà era comunista. No, non sono tempi facili.
(Cazzullo) L’AI agli Stati