In principio ci fu l’ANPR di Diego Piacentini. Cosa manca ora per far pagare i tributi locali

L’ANPR – Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, fu fortemente accelerato durante il periodo in cui Diego Piacentini fu Commissario straordinario per l’Agenda digitale.La cosa interessante è che il problema dell’anagrafe dei cittadini è ormai in larga misura risolto sul piano informatico. Il problema che rimane è soprattutto quello della qualità e tempestività del dato e, soprattutto, della sua integrazione con tutte le altre banche dati dello Stato.

  1. Oggi lo Stato ha davvero un’anagrafe nazionale? Sì.
  2. ANPR raccoglie in un’unica banca dati nazionale le informazioni provenienti dalle anagrafi comunali e comprende i cittadini residenti in Italia e gli italiani iscritti all’AIRE. I dati vengono alimentati e aggiornati dai Comuni. 

Quindi non abbiamo più, in sostanza, 8.000 anagrafi completamente separate, con lo Stato costretto a ricostruire la posizione di una persona mettendo insieme informazioni provenienti da Comuni diversi. Anzi, dal 2 luglio 2026 c’è stato un ulteriore salto di qualità: tutte le Pubbliche Amministrazioni e i gestori di servizi pubblici possono accedere automaticamente, quando previsto per le loro funzioni istituzionali, ai dati ANPR attraverso la PDND – Piattaforma Digitale Nazionale Dati.

È un passaggio molto importante.

  1. Il punto fondamentale: ANPR non deve “scoprire” dove abita il cittadino

ANPR contiene la residenza anagrafica ufficiale del cittadino.Per esempio:

Mario Rossi → codice fiscale → Comune X → via Y → numero civico Z.

Se Mario Rossi si trasferisce da Lamezia Terme a Milano e presenta regolarmente la dichiarazione di cambio di residenza, il Comune aggiorna l’anagrafe e il dato confluisce in ANPR.Il cittadino può addirittura effettuare online la richiesta di cambio di residenza e la pratica viene trasmessa al Comune competente.

Perciò il problema tecnologico che esisteva prima di ANPR — “dove risulta ufficialmente residente questa persona?” — oggi è molto più vicino ad essere risolto.

  1. Ma qui viene il problema: il dato può essere formalmente corretto e fiscalmente insufficiente

Supponiamo che:

Giovanni Rossi risulti residente a Catanzaro in via X.

ANPR lo sa.

Ma questo non significa automaticamente che lo Stato sappia tutto ciò che serve per tassarlo correttamente.

Per i tributi occorre infatti collegare la persona ad altre informazioni:

*codice fiscale;
*residenza;
*domicilio fiscale;
*immobili posseduti;
*immobili occupati;
*utenze;
*veicoli;
*attività economiche;
*partita IVA;
*rapporti di lavoro;
*redditi;
*conti e rapporti finanziari, nei limiti previsti dalla legge;
*successioni;
*contratti di locazione;
*eventuali attività societarie.

Ed è qui che il progetto “ANPR” deve essere visto come uno dei pezzi di un sistema molto più grande.

  1. Il vero obiettivo non è quindi soltanto “sapere dove abita”

Il vero obiettivo dello Stato dovrebbe essere arrivare a questa situazione: una persona → un’identità digitale/fiscale univoca → un indirizzo ufficiale → tutti i rapporti amministrativi collegati.

Per esempio:

Codice fiscale ……………………

↓

Residenza: Lamezia Terme, via X

↓

Immobile: appartamento A

↓

Contratto di locazione: sì/no

↓

Veicolo: targa X

↓

Utenze: indirizzo X

↓

Attività economica: partita IVA X

↓

Comune competente per IMU/TARI: Comune X

↓

Agenzia delle Entrate: posizione fiscale

Naturalmente non significa che un singolo funzionario debba poter vedere tutto: esistono precise limitazioni sulla privacy e sull’accesso ai dati. Significa che le amministrazioni autorizzate dovrebbero poter interoperare, senza costringere il cittadino a comunicare continuamente le stesse informazioni.

  1. E su questo l’Italia ha fatto un altro enorme passo avanti

La PDND serve proprio a far dialogare le banche dati pubbliche.

È probabilmente questo il passaggio che completa il lavoro iniziato con ANPR.

L’idea non è: “Creiamo una gigantesca banca dati contenente tutto.” Ma: “Facciamo dialogare automaticamente le banche dati che già esistono.”

ANPR, Agenzia delle Entrate, INPS, Motorizzazione, Comuni, ecc. possono quindi verificare informazioni attraverso servizi interoperabili quando ne hanno titolo.

Il Governo indica espressamente che ANPR è concepita come una base dati anagrafica sulla quale costruire servizi integrati e che gli aggiornamenti anagrafici vengono comunicati agli altri enti interessati, fra cui Agenzia delle Entrate e Motorizzazione.

  1. Cosa manca allora?

Direi 4 cose, e sono molto importanti.

A. Eliminare definitivamente le “isole informatiche”

È il problema storico della Pubblica Amministrazione italiana. Un Comune può avere un’informazione, l’Agenzia delle Entrate un’altra, l’INPS una terza, la Motorizzazione una quarta. La PDND sta risolvendo proprio questo problema, ma l’interoperabilità deve essere completata e soprattutto utilizzata concretamente dalle amministrazioni. Nel luglio 2026 il Governo ha definito l’accesso automatico ad ANPR tramite PDND un passaggio ormai generalizzato.

B. Garantire che il dato sia vero

Questo è probabilmente il problema più difficile. Se una persona non comunica il cambio di residenza, oppure dichiara una residenza formale diversa da quella effettiva, ANPR non può semplicemente “indovinare” dove viva. Per questo servono controlli incrociati. Ad esempio, se una persona dichiara di abitare in un’abitazione, ma contemporaneamente emergono informazioni amministrative incompatibili, il sistema può generare un’anomalia da verificare.

C. Completare l’integrazione con lo Stato civile

Anche questo è in corso. Nel 2025 oltre il 50% dei Comuni aveva aderito all’ANSC – Archivio Nazionale informatizzato dei registri dello Stato Civile, integrato con ANPR. Nel 2026 i certificati di stato civile sono già disponibili online per gli atti presenti nell’archivio digitale. Questo è fondamentale perché nascita, matrimonio, morte, cittadinanza ecc. devono aggiornare automaticamente la posizione anagrafica.

D. Il problema delle imprese è ancora più complesso

Qui farei una distinzione importante. ANPR riguarda le persone fisiche, non è l’anagrafe generale delle imprese. Per le imprese bisogna mettere insieme, tra le altre cose:

*Registro delle Imprese;
*codice fiscale/partita IVA;
*sede legale;
*eventuali sedi operative;
*titolari e amministratori;
*attività effettivamente esercitata;
*immobili;
*posizioni fiscali;
+autorizzazioni comunali.

Quindi per le imprese il percorso è diverso, anche se la logica dell’interoperabilità è la stessa.

  1. E arriviamo al punto: i tributi locali

Qui c’è una conseguenza molto concreta. Prendiamo la TARI. Il Comune deve sapere: chi occupa un immobile e da quando? Non basta sapere chi è proprietario dell’appartamento.

Analogamente, per l’IMU bisogna sapere chi possiede l’immobile e quali sono le condizioni che determinano l’imposta.

Un’amministrazione comunale efficiente dovrebbe quindi poter incrociare automaticamente:

Anagrafe
+
Catasto
+
Registro immobili
+
eventuali contratti di locazione
+
utenze
+
dichiarazioni tributarie
+
banche dati fiscali

e individuare le situazioni anomale. È qui che la digitalizzazione dell’anagrafe può trasformarsi in maggiore capacità di riscossione.

E c’è una cosa che considero ancora più importante. La vera rivoluzione non è che lo Stato sappia dove abita ogni italiano. È che il cittadino non debba più comunicare la stessa informazione dieci volte a dieci amministrazioni diverse.

Se cambio residenza:

Comune → ANPR → Agenzia delle Entrate → INPS → Motorizzazione → altre amministrazioni interessate

dovrebbero ricevere automaticamente l’informazione, ciascuna per ciò che le compete.

Questa è precisamente la direzione verso cui stanno andando ANPR + PDND. Il sistema ANPR è ormai operativo come anagrafe nazionale e il passaggio successivo è l’interoperabilità generalizzata delle banche dati.

In sintesi
Problema Situazione nel 2026
Unificare le anagrafi comunali Sostanzialmente realizzato
Sapere la residenza ufficiale Sì, tramite ANPR
Cambio di residenza digitale Sì
Accesso delle PA al dato anagrafico Sì, tramite PDND
Dati elettorali Integrati in ANPR
Stato civile digitale In completamento
Interoperabilità tra tutte le banche dati In corso/da completare pienamente
Individuare automaticamente chi evade i tributi Non ancora risolto
Conoscere sempre la residenza effettiva anziché quella dichiarata Questo rimane un problema sostanziale
Anagrafe nazionale delle imprese integrata con tutto il sistema fiscale Ancora da completare

Quindi Piacentini aveva ragione a considerare l’anagrafe nazionale un’infrastruttura strategica, ma oggi possiamo dire che quella battaglia è stata in buona parte vinta. La partita successiva — e forse ancora più importante per le finanze pubbliche — è utilizzare ANPR come “chiave” per collegare tutte le altre banche dati e consentire ai Comuni di sapere automaticamente chi deve pagare cosa.