La serie The Patient (2022) è un thriller psicologico, la storia di uno psichiatra di successo, Alan, che ha tra i suoi pazienti un giovane, Sam. Quando Sam sequestra Alan spiegandogli di essere uno psicopatico serial killer, il rapporto degenera. Sam intende guarire essendo ascoltato in via esclusiva e h24 dentro casa sua, ma Alan, pur essendo un abile psicoterapeuta, commette degli sbagli perchè sentirsi in trappola e in pericolo di vita offusca la ragione.
The patient è una serie che mostra una mirabile disamina psicologica del rapporto di azione e reazione che fonda l’interazione umana, basata sulle emozioni e sul raziocinio e su come questi si dominano a vicenda. La mente umana è un labirinto infinito e intricato. La psicoterapia ha bisogno di tempo e pazienza che Sam non accetta sperando di guarire subito. In secondo luogo il dottore Alan non cerca solo di guarire il suo paziente, ma ha anche fretta di salvarsi la vita. E questo lo porta a fornire indicazioni e consigli che portino Sam ad agire in questo senso. Dunque, una terapia già di per se difficile non potrà essere efficace se di mezzo c’è l’incolumità del terapista. D’altro canto anche Sam è un uomo tormentato, con enormi problemi di socialità e di relazione col prossimo. Per questo commette anche lui errori, cambia, si contraddice. Il rapporto è dunque tra un carceriere, animato dalle migliori intenzioni (vuole guarire) e il suo prigioniero, animato dalle migliori intenzioni (vuole salvarsi). Il rapporto è costellato di errori che l’uno e l’altro commettono.
Se ci pensate bene è il rapporto tra Conte (il carceriere) e Schlein (il prigioniero). Il carceriere che da giovane veniva picchiato spesso dal padre (Beppe Grillo), ha avuto un’infanzia politica difficile e nutre un forte desiderio di cambiare. Ogni volta che nella vita viene provocato da qualcuno gli scoppia però una rabbia cieca che non riesce più a controllare. Ecco perchè vorrebbe smettere di fare del male. Il prigioniero Schlein lo vuole aiutare ma ha paura per la sua vita politica e teme di non avere tanto tempo: e se Sam vince le primarie? Se Sam ridiventa presidente del consiglio, che ne sarà di me? Come può Schlein aiutare Conte a non odiare Draghi, Renzi, Zelensky, e smettere di fare il populista scassando i conti dello Stato con misure che portano solo consenso elettorale?
Insomma, deve tenerlo accanto a sè, alleato, ma senza farsi distruggere e annientare. I due propositi, il piano razionale e quello emotivo, si sorreggono a vicenda e però limitano il tempo della terapia e corrompono il rapporto. La paura di Schlein di essere annientata, lei che pure è leader del maggiore partito della coalizione, la induce a commettere errori nel rapporto con Conte. Conte vorrebbe cambiare, smettere di fare tante cose brutte, ma per guarire ha bisogno che Schlein sia a sua disposizione sempre, che non sia più libera e sia al suo servizio esclusivo.
Un rapporto politico italiano dunque viene spiegato da una serie che in un luogo ristretto mette a confronto paziente e terapista, illustrando la mente contorta di ciascuno di noi. Certo, sono sicuro, a questo punto qualcuno dirà: ma Conte non è uno psicopatico serial killer, questo confronto poggia su una premessa inventata. Eppure, se guardate la serie e ci pensate bene, senza provare alcuna simpatia nè per Conte che per Schlein, le dinamiche politiche del campolargo sono spiegate come meglio non si potrebbe.