Il calciomercato all’italiana, una telenovela turca

Gianluca Di Marzio ha avuto il merito di lanciare su Sky un genere giornalistico che tutti, sul web e sulla stampa, sono stati costretti a trattare. Oggi ha la prevedibilità, la noia e gli intrecci di una serie turca di Canale 5. Negli anni settanta un solo esperto su ogni quotidiano produceva a luglio notizie di calciomercato, oggi che il calcio è finito nelle mani dei procuratori, con i social le notizie sono diventate miliardi e incessanti tutto l’anno.

Però è tutta fuffa, perchè i manager delle varie squadre, dalla serie A all’Eccellenza, acquistano e vendono grazie ai procuratori con i quali hanno rapporti buoni. Per capirci, Ausilio (e Marotta) dell’Inter, Manna del Napoli, Ottolini e Massara della Juve, hanno i loro procuratori fidati e solo attraverso di loro vendono, acquistano e formano le rose.

Alla Juve dopo 2 anni è finita ieri la telenovela Kolo Muani. Di proprietà del Psg, la Juve, attraverso Comolli lo scorso anno e Carnevali oggi, lo ha trattato come se fosse il figliol prodigo da riportare a casa. Ciascuno di noi, chiunque, avrebbe potuto comprare Muani, versando al Psg quello che chiedeva. In due anni la domanda non è calata di un euro, e pertanto alla Juve per comprare Kolo e il bosniaco Alajbegovic hanno speso i soliti 100 ml che ogni anno, da Giuntoli, poi Comolli e ora Carnevali sganciano. A comprare non ci vuole niente, basta avere il libretto degli assegni, il difficile è vendere. Come fai a vendere Arthur, Koop, Douglas Luiz, Rugani, Joao Mario, Adzic?

Non è solo un problema della Juve, l’anno scorso Gasperini giunto alla Roma si lamentava di Massara che non comprava quelli da lui ritenuti necessari (poi gli presero Malen). Sbolognato Massara (ora alla Juve) è arrivato dall’Atalanta Tony Damico, ma Gasperini continua a lamentarsi. Cosi’ come faceva Conte al Napoli con il suo amico Manna che pur conosceva da tanti anni. Voglio dire, è un piagnisteo continuo, un gioco delle parti, quando tutti sanno che ogni ds compra solo quelli che i procuratori amici gli procurano. Non ci sono bravi e asinelli, tutti sono bravi a fare un lavoro che consiste nello spendere i soldini che i presidenti mettono a disposizione. I miracoli, gli affari, non li fa nessuno. Marotta compra e vende attraverso i procuratori amici suoi, e così tutti gli altri, sino ai Ciro Polito in serie B, i Fabrizio Maglia in serie D, e i presidenti delle 475 squadre per 28 gironi dell’Eccellenza.

Se John Elkan ed Exor non avessero immesso capitali freschi nella Juve a gennaio 2022 non si poteva accontentare Allegri che esigeva un centravanti. La Juventus corrispose alla Fiorentina 70 milioni di euro con pagamenti suddivisi in tre esercizi di bilancio: a questi vanno poi aggiunti 11,6 milioni alla voce “contributo di solidarietà e oneri accessori” e altri 10 milioni in bonus alla Viola. Per inciso, Vlahovic, al quale inoltre non so chi fece un contratto a salire negli anni, sino a 12 ml netti, è ancora alla ricerca di una squadra e si accontenta di esser pagato senza giocare.

Queste cazzate, anzi delitti sportivi, li avrebbe saputi fare la qualunque, perchè nel calcio non si inventa e non si distrugge nulla. E’ il gioco della domanda e dell’offerta, per cui il Psg del fondo sovrano Qatar Sports Investments (QSI), guidato dal presidente e dirigente sportivo Nasser Al-Khelaïfi, quando ha deciso che non dava più in prestito Kolo Muani e voleva venderlo, ha aspettato che qualcuno versasse il prezzo per vedere cammello.