Perchè nel 2026 Temptation ha sorpreso De Filippi & Mennoia

Avendo già trattato l’argomento (Temptation Island i nuovi mostri dell’italietta der percorzo) vorrei illustrare alcune opinioni apparse sul Foglio, le quali secondo me stanno facendo gongolare Maria De Filippi & Raffaella Mennoia, le quali si sono ritrovate con un programma di successo commerciale straordinario ottenuto proprio quando pensavano che l’edizione 2026 sarebbe stata un clamoroso flop a causa di un casting mai così sbagliato. Con un sosia del Sordi il dentone nel film “I complessi”, una coppia porno Only fans, e ben due tentatrici che guarda caso già conoscevano due concorrenti, il casting di Mennoia stavolta lasciava interdetti. Subito dopo 15 gg. di registrazioni a Guardavalle, una settimana in meno delle altre edizioni (si risparmia), tutte le 7 coppie si erano rivelate il punto più basso di tutte le edizioni. Non si salvava nessuno. Già dal primo giorno i 14 tatuati hanno cominciato a dirsene di ogni, e in ogni coppia c’era uno fuori di testa a recitare la parte del gelosissimo, e in ogni coppia il gioco era “se tu tocchi, io allora faccio il ritocco”. Subito tutti a chiedere il falò per porre ultimatum: esco da solo.

Insomma, una trasmissione con 9 autori e 6 montatori (e i soliti 5 addetti alle musiche di sempre, da Baglioni a Ultimo), stavolta si è modellata su un canovaccio così semplice che può essere riassunto nel vecchio adagio ” la bugia più è grossa, più diventa credibile”. 7 coppie già sgamate, dai pornoattori di Only fans agli uomini mantenuti dalle famiglie delle rispettive compagne, tutti rigorosamente meridionali ripieni di tatuaggi, in un gioco delle ripicche che soltanto un montaggio ripetuto ha dilatato in un mesetto di trasmissioni. Come in Beautiful, dove ogni puntata presenta 6 minuti di nuove situazioni dopo un lungo riassunto delle puntate precedenti, così TI è solo una sequela di avvicinamenti, visioni nel capanno, sfuriate, dialoghi. E Bisciglia che invece di chiamare col cellulare va su e giù, per prendere tempo.

Secondo Enrico Galiano, “Temptation island” andrebbe analizzato a scuola. Sarebbe uno stratagemma catartico onde insufflare nelle giovani generazioni una distanza dalle pratiche di possesso, intolleranza e controllo rappresentate sullo schermo; per far scaricare loro in modo innocuo quelle stesse pulsioni confuse e sgrammaticate che, nelle infinite “Temptation island” della nostra vita sentimentale, vanno sotto il falso nome di amore.
Ha obiettato Antonio Gurrado che in buona fede Galiano sembra caduto nell’errore tipico di chi crede che basti insegnare qualcosa affinché qualcuno la impari. Invece, come saprà lui stesso per esperienza diretta, un concetto ripetuto mille volte può non entrare mai nella testa di mezza classe, così come un atteggiamento involontario, un ragionamento sottinteso, un’attitudine intellettuale può venire recepita con spiazzante fedeltà anche dagli insospettabili agli ultimi banchi.
Ma forse Galiano ci ha già pensato, e la sua proposta contiene in realtà un diabolico non detto: per arginare “Temptation island”, l’unica soluzione è davvero di farla diventare parte integrante dei programmi scolastici obbligatori. Allora saremmo sicuri che non la guarderebbe più nessuno.

Per Ginevra Leganza Temptation Island più che un’isola è l’arci Italia. E’ la fenomenologia (ed estasi) del pecoreccio tv. Il programma è vincente per il mezzo e per lo stile. Non per il messaggio e la trama, che sono sempre quelli da molte estati. Anche secondo Salvatore Rizzo la tv di Maria De Filippi non riproduce la realtà, la mima. Il defilippismo non è solo un’abile e oramai affilatissima strategia di marketing televisivo, è un pensiero, una filosofia, una weltanschauung che ha dato un’accelerazione folle, una spinta parossistica, uno slancio dagli esiti inimmaginabili.

Secondo me MDF applica solo l’algoritmo di qualsiasi social. Prendiamo X. Ti mostrano una ragazza discinta, o due che litigano, o un’azione di una partita di calcio. Se tu col cellulare indugi, l’algoritmo registra l’attenzione e quindi ti ripropone altre ragazze discinte, o gente che litiga e così via. In questo senso è l’algoritmo che suggerisce a MDF di riproporre a Uomini e Donne da 12 anni, o più, la torinese classe 1950 Gemma Galgani alla ricerca dell’uomo della sua vita.

Ho già scritto che mentre una volta era il cinema italiano a mostrarci i Mostri, ora è la tv. Nanny Loy con la sua candid camera riprendeva gli italiani ignari di essere ripresi. Oggi gli italiani, consapevoli di esibirsi davanti ad una cinepresa, vorrebbero mostrarsi per quello che vogliono si pensi di loro. Ognuno intende apparire per quello che non è. La tv è solo finzione, dopo tanti anni ancora si fatica a comprendere che un mezzo, uno strumento, sia esso una macchina fotografica, o una cinepresa, o un registratore, non ci restituiscono l’oggettività della realtà, ma solo un punto di vista. Il gioielliere Mario Roggero, che insegue e spara ai rapinatori fuori dal suo negozio a Grinzane Cavour (Cuneo) il 28 aprile 2021, pensa che quelle immagini gli diano ragione, lo santifichino, che per quelle immagini debba ricevere la grazia: egli si stava difendendo. Le immagini riprese dalle telecamere di sicurezza sono state trasmesse da telegiornali e siti di news nazionali e il pubblico come al solito si è diviso e frammentato. Ognuno vede la realtà a modo suo, ognuno vede, in una foto, in un film, in un documentario, in un servizio, quello che vuole vedere: quello che ha già deciso in cuor suo che vorrà vedere. De Filippi è l’ultima furba di una serie interminabile di personaggi che guadagnano facendo esibire i mostri. Un impresario di un circo una volta doveva arruolare un giocoliere e un trapezista, pagarlo sperando che il numero incontrasse il favore del pubblico. In fondo si trattava di scommettere su un saper fare. MDF senza pagare nulla, seleziona attivamente i contenuti che ritiene più interessanti per il pubblico (come fa l’algoritmo di X) il quale non cambia canale ma resta a guardare.

Una ricetta semplice quella di MDF, in fondo la negazione della competenza e del saper fare: da Amici a C’è Posta per te, a Temptation a Uomini e Donne, una televisione der percorzo nel mondo dove uno vale uno. Per buttarla in politica, come si fa in Italia, oggi un idiota come Conte può parlar male di Draghi. MDF mi assomiglia alla sinistra italiana, ormai bipopulista, dove la domanda iniziale è: che sai fare? Risposta: nulla. Bene, allora possiamo fare qualcosa insieme.