Oggi sul Corsera Lele Adani ci fornisce un’altra prova del fenomeno che spiega (quasi) tutto dell’Italia. A partire dallo sport, dove la presenza di tribù rende più visibile il fenomeno della polarizzazione che da sempre connota lo scontro ideologico italiano (da fascisti e comunisti a cattolici e mangiapreti), in Italia nessuno esprime mai liberamente il suo pensiero, perchè siamo guidati solo dall’amichettismo.
Lele Adani scrive la sua opinione sulla nazionale di calcio affidata di nuovo a Roby Mancini, e cosa fa? Si schiera: Mancini è amico suo. “Mancio capisce e vede il talento. Usa 2026 può insegnarci”.
Il grande sconfitto è Antonio Conte, il quale, pur appoggiato dai presidenti di serie A, ha più nemici che amici. Non ha amici tra i giornalisti, non è amato dai calciatori convocati in Nazionale, per i suoi modi bruschi e perentori, mentre Fortunello Mancini, l’uomo più fortunato del mondo, il Gastone del calcio italiano, anche stavolta si avvale di una botta di culo perchè il prescelto, Pirlo, a causa del suo sponsor russo cade e fa cadere pure Maldini e Leonardo. Più fortunato di così ditemi voi chi c’è? Nonostante il suo amichetto Malagò, infatti Mancho aveva perso la nazionale: Maldini non lo voleva, così come non lo vogliono i presidenti della serie A e tutti gli italiani i quali non dimenticano che lui per avidità aveva lasciato gli azzurri per i petrodollari. Era il traditore, e nonostante si dichiarasse pentito (un altro classico italiota) sembrava fuori dai giochi. E invece il Fortunello Gastone grazie all’amichettismo prevale.
Come quella volta in cui vinse il titolo in Premier League col Manchester City nel 2012 con un finale da brividi. La formazione da lui allenata conquista il titolo, dopo 44 anni di digiuno, con un incredibile successo per 3-2 sul Queens Park Rangers nell’ultima giornata di campionato. Gli uomini di Mancini al 90° perdevano 2 a 1. Ma il culo di Mancini non perdona. Prima pareggia al 92’ con Edin Dzeko, poi trova il 3-2 al 94’ con Sergio Aguero. Grazie ad una migliore differenza reti supera sul filo di lana il Manchester United.
Gastone è baciato dalla fortuna. Basti pensare che finì di giocare come calciatore e il giorno dopo cominciò la carriera di allenatore nella Fiorentina, chiamato da un presidente suo amico. Non aveva il patentino, non avrebbe potuto allenare, ma tutti chiusero gli occhi. Per un amico in Italia si è disposti a tutto.
