Un testimonial -famoso- di uno spot televisivo viene pagato a forfait o per ciascuna apparizione, ovvero per numero di apparizioni? Ci sono spot che sono riproposti per anni. Per esempio, Elisabetta Canalis si vede in tv ogni giorno per reclamizzare un noto marchio, ma lo stesso avviene per Fiorello, Gerry Scotti e tanti altri.
Tutto dipende dal contratto. Nel settore pubblicitario non esiste un’unica regola, ma ci sono alcuni modelli molto diffusi. I più comuni sono:
Compenso a forfait (buyout): il testimonial riceve una cifra concordata che copre l’utilizzo della sua immagine per un determinato periodo (ad esempio 12 mesi) e per determinati mezzi (TV, web, cinema, social, affissioni). È il modello più frequente.
Compenso con rinnovi: il contratto prevede un primo periodo di utilizzo (ad esempio un anno). Se l’azienda vuole continuare a trasmettere lo spot oltre la scadenza, deve pagare un nuovo compenso. Molti spot che sembrano “gli stessi” vengono in realtà rinnovati periodicamente.
Compenso con royalties o “residuals”: il testimonial viene pagato anche in base alle messe in onda. Questo sistema è molto diffuso negli Stati Uniti, dove i sindacati degli attori (come SAG-AFTRA) regolano questi pagamenti. In Italia è meno comune per i grandi testimonial, anche se può essere previsto in alcuni contratti.
Per i personaggi molto famosi (attori, sportivi, cantanti) il contratto è spesso articolato e può comprendere:
°un cachet iniziale molto elevato;
°un periodo di esclusiva (ad esempio non possono pubblicizzare marchi concorrenti);
°compensi aggiuntivi in caso di proroga della campagna;
°eventuali bonus legati a nuove versioni dello spot o a campagne internazionali.
Quanto agli spot che vengono riproposti per anni, in genere non significa che il testimonial sia stato pagato una sola volta. Più spesso accade che:
°il contratto venga rinnovato ogni anno o ogni due anni;
°venga negoziato un buyout pluriennale fin dall’inizio (più costoso per l’azienda, ma evita nuove trattative);
°venga realizzato un nuovo spot molto simile al precedente, con un nuovo contratto.
Per fare un esempio concreto, se un noto attore italiano gira uno spot per una banca che resta in TV per cinque anni, è probabile che il contratto abbia previsto un utilizzo pluriennale oppure una serie di rinnovi. È molto meno probabile che venga pagato “a passaggio”: contare ogni singola messa in onda sarebbe complesso e, in Italia, non è il modello prevalente per i testimonial di alto profilo.
In sintesi, per i testimonial famosi in Italia il modello più diffuso è un cachet negoziato per un periodo di utilizzo definito, con eventuali compensi aggiuntivi se la campagna viene prolungata oltre quanto previsto inizialmente.