Il teatro Costabile chiude e Lamezia di nuovo senza cinema

(Lamezia informa) Per via dei lavori finanziati tramite Agenda Urbana, ed affidati a dicembre, il Teatro Costabile non potrà essere usato durante il periodo di cantiere né per nuovi appuntamenti né per quelli che l’amministrazione comunale aveva già autorizzato (lo stabile di via Matarazzo non ha un gestore ufficiale, ma un accordo di uso con pagamento della società che organizza gli appuntamenti in favore del Comune per le serate e giornate indicate nei calendari proposti).

Uno stop comunicato che viene lamentato anche da Francesco Grandinetti ricordando la storia familiare in campo teatrale e cinematografico: «so bene cosa significa tenere in piedi una sala cinematografica. So cosa vuol dire conquistare, giorno dopo giorno, la fiducia delle società di distribuzione. So cosa significa ottenere film in prima visione, competendo con le multisale. Non è improvvisazione. È lavoro, credibilità, relazioni, passione. Per questo, quello che sta accadendo oggi al Teatro Costabile non può lasciarmi indifferente».

Si reputa che «dopo anni di silenzio, quella struttura aveva finalmente ridato luce a Sambiase, una parte della città troppo spesso dimenticata. Si era rimesso in moto qualcosa di vero: eventi, cinema, danza, partecipazione. Un luogo tornato vivo, restituito alla comunità. E proprio adesso, nel pieno delle attività, si decide di chiudere per lavori. Non a luglio. Non ad agosto. Ma adesso. Una scelta che potrà anche essere formalmente corretta, ma che sul piano del buon senso appare incomprensibile. Si interrompe un percorso che stava dando risultati concreti. Si mortificano decine di scuole di danza, con saggi di fine anno già programmati. Si spezza un equilibrio costruito con fatica, giorno dopo giorno. E si fa proprio nel momento in cui, grazie all’impegno di Tonino Sirianni e della Music Art Service il Costabile aveva finalmente ottenuto il riconoscimento di sala cinematografica».

Grandinetti rivela anche che «anche grazie a un gesto concreto della mia famiglia, nato dall’amore per il cinema e per questa città: quello di aver contribuito personalmente, prima ancora che la Music Art Service acquistasse il proiettore come società, a dotare la struttura di un sistema di proiezione digitale che ne ha permesso l’apertura come cinema. Un traguardo importante. Meritato. Costruito con sacrificio. E invece si decide di fermare tutto proprio adesso».

Si ci interroga così se «chi prende queste decisioni conosce davvero il valore di ciò che sta interrompendo? Perché amministrare non significa solo rispettare procedure e dictat dirigenziali. Significa capire i tempi. Significa proteggere ciò che funziona. Significa avere una visione. E invece, ancora una volta, la burocrazia dimostra una puntualità impeccabile… nel fare danni. Resta poi aperta un’altra questione, che merita di essere affrontata con serietà: quella del Teatro Grandinetti, che da quando è diventato comunale non ha mai realmente svolto fino in fondo il ruolo di teatro pubblico.

****(Frasco)**** Il sig. Sirianni ha il merito storico, in una città di 70 mila abitanti che non ha un solo cinema come se fosse il paesino più sperduto della Calabria, di aver intra-preso (aiutato da Francesco Grandinetti) un’attività economica che consiste nel proiettare film. Vedete, tutti noi siamo capaci se un ente pubblico ci finanzia, di allestire una rassegna. Ma fare da soli  l’esercente cinematografico a Lamezia, che annovera appassionati di cinema ma non un pubblico, non è impresa possibile. Perchè uno dovrebbe avere per cominciare una sua sala. Anche il comune lametino che ha due sale presto tre, teatro comunale, Costabile e Umberto, non può gestire direttamente tale attività. Per cui l’unica soluzione allo stato rimane quella di concedere a Tonino Sirianni gratuitamente una sala. Se il Costabile non è disponibile per lavori urgenti, non gli si può dare il teatro Comunale?