Sul questionario del traffico e l’ascolto

Le campagne di ascolto dei politici e delle amministrazioni sono un metodo democratico ma talvolta si intrecciano con la demagogia diffusa. Il traffico è un problema di Lamezia come di tutti i paesi e città e ben sappiamo che l’uso delle auto deve essere scoraggiato. Non c’è bisogno di nessuna campagna di ascolto per capire che se, per esempio, a Lamezia ci fossero due bus elettrici che girassero di continuo per 8 ore dai corsi a via del Progresso, essi un pochino scoraggerebbero l’uso delle auto private. Dove è possibile, con scelte audaci, si devono ricavare parcheggi per chiudere al traffico i due corsi.

La situazione di Lamezia è identica a quella di Perugia che è una città con una grande via centrale (nel centro storico) da decenni chiusa al traffico e dove sono sistemati bar e ristoranti, oltre che negozi. Quindi si tratta solo di copiare Perugia vincendo le annose resistenze dei commercianti che preferiscono i corsi intasati da auto in doppia fila. I parcheggi possibili da ricavare li abbiamo persi dal lontano 1994 (area vicino alle scuole superiori, stazione di Nicastro) e quindi oggi anche per essi occorrono scelte coraggiose. Ma, anche qui, politici che devono tenersi buone categorie varie non sono in grado di fare scelte necessarie e dunque una spruzzatina di “ascolto” serve a poco.

Lamezia è quella città che per comprarsi il voto di una cinquantina di rom ha consentito che si creasse Scordovillo, un vero campo profughi dal quale abbiamo assorbito fumi nocivi, oltre che furti e ruberie. Quando i problemi si vogliono solo rinviarli (alle generazioni future) essi nel tempo marciscono sino a diventare irrisolvibili