A me non pare che nel dibattito pubblico, e non solo italiano, ci sia ancora un punto fermo. Esso consiste nella consapevolezza che la realtà non esiste più. E’ certo che da millenni ci si pone la domanda su cosa sia veramente la Realtà.
Per i filosofi essa è stata spesso distinta tra l’oggetto in sé (noumeno) e la sua percezione soggettiva (fenomeno). La percezione è considerata un processo attivo, influenzato da filtri cognitivi ed emotivi, che crea una rappresentazione del mondo spesso soggettiva e non una copia oggettiva. Il reale è visto talvolta come un divenire continuo, altre volte come un dato da interpretare.
Non mi addentro nelle teorie filosofiche o scientifiche, né nella teoria fenomenologica o quantistica, ma nella nostra epoca nonostante le mille ipotesi e/o evidenze, nessuno di noi può avere la certezza di sapere identificare in modo “oggettivo” e univoco un oggetto, una situazione, una sensazione, un fenomeno, la materia…, nemmeno se “tocco con mano” o se uso tutti i sensi nelle diverse combinazioni.
Gli stimoli esterni, i segnali sensoriali infatti vengono elaborati dal nostro cervello nelle aree corticali, ma acquistano significato solo una volta combinati e confrontati con i nostri ricordi, le nostre esperienze, le situazioni, le conoscenze.
Non possiamo dire quindi che esiste una realtà oggettiva, ma piuttosto una rappresentazione soggettiva di ciò che percepiamo generata guardando attraverso la lente delle nostre convinzioni, elaborata dalla nostra intelligenza emotiva.
Se pensiamo ad uno stimolo sensoriale, come un odore che proviene da una fonte reale e precisa, ma che non vedo, farò un’esperienza oggettiva che potrebbe dare un output molto diverso in base al contesto, alle emozioni che suscita, alla persona che la sperimenta.
La famosa parabola dei sei ciechi che toccano un elefante e ciascuno interpreta la realtà a seconda del pezzo che tocca, resta il modo migliore per spiegare il concetto. Solo che ora con il procedere tecnologico incessante possiamo ben dire che il confine tra il vero e il falso è definitivamente caduto e dunque, per farla breve, oggi ognuno interpreta la realtà come vuole.
Se io dico che questo portafoglio della foto è un libro, ci sarà chi non sarà d’accordo con me, ma il dibattito che si apre vedrà alla fine la creazione di due fazioni che si contestano a vicenda sulla base delle rispettive convinzioni. I dibattiti incessanti che si producono in qualsiasi campo e per qualsiasi argomento sono la conseguenza di tutto questo, e quindi le vicende politiche, così come la cronaca, soprattutto quando riguarda omicidi e stragi, sembrano in apparenza confronto di idee e opinioni, ma sotto sotto lasciano ciascuno con le sue convinzioni iniziali.
Per capirci senza altri giri di parole, quel che fa o dice Meloni o Schlein, Trump o Putin, viene approvato o disapprovato dai rispettivi aficionados, e nessuno si lascia convincere dall’altro. Poi, in mezzo, ci sono gli indecisi, e sono questi che spostandosi liberamente e senza che nessuno sappia davvero come intercettarli, rappresentano alla fine (in occasione di elezioni, per es,) l’ago della bilancia.
