Rigorini/ Anche il calcio ci hanno tolto

Come se non bastasse tutto il resto, lo storytelling (o narrazione) che ha cancellato i fatti, i social che hanno distrutto giornali, tv, cinema, il web che ha messo in circolo qualsiasi aberrazione, ora sono stati capaci anche di farci passare la passione per il football distruggendo lo sport più popolare del mondo. Se ci fate caso, dicono che tutto dipenda dalla tecnica. Il filosofo principale ad aver analizzato l’essenza della tecnica moderna è stato Martin Heidegger, celebre per il saggio “La questione della tecnica” (1953). Egli la definì non come semplice strumento, ma come un “Gestell” (Impianto/Dispositore), un modo di vedere il mondo che riduce tutto, uomo incluso, a risorsa sfruttabile. L’uomo diventa quindi funzionario della tecnica, perdendo il suo rapporto autentico con l’essere. Naturalmente il problema non è la tecnica, così come non lo furono la dinamite o il treno o il motore a scoppio. Il problema nasce quando questi strumenti vengono adoperati da imbecilli. Se cioè l’uomo funzionario è pure un imbecille, come lo sono tutti quelli che governano il calcio italiano, sino agli arbitri (parlo di maggioranze, è evidente), abbiamo la trasformazione del calcio da sport di contatto a sport dove il contatto è proibito. Se poi il contatto diventa contrasto, è gioco pericoloso e dunque ci sta pure l’espulsione. Il Var dunque, nelle mani di imbecilli, ha comportato un cambiamento delle regole del gioco, nel quale i contendenti non devono più toccarsi (o sfiorarsi) e se sfortuna vuole che il pallone tocchi un braccio, è rigore. Le braccia non possono più staccarsi dal corpo, per cui il gioco del calcio deve essere giocato da gente che scivola, corre, salta, con le braccia aderenti al corpo. I calciatori devono essere e muoversi come pinguini. Ad una certa età ci è toccato di vedere anche questo.

“Ho visto cose che voi umani…” è una frase derivata dal monologo pronunciato in punto di morte dal replicante Roy Batty nel film di fantascienza Blade Runner, del 1982, diretto da Ridley Scott e ispirato al romanzo Il cacciatore di androidi di Philip K. Dick.