Per quelli che “il merito non è misurabile”, la spiegazione Petrecca

Tutti quelli che ancora nel 2026 fanno finta di non capire cosa sia il merito, che nel mondo del lavoro e delle aziende è l’unica stella polare, hanno avuto ieri una spiegazione esaustiva con la «figuraccia Rai alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi».

Il direttore di Rai Sport, Paolo Petrecca (Roma, 1964), è stato attaccato per una serie di gaffe dette durante la telecronaca della cerimonia. Trovandosi nello stadio di S. Siro è stato capace di esordire con “Benvenuti allo stadio Olimpico”. Petrecca si è autoassegnato un incarico per poi rivelarsi completamente inadatto a portarlo a termine. Ma l’uomo è fatto così, questa è solo l’ultima fallimentare iniziativa di un Direttore sfiduciato dalla sua precedente testata (Rai news24) e, nonostante questo, premiato dalla Rai in vista dell’importantissimo appuntamento olimpico affidandogli la guida di RaiSport, dove è stato sfiduciato altre due volte».

Il cocco delle sorelle Meloni, essendo incapace, ha pensato bene di prendere il posto di Franco Bragagna, storica voce Rai che ha commentato 17 edizioni dei Giochi olimpici per il servizio pubblico. Oggi lui è in prepensionamento ma in Rai fanno lavorare chi vogliono, basti pensare alla pensionata Giovanna Botteri che ora in tv compare ogni sera. Bragagna ha detto: «Ho ancora tanti amici in Rai che sul mio caso parlano di tafazzismo dell’azienda. Non mi spingo oltre». Ma non si tratta di tafazzismo, bensì di negazione del merito, sopravanzato dall’appartenenza politica.

Tutti coloro i quali pensano e dicono che il merito non può nel mondo del lavoro italiano essere riconosciuto, con Petrecca e gente come lui vengono sonoramente sconfessati. La realtà sconfessa sempre elucubrazioni mentali e teorie campate in aria. Perchè non è che tutti sono in grado di fare tutto, è molto semplice.

“Sì. c’erano i targati, ora fanno carriera solo coglioni e servi”  disse una volta Sandro Curzi, direttore di Rai3 Telekabul, a proposito della lottizzazione.