Calabria Sanità, estrema sinistra propone cancellare debito pregresso ed emergenza

Cosa sia il populismo è stato spiegato tante volte ed ormai è chiaro a tutti quelli che sugli occhi non hanno fette di prosciutto. Il populista in tutto il mondo, sia di destra che di sinistra, ha un solo modo di affrontare i problemi: spendere soldi, stamparli se non li ha, farseli prestare. Così siam buoni tutti.

Prendiamo il caso della sanità calabrese. Mentre Occhiuto ha scommesso da anni su Azienda zero che dovrebbe, accentrando tutto, razionalizzare la spesa, tenere i bilanci a posto, fare le assunzioni e gli acquisti con una unica centrale regionale, digitalizzare, ieri abbiamo le proposte dell’estrema sinistra.

Se Azienda zero è una scommessa, un azzardo imprenditoriale (fondi assieme tante aziende indebitate e ne fai una sola), la sinistra non fa nessuna proposta ma chiede al Governo più soldi.

La richiesta è la seguente:  scorporare il piano di rientro dal bilancio della Regione e dichiarare lo stato di emergenza sanitaria in Calabria. Sono i due indirizzi che Alleanza Verdi Sinistra indica annunciando una serie di iniziative davanti agli ospedali calabresi, per richiamare l’attenzione su una «emergenza non più accettabile dopo 16 anni di commissariamento».

Siamo sempre dalle parti di Cetto Laqualunque, più soldi e più pilu pè tutti, e non vorrei infierire ricordando che con il glorioso governo giallorosso di Conte 2 il ministro della Salute Roberto Speranza seppe mandarci in Calabria il peggio dei commissari. Dopo Cotticelli ecco cosa scrisse Il Manifesto il 9/11/2020: “Il nuovo Commissario appena nominato dal ministro Speranza, Giuseppe Zuccatelli, pur volendo sorvolare sull’imbarazzante video sull’inutilità delle mascherine, si era già dimostrato, dal dicembre 2019 ad oggi, del tutto inadeguato come Commissario sia dell’Asp di Cosenza, sia delle aziende ospedaliere Mater Domini e Pugliese Ciaccio di Catanzaro. I calabresi vorrebbero un Commissario capace, magari uno dei molti conterranei degni di ricoprire questo ruolo, ma, soprattutto un Commissario che sia solo “straordinario”, solo per questa emergenza “straordinaria”. Bisogna tornare alla “normalizzazione” della Sanità calabrese che deve essere gestita ed amministrata dalla politica, riaffermandone la primazia. Pur con tutti i suoi difetti, soprattutto in Calabria, la politica ha i suoi meccanismi di controllo costituzionali“.

Sono trascorsi 16 anni e l’estrema sinistra sa chiedere solo soldi e chiudere con i commissari. Nessuna proposta con le risorse vigenti, che, come sappiamo tutti, ammontano al 70% del bilancio regionale calabrese.

I leader nazionali Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli stanno per presentare una proposta di legge sullo scorporo del Piano di rientro dal bilancio regionale, che liberi le risorse nazionali del fondo sanitario. L’obiettivo è «l’azzeramento del debito come fattore di ripartenza per l’intero sistema sanitario regionale». Insomma, se il debito sanitario ammonta a x, e nessuno sa davvero a quanti miliardi ammonta, il governo dovrebbe cancellarlo con un colpo di spugna (non si chiamano sanatorie?). E poi? Poi si vedrà, siamo fuori dall’emergenza e le cose andranno meglio.

«Basta coi tagli al servizio pubblico e gli aumenti alla sanità privata» incalzano annunciando presidi davanti a tutti gli ospedali calabresi per sensibilizzare i cittadini e sollecitare l’apertura di vertenze sanitarie nei territori.
Da Avs anche la richiesta di assunzioni stabili di personale sanitario «e non interventi tampone come richiamare in servizio i medici in pensione: non servono misure improvvisate ma una risposta straordinaria a problemi eccezionali».
«Il sistema sanitario calabrese – annotano Campana e Pignataro – è ormai al collasso, dopo 16 anni di commissariamento senza superare il Piano di rientro ancora non si conosce la massa debitoria. Il grave deficit finanziario è aggravato dal sottofinanziamento del sistema sanitario regionale».

Insomma, e per concludere, i populisti con tale sanatoria, come pensano di risolvere i problemi dei calabresi? E’ colpa mia, lo ammetto, non capisco perchè cancellando i debiti pregressi si possa assumere nuovo personale e fare nuovi ospedali e mettere a posto quelli esistenti. E’ colpa mia, non capisco perchè un sistema che non abbia una contabilità e bilanci certificati a posto, che faccia enormi sprechi quotidiani, che non abbia dirigenti capaci ed indipendenti a guidarlo, possa funzionare con una semplice sanatoria, solo dicendo: ricominciamo da capo.

Come Troisi dovremmo ricominciare almeno da tre, i colpi di spugna servono solo ai populisti.