PA/Come liberarsi delle mansioni più impegnative scaricandole ad altri

L’Italia è il paese di caste, lobby, categorie che intendono evitare la concorrenza per cui organizzano i loro fortilizi attraverso i cd Ordini professionali: notai, farmacisti, commercialisti, revisori dei conti, avvocati. Poi tassisti, banche e concessionari demaniali, per dire i primi che vengono in mente, da sempre sono in guerra con il Paese intero e l’UE. Tra tutte queste caste le organizzazioni sindacali, e oggi microscopici gruppetti che in realtà sono semplici sigle, hanno il compito di premere sulla politica prendendo in ostaggio i cittadini per scioperi, manifestazioni, sit in nelle città ogni venerdi. Ma questo è visibile a tutti, tutti sanno e si rendono conto che tra Lama, Benvenuto, Carniti, e i sindacalisti di oggi, è come se fosse passata un’era geologica. Quello che è meno visibile è un altro aspetto che consiste nello scaricabarile o cd ritaglio delle mansioni di lavoro.

Alcune categorie di dipendenti pubblici, appoggiate dai minuscoli sindacati di cui parlavo e da politici asserviti, hanno trovato il modo di rendere la loro prestazione di lavoro più comoda. Se un lavoratore viene assunto dallo Stato per svolgere mansioni che vanno dalla A alla Z, si deve trovare il modo di diminuire tali mansioni per cui uno alla fine deve fare nell’orario di lavoro solo A, B e C. Le altre si tratta di delegarle ad altre categorie.

Un esempio istruttivo riguarda il personale degli ex Provveditorati della scuola (oggi detti AT, Ambiti Territoriali). Ambiti perchè sono ambìti. Prima avevano da fare per tutti i dipendenti scolastici le cd ricostruzioni di carriera, e tutte le pratiche pensionistiche. Oggi tali incombenze, gravose, noiose, adatte solo ad esperti, si è trovato il modo di scaricarle agli assistenti amministrativi presenti nelle scuole. Questi ultimi, gravati giù da compiti noiosi, ripetitivi, adatti solo ad esperti, si son ritrovati questa bella gatta da pelare per cui è finita come succedono tutte le cose in Italia. Nessuno le fa o le sa fare, per cui ogni scuola deve avere la fortuna di trovare all’interno un Santo che provveda. Se non si trova si alzano le mani. E’ superfluo dire che tanti insegnanti o dirigenti o altri dipendenti vanno in pensione e prima devono provvedere loro fuori della scuola a trovarsi un esperto che controlli che le loro carte e la loro carriera sia a posto. Nelle scuole i Santi sono davvero pochi e quindi tutti indaffarati.

Si capisce quindi che oltre alla sanità pubblica che non funziona e pertanto è surrogata da quella privata, alla sinistra dovrebbe interessare anche questo fenomeno analogo di dipendenti pubblici costretti a rivolgersi ai patronati per controllare e verificare i documenti per poter andare in  pensione, dal momento che gli ex Provveditorati si sono liberati dall’incombenza e nelle scuole c’è il deserto.

Potemmo continuare con decine di altri esempi, ma basta solo un rapido accenno ai vigili urbani  (rammentate Il vigile, film del 1960 con Alberto Sordi?) i quali non dirigono più il traffico, ma neppure fanno più contravvenzioni (scaricate agli ausiliari), nè controllano più i cambi residenze, nè l’esercizio abusivo del commercio, nè l’abusivismo edilizio. Insomma, per farla breve, tutte le mansioni più gravose, difficili, delicate, pericolose, eppure essenziali, hanno trovato modo di scaricarle ad altri oppure di evitarle. Ecco dunque che per le città girano auto della polizia locale e nessuno sa quelli che ci stanno dentro cosa facciano di preciso.

Insomma, ci sono dipendenti pubblici che lavorano molto, che sono competenti, onesti, esperti. Ma la maggior parte non lo sono e grazie a sigle sindacali e a politici corrotti sono sempre ben difesi e protetti. I pochi che lavorano sono oberati di compiti e mansioni mentre i cittadini ascoltano in tv tanta gente che blatera: in Italia il lavoro non c’è! Ma nessuno parla mai dell’altra faccia della luna: di tanti che si pagano a fine mese avendo lavorato poco e senza aver fatto nulla di nulla per quel popolo che i bipopulisti amano tanto.