Il Carlo Verdone imperdibile che ci piace (a Tintoria)

Carlo Verdone ha la mia età e oggi sul Forum TV di Aldo Grasso sul Corriere Hagakure (un lettore) ha scritto:

Per qualche tempo è stato Carlo Verdone.
Poi si è messo a raccontare di quando era stato Carlo Verdone e non la smette più.
I ricordi possono uccidere, nel suo caso servono ad aumentare il conto in banca.
Si riferiva alla sua ultima fatica, Vita da Carlo 4 (a parte quella cazzata del Sindaco di Roma per un giorno che è da ascrivere alla degenerazione della politica italiana). Della sua serie son riuscito a vedere solo qualcosa della prima stagione ma solo perchè c’era Max Tortora, per me uno dei migliori caratteristi italiani. Una serie dove Carlo recita con una sola espressione facciale: ma tutte a me succedono?

Gli ultimi film che ha girato come regista sono: Posti in piedi in paradiso (2012); Sotto una buona stella (2014); L’abbiamo fatta grossa (2016); Benedetta follia (2018); Si vive una volta sola (2021). E’ chiaro a tutti che son titoli che non dicono niente a nessuno, mentre Verdone cominciò con questi film uno dietro l’altro: Un sacco bello (1980); Bianco, rosso e Verdone (1981); Borotalco (1982); Acqua e sapone (1983); I due carabinieri (1984); Troppo forte (1986); Io e mia sorella (1987).

L’ultimo, che forse è il migliore che ha fatto, Compagni di scuola, risale al 1988, poi non ricordo più nulla di bello, a parte la notevole prova di attore in La grande bellezza di Paolo Sorrentino (2013).

Il prof. Aldo Grasso stamane scrive su di lui qualcosa di interessante:

Verdone è uno, nessuno e centomila, racchiude in una sola moltitudine i destini di tutti i personaggi che ha creato in tv e al cinema. Qui finalmente può giocare molto con l’autoironia, sorretta dal suo animo malinconico e garbato.

Ecco, Verdone è questo. Per gustarlo al meglio nella sua veste migliore, quella di affabulatore, consiglio di vedere il podcast “Tintoria” di Stefano Rapone e Daniele Tinti, in cui lui di recente è stato ospite. Io lo avevo visto in tv anche a Splendida cornice (Rai 3), ma ora ho capito che la tv con i suoi terribili tempi non è adatta più per intervistare gente come lui, così come tanti altri personaggi (per esempio il regista Paolo Sorrentino, anche lui ospite a Tintoria in una puntata godibilissima).

Non c’è più un format televisivo adatto alle interviste, senza incalzare, senza interrompere l’ospite, senza ansia, senza che il presentatore voglia per forza lasciare il suo segno. Tintoria per novanta minuti ci restituisce il Verdone più simpatico e più vero e a me basta così, senza film, serie tv, lui da solo a raccontare quello che vuole.