Claudia Potenza, attrice, Com’è avvenuto l’incontro con Verdone?
«Non lo conoscevo, conoscevo sua figlia Giulia, con cui avevamo amici in comune. Sono contentissima di essere stata scelta da lui, è un grande regista, geniale. Per me è un’icona».
Aldo Grasso il 27 novembre, vedendo una singolare intervista che Orietta Berti ha concesso alla Belva Francesca Fagnani, si era occupato di un meraviglioso ossimoro: «sono una icona di famiglia».
Com’è noto, l’ossimoro è una figura retorica che consiste nel mettere accanto, nella medesima locuzione, due parole che esprimono concetti opposti.
Grasso, dopo aver specificato che la parola «icona» non si può più usare, tanto è frusta (per non parlare dell’aggettivo «iconico», vera forma di gramigna lessicale) sostiene che l’immagine di Orietta Berti come «icona di famiglia» è perfetta. ***
(A. Grasso) L’icona è una forma di immortalità terrena provvisoria, il suo compito è quello di sostituirsi alle fattezze di un personaggio, di purificarle, di dare loro una nitidezza che non è della spiegazione quanto piuttosto della rivelazione. Nella vita esistono strade che fin dall’inizio mettono l’uomo di fronte a questa sagoma di perennità…sono le strade degli artisti, degli uomini di spettacolo, di quanti riescono a imporre la loro tipicità essenziale. Che consiste nel raggelare il reale con qualcosa di unico che per un determinato frangente ne arresti la continua mutazione.
Orietta Berti ha percorso questa strada? Nel lungo cammino della cultura pop, sì, l’ha percorso, magari fedele solo ai canoni estetici della Rai e di «Sorrisi e canzoni»…. Ma c’è il nido, cui Orietta torna ogni sera, accompagnata dal marito Osvaldo, unico uomo della sua vita. Per lei famiglia non è soltanto un rifugio dove trovare sicurezza affettiva, morale e materiale.
È un piccolo tempio di bambole, acquasantiere, guêpière, scarpe: è così che l’icona fa il suo ingresso nella consuetudine domestica, attratta da un irresistibile profumo di ragù e gin tonic. ***
Riassumendo: l’icona è una immagine sacra, dipinta o scolpita. Ma ora il termine si usa anche per significare una figura o personaggio emblematici di un’epoca, di un genere, di un ambiente: es: Marylin Monroe è l’icona della femminilità.
Solo che la semiologia lo usa come segno della realtà esteriore (per es. una macchia di sangue per il colore rosso). Ecco perchè Orietta Berti è un segno della famiglia, Verdone del cinema, Pannella del digiuno, Giuseppi Conte dei quaquaraqua, io di quello che vogliono i miei amici. Ognuno ormai è icona di qualunque cosa.
