La pareggite e la Juve spiegata a tutti attraverso Modric

E quindi neppure Spalletti riesce a sollevare le sorti di una Juventus che è sempre la stessa da molti anni. L’aver sacrificato Thiago Motta, e poi Tudor non è bastato, ora la penitenza tocca a Spalletti. Le discussioni sono in corso, per questo ci torno, anche se ripeto cose già scritte. Lo faccio solo per dire “mettetevi comodi”, in Italia, dovreste saperlo, i pareggi non causano dramma. Solo la sconfitta lo provoca. Spalletti, come Motta, come Tudor, sarà lapidato appena perde la prima volta.

Il riassunto delle puntate precedenti è necessario che lo faccia perchè la Juve 25/26 è una squadra di John Elkann, il quale per amore del nonno Gianni sta pure spendendo ma non ha le competenze calcistiche del cugino Andrea. In verità non ha neppure competenze automobilistiche, si veda la Ferrari, e quindi fino a quando, in Ferrari o Juve, non trova un Marchionne andrà sempre così. Ma torniamo alla Juve, dove la scelta di Giuntoli per 5 anni sembrava il primo passo per la rifondazione legata a due obiettivi contrastanti: mettere il bilancio a posto e arrivare tra le prime quattro. Giuntoli punta su Thiago Motta ma poi, e non ho capito ancora perchè, spende un sacco di soldi per portare a casa un solo giocatore buono, Thuram. Non si è ancora capito se tutti gli acquisti li ha fatti d’accordo o in disaccordo con Thiago. Comunque sia, paga Thiago, che per me resta un ottimo allenatore, ma poi Elkann taglia anche Giuntoli e impone Comolli. Questi finora non solo non ci ha fatto capire perchè lo presentino come il mago dei dati ma se possibile peggiora le scelte di Giuntoli. Conferma Tudor, compra per 40 milioni Conceicao, che per dire è pure peggio di una vecchia ala velocissima che ora gioca col Catanzaro, D’Alessandro (1991), dopo aver giocato in molte altre squadre; come sempre compra tanti giocatori ma lascia che il centrocampo resti affidato a Locatelli e che in difesa si aspetti il ritorno di Bremer come i pellegrini aspettavano l’Avvento. Ad un antidiluviano come Allegri (ovvero catenaccio e contropiede) è bastato dessero un Modric di 40 anni per sistemare una squadra che non ha giocatori (compreso Rabiot) meglio di quelli bianconeri.

Concludo quindi con la mia opinione che è la seguente: se Giuntoli o Comolli, per esempio, avessero innanzitutto portato alla Juve Modric, sarebbe bastato lui solo (con Motta, Tudor o Spalletti) per migliorare una squadra che senza uno come lui continua a fare cose banali senza ritmo, passaggetti a un ritmo blando, spesso all’indietro, aspettando che Yildiz o Conceicao inventino un tric trac.

Il calcio, dice Allegri, è semplice. Non è vero per nulla, però se voi passate in rassegna tutte le grandi squadre che vi ricordate, noterete che tutte avevano almeno un grande cervello di centrocampo. La Juve ha Locatelli (e Thuram) e questo dato a mio parere spiega perchè non è una grande squadra