Quando Anton Ego, il severo critico di Ratatouille si siede al ristorante «gestito» dallo chef Rémy (un piccolo ratto che agisce per il suo tramite umano, l’imbranato Linguini) non chiede un piatto ma qualcosa di cui stupirsi.
Ebbene, domenica pomeriggio, quasi per caso, ho visto la replica di «Prova d’inchiesta» e ho provato stupore sincero (La7).
È partita dalla Sila la nuova avventura televisiva di Pinuccio (al secolo Alessio Giannone), un racconto dell’Italia dove manca tutto. Pinuccio è l’ex inviato di «Striscia», quello che fa i servizi con il suo alter ego Savino, l’interlocutore coscienzioso.
In tv c’è tutta una retorica da ministero del Turismo sulla bellezza dei borghi, tutta un’esaltazione sull’armonia del paesaggio che si sposa con l’architettura storica, tutta un’enfasi su scenari da favola in cui si respira un’atmosfera che invita a un’esperienza autentica e a un ritmo di vita più lento.
Pinuccio visita paesi dove non c’è niente o molto poco: né benzinai, né ospedali, né scuole e nemmeno ristoranti. È stato a Bocchigliero (Cosenza), un paesino sulla Sila, dove non c’è una pompa di benzina.
Il primo distributore è a 60 chilometri di distanza che in montagna comporta oltre un’ora e mezza di viaggio percorrendo una strada (asfaltata) costruita prima del Regno d’Italia.
È stato a Campana, sempre nel Cosentino, dove non c’è neanche un b&b, tanto che è stato ospitato su un lettino a casa del sindaco, Agostino Chiarello.
In compenso c’è una grande pietra (la chiamano monolito) che vagamente assomiglia a un elefante: tutti gli sposi dei dintorni devono fare la fotografia davanti all’elefante costruito, secondo voci locali, nientemeno che da Annibale.
E poi non lontano c’è un castello per celebrare i matrimoni, con statue «storiche» provenienti dalla Cina, costruito sulla falsa riga del «Castello delle cerimonie» di Donna Imma.
La missione di Pinuccio è far sì che i «grandi volti» della rete — Mentana, Gruber, Formigli, Floris e Cazzullo — prendano in considerazione le sue inchieste e diano loro la meritata rilevanza. (Se l’alter ego Savino intervenisse di meno, giusto il necessario, non sarebbe male).
NB= Bocchigliero si trova nella Sila Grande, su uno sperone elevato, nell’alto bacino del fiume Trionto. Vi abitano poco più di 1000 persone. La piazza principale del centro urbano (piazza Arento) è posta a 862 metri s.l.m.
