Luciano Capone/ Ma l’Anm lo pensa davvero?

Non so se la campagna di comunicazione dell’ANM contro la riforma della giustizia sia efficace, ma è davvero scadente.

Qui, ad esempio, si dice che con la riforma faremmo la fine della Francia dove “il pm rimane indipendente però se fa un’indagine che non piace al ministro della Giustizia viene preso e messo da un’altra parte”.

Intanto la riforma non prevede un pm sotto il controllo del governo, ma non è neppure così che funziona in Francia. Basta un caso a dimostrarlo: pochi anni fa, il ministro della Giustizia Dupond-Moretti è stato indagato e rinviato a giudizio, durante il suo mandato, proprio per un regolamento dei conti con i magistrati.

Al di là delle falsità e delle costanti semplificazioni, mi chiedo se non sia un pochino ridicolo sostenere che con la separazione delle carriere faremmo la fine di paesi come Francia, Spagna, Portogallo, Regno Unito, Germania, Svezia, Olanda… manco fossero Cuba, Iran, Russia e Venezuela.

Davvero l’ANM pensa che la magistratura italiana funzioni – per definizione – meglio di quella dei principali paesi europei? E davvero pensa che lo credano gli italiani?