Le Circolari Ministeriali n. 243 del 22 settembre 1979 e n. 192 del 3 luglio 1980 regolano la riduzione della durata dell’ora di lezione nelle scuole (fino a un minimo di 50 minuti) per cause di forza maggiore o motivi estranei alla didattica (ad esempio, problemi legati ai trasporti degli alunni pendolari o doppi turni). Esse riportano il principio secondo cui, in tali ipotesi, non sussiste obbligo di recupero delle frazioni orarie da parte dei docenti. Ora, per poter invocare le circolari, devono sussistere due condizioni, non solo una: pendolarismo diffuso e orari dei mezzi incompatibili con l’orario scolastico.
Tali condizioni vanno da parte del Ds documentate, con rilevazioni e certificazioni sugli orari dei mezzi pubblici, e attraverso interlocuzioni con le ditte che assicurano il servizio di TPL e l’Ente locale competente. Ad ogni modo la scuola deve garantire il monte orario annuale previsto per gli indirizzi (quadro normativo determinante per la durata complessiva dell’offerta formativa) e dunque, per ripristinare il monte ore annuale dopo la riduzione oraria, occorrono misure di compensazione (recuperi, integrazione oraria, diversa articolazione del calendario scolastico), altrimenti viene leso il diritto allo studio.
In sintesi, dunque, ogni riduzione oraria effettivamente motivata da cause di trasporto, come disciplinato dalle circolari citate, da un lato non configura l’obbligo per i docenti di recuperare le frazioni di orario così ridotte. Ma dall’altro lato occorre preservare il corretto monte ore per gli studenti.
***La richiesta che dunque il dirigente proporrà al Consiglio d’Istituto, richiamando le C.M. n.243/1979 e n.192/1980 e l’art. 28 del CCNL, è l’ultimo atto della procedura.
Prima deve aver preparato la documentazione necessaria con tutti i dati necessari, e deve aver ottenuto dal Collegio docenti il parere per valutare le ricadute didattiche e sulle soluzioni per garantire il percorso formativo.
* Pertanto il Ds predispone la proposta motivata da sottoporre al Consiglio d’Istituto (dettaglia la motivazione, fornisce i dati sul pendolarismo, nonchè il piano per il monte ore annuale ed eventuali misure di compensazione).
* Il Consiglio d’Istituto delibera, e la scelta viene inserita nel PTOF e nel calendario scolastico; vanno documentate le motivazioni e il periodo in cui avrà vigore (es. sperimentazione per un anno).
* Informa le RSU/OO.SS. e coinvolge l’ente locale competente per i trasporti.
Come si vede, spetta al Ds accertare la causa di forza maggiore, e garantire il rispetto del monte ore/diritto allo studio (attuando eventuali misure compensative) seguendo per intero la procedura: valutazione del Collegio dei Docenti, deliberazione del Consiglio d’Istituto, inserimento nel PTOF e nel calendario scolastico.