Juve anacronista, senza i 4 comandamenti del calcio di oggi non vai da nessuna parte

La Juventus di John Elkann, dopo Giuntoli (e Thiago Motta), Comolli (con Tudor e Spalletti) e Carnevali (con Spalletti, Ottolini e Massara), resta sempre la stessa squadra impresentabile anacronistica ed improponibile al giorno d’oggi.

Per capirci, nel 2026, basta gustarsi qualche partita con le grandi squadre, Psg, Barca, Real, Arsenal, Manchester City, Bayern, occorre: 1) correre con intensità per 90 minuti; 2) aggredire nella metà campo avversaria per riconquistare subito il pallone; 3) restare il minor tempo possibile nella propria metà campo perchè aumentano i rischi di subìre un goal; 4) intensità, velocità, aggressione, temperamento, verticalità appena è possibile.

La Juventus è stata costruita, ripeto da ben tre gestioni diverse, spendendo un sacco di soldi, come se volesse contrapporsi testardamente a questi 4 comandamenti che ho ricordato. Sono postulati tenacemente avversati da gente che vive fuori dallo spazio e dal tempo, giornalisti, presidenti, allenatori come Allegri, ancora convinti che gli italiani sanno fare una sola cosa, difendersi, e dunque che la nostra crisi dipende dal fatto che non ci sono più grandi difensori. Non hanno capito nulla di come si è evoluto il gioco, che oggi è diventato molto più veloce e necessita di difensori bravi nell’uno contro uno ma in campo aperto. Oggi un Bonucci, abituato con Chiellini a rintanarsi nella sua area di rigore, e in quei pochi metri quadri bravissimo a difendere, è improponibile. Il centrale Marquinhos del Psg è costretto a difendere nella sua metà campo di 3.570 mq., spesso solo contro uno o due avversari, e quindi gli occorre velocità, tempismo, occhio, previsione, resistenza. Insomma, una squadra di 10 uomini deve invadere come una armata compatta la metà campo avversaria perchè più il pallone sta lontano dalla tua porta meno possibilità hai di subire goal. Se ti difendi in 11 rintanato nella tua area di rigore è più probabile che un rimpallo, una deviazione, un tiro sporcato, una disattenzione, provochino il goal.

La Juventus è stata costruita, con interpreti diversi, fateci caso, per contraddire tutto quello che ho spiegato (il calcio di oggi), e allora è capace solo di un fraseggio lento, insistito, stantìo, come se lo scopo di una partita non fosse quello di fare una rete più dell’avversario ma solo di avere il possesso palla.

Una ultima cosa, ma essenziale nel calcio di ieri e oggi. I giocatori devono sottostare al loro allenatore, altrimenti è il caos. Alla Juve arrivò Sarri e i Bonucci & Chiellini fecero resistenza. Sarri vinse lo scudetto ma Andrea Agnelli fu costretto a mandarlo via. Oggi Spalletti è stato costretto ad ascoltare la squadra e dunque giocare con il 3/5/2. Questo è il modulo preferito dai giocatori che non intendono correre e vogliono difendersi nella propria area.

Una volta a Berlusconi si presentarono Van Basten, Tassotti e Franco Baresi protestando contro i metodi di Sacchi. Berlusconi promise di intervenire e due giorni dopo convocò tutta la squadra e disse: Signori miei, l’allenatore resta Arrigo Sacchi e chi non intende seguirlo se ne può andare subito.