Il Pci era un partito dove c’erano le correnti. A destra e sinistra Amendola e Ingrao, Cossutta filosovietico come oggi Vannacci, al centro Pajetta, Berlinguer, Natta a tenere insieme il tutto. Eugenio Scalfari riuscì con Repubblica e l’Espresso a spostare il Pci su posizioni più atlantiste, a farlo dialogare con le forze liberalsocialiste che i comunisti chiamavano “miglioristi”, ma prima erano solo “pidocchi”.
Ai giorni nostri tutto è cambiato. Nel Pd ci sono due fazioni, quella di Schlein e i riformisti (Giorgio Gori). Repubblica e l’Espresso non ci sono più, c’è il Corsera e poi il Fatto che è l’house organ di Conte. Come ha spiegato, su L’Espresso, Sebastiano Messina con il dovuto umorismo “Elly Schlein ha sicuramente un piano segreto. Non sappiamo quale sia, ma siamo certi che ce l’abbia. Perché sarebbe ingeneroso pensare che la segretaria del Pd assista immobile alla scalata di Giuseppe Conte verso la guida del campo largo. Dunque il piano esiste di sicuro. E dev’essere geniale. Finora, per depistare l’avversario, la segretaria del Pd ha scelto una tattica sopraffina: comportarsi come se non sapesse davvero cosa fare.”
Il Movimento 5 Stelle raccoglie circa la metà dei voti del Pd, eppure il suo presidente appare già come il candidato naturale della coalizione, e i sondaggi sugli elettori del centro-sinistra lo danno in netto vantaggio su Schlein. Lei, furbissima, spiega che i nomi vengono dopo, perché prima bisogna accordarsi sul programma. E finge di non vedere che Conte il programma lo ha già apparecchiato in venti punti. Ci sono il nuovo reddito di cittadinanza, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di stipendio, un assegno di 15 mila euro ai diciottenni, l’indennità per le malattie anche ai commercianti e persino la libertà di coltivare la marijuana in casa.
Infine c’è la politica estera e Conte con i suoi sono stati chiarissimi: Stop all’invio di armi all’Ucraina, punto approvato dal 91 per cento dei militanti. E no al Rearm EU, votato dal 94 per cento. Schlein sorride, sorniona: è assolutamente certa che l’accordo si troverà. Bersani in tv ha detto che il programma sarà di 3 righe: quello che si spende per le armi lo spendiamo per la sanità.
Sebastiano Messina ci ha spiegato qualcosa che a me sembra di palmare evidenza. E’ chiaro che Elly ha in tasca una formula formidabile, capace di conciliare l’invio delle armi con il divieto di farlo, una formula che metterà d’accordo in un minuto chi vuole rafforzare la nostra difesa e chi non vuole neanche sentirne parlare. Gli osservatori più pedestri non capiscono il disegno. Non hanno ascoltato la segretaria dei Giovani Democratici gridare che organizzeranno i disertori (“non saremo noi i soldati delle vostre guerre”, è una frase che finirà sui libri di storia futuri, settembre 2026). La genialità, quando è grande, deve sembrare distrazione. La tattica di Schlein è degna di Napoleone: lasciare che l’alleato metta sul tavolo le carte e occupi gli spazi, inducendolo a credere di avere già vinto. Poi, quando nessuno se l’aspetta, sferrare il colpo. Alla vigilia delle primarie Schlein entrerà nella direzione del Pd con una cartellina sottobraccio e ne tirerà fuori il programma destinato a cambiare la sinistra. Sarà talmente innovativo che il reddito di cittadinanza di Conte sembrerà un buono pasto. Anche i militanti grillini, abbagliati, correranno alle primarie per votarla. Conte applaudirà, ammetterà la sconfitta e si offrirà come responsabile della comunicazione. Andrà sicuramente così.
Questo ha scritto Sebastiano Messina, prefigurando un colpo di scena. Che, secondo me, non ci sarà per la semplice ragione che nessuno intende ancora prendere atto che il Pd a 5 Stelle è già nato da tempo, ed è in campo. Elly pensa quello che Conte dice. I due sono Yin e Yang, i due concetti fondamentali della filosofia cinese. Il Yin (la parte nera, è l’energia femminile) e lo Yang (la parte bianca, l’energia maschile) rappresentano le due forze opposte e complementari che governano l’universo e tengono in equilibrio la natura. Nessuna delle due parti è superiore all’altra; entrambe sono necessarie per esistere.
Schlein e Conte la pensano esattamente allo stesso modo sull’Ucraina e su tutto il resto, è solo un gioco delle parti concordato quello di dire e non dire, al solo scopo di coprire qualsiasi porzione dell’elettorato, giovani e vecchi, nord e sud, donne e femministe, pacifisti e guerrafondai, propal e ebrei, woke e tradizionalisti, cattolici e laici, comunisti e socialisti, socialdemocratici e putiniani, americani e trumpiani, nazionalisti e multiculturalisti. L’alternativa, e qui torno ad essere d’accordo con Messina, sarebbe pensare che il piano segreto non esista, che il partito più grande stia cedendo la leadership al più piccolo e che la testardaggine unitaria consista nel farsi mettere nell’angolo con spirito di squadra. Ma figuriamoci se una come lei, così astuta da aver conquistato la segreteria di un partito al quale non era nemmeno iscritta, si lascerebbe fregare così da quel dilettante dell’avvocato con la pochette.
Ma, secondo voi, tutti i grillini che sono andati a votare alle primarie del Pd Schlein nel febbraio 2023 per fregare Bonaccini e farla diventare segretaria col 53,75% dei voti , per quale motivo ci sono andati?