Da tempo la stampa internazionale dà conto delle intenzioni manifestate a più riprese da Vladimir Putin circa la possibilità di attaccare un paese Nato, contando sul disimpegno americano, per dimostrare così che l’Alleanza atlantica di fatto non esiste più, e che quel famigerato articolo 5 del suo statuto, di cui tanto si è parlato in questi anni, non ha più alcun valore. Difficile pensare che la riduzione della presenza militare americana in Europa e i continui attacchi dell’Amministrazione Trump all’Ue e alla Nato, uniti alle timidissime risposte degli europei all’aggressività russa, non finisca per convincere Putin di avere la strada spianata, tanto più che una qualche forma di escalation e dunque di coinvolgimento diretto dell’Occidente, a questo punto, potrebbe sembrargli l’unico modo di coprire o almeno di giustificare i magri risultati ottenuti finora in Ucraina (questo almeno è quello che scrivono la maggior parte degli analisti). Così stando le cose, non dovrebbe essere difficile trarne le conseguenze:
a mettere in pericolo la nostra sicurezza sono proprio i fautori dell’appeasement con Mosca, i sedicenti pacifisti che continuano a raccontare un mondo alla rovescia, in cui sarebbero gli europei i provocatori e i guerrafondai.
Al contrario, ogni ulteriore tentennamento da parte dell’Ue otterrà l’unico risultato di incoraggiare l’aggressività del regime russo, che non farà che aumentare il numero, l’intensità e la portata dei suoi attacchi. Quanto alla possibilità di risolvere tutto con il dialogo e la diplomazia, dopo aver visto l’esito degli sforzi diplomatici di Trump, quale altra dimostrazione si vuole?