Lorenzo Suraci e Radio Lamezia

Mi laureai nel 1973 e cominciai a lavorare nella scuola due anni dopo. Per me che un lavoro ce l’avevo, la prima radio locale che cominciò a trasmettere da noi, Radio Lamezia, voluta dal mio amico Luigi Gigliotti che trasmetteva dalla sua casa, fu una scoperta. Alla fine degli anni settanta, era il 1978, scomparso Luigi, trasmettevamo da una casa del rione Bella, e mentre ero in radio toccò a me commentare il ritrovamento in via Caetani del corpo dell’on. Moro. I nostri problemi come radiofonici erano tre. Il primo era il trasmettitore che costava poco, per cui l’investimento iniziale un gruppo di amici con una colletta poteva benissimo farlo. Solo che a Lamezia conoscevamo solo Fulvio Perri il quale ci vendette il primo. Il problema di quei primi rudimentali trasmettitori era che sblateravano e non tenevano la frequenza, per cui la nostra radio si sentiva su 101,3 ma anche sulle frequenze vicine. Questo difetto comportava che Fulvio vendendo altri trasmettitori sempre più potenti ad altri, ti costringeva a cambiarlo di continuo in quanto il concorrente ti copriva la frequenza e tu eri costretto a prenderne uno più potente per difenderti. Un gioco al rialzo che comportava un secondo problema. Dovevi trasmettere da uno studio posto il più in alto possibile perchè più in alto stavi più la frequenza si irradiava lontano in altre zone della Calabria. Ecco perchè dal centro di Lamezia eravamo finiti a trasmettere da Bella. Al giorno d’oggi è facile: se tu devi issare un’antenna su un tetto, chiami un tecnico che provvede, magari con una gru. Negli anni settanta, non potendo spendere, facemmo tutto noi per cui alzare l’antenna sul tetto della casa che avevamo affittato a Bella fu una impresa collettiva non solo pericolosa ma anche inutile. In un giorno di vento cadde giù, nonostante l’avessimo fissata con dei tiranti. Ma era il terzo problema quello decisivo e cruciale. Le risorse di una radio provenivano dagli spot pubblicitari per cui, per capirci, gli speaker, cioè noi, cercavamo gli inserzionisti. Io avevo capito una cosa, che le radio sarebbero state un’impresa che poteva stare sul mercato, e la storia di Lorenzo Suraci che fra poco racconterò lo dimostra, ma io insegnavo e non volevo lasciare la scuola per mettermi a fare l’imprenditore radiofonico. In tanti anni non sono riuscito a convincere nessuno dei miei amici ad occuparsi a tempo pieno di amministrazione. Tutti volevano soltanto andare davanti al microfono e trasmettere musica. Ecco perchè Radio Lamezia cessò e per una decina di anni ho poi scritto un mensile, con lo stesso marchio, con due amici. Un ultimo ricordo. Ad un certo punto della storia arrivarono le tv private e a me proposero di farne una, perchè tutti erano convinti che le tv avrebbero cancellato le radio. Io rifiutai perchè -dicevo- l’investimento iniziale per metter su una tv è costoso e i costi fissi sono alti, quindi se io non ero riuscito a realizzare una radio che, come Radio Bisignano, e tante altre, si mantenesse con gente che per lavoro faceva solo quello, figuriamoci se potevo organizzare una tv. Insomma, nella vita ognuno deve fare solo quello che sa fare, e non tutti in Calabria sono stati capaci di fare quello che ha fatto Lorenzo Suraci, mio coetaneo, l’inventore di Rtl 102,5 partendo da Vibo Marina.

Da Vibo Marina alla radio più ascoltata d’Italia: la storia di Lorenzo Suraci, fondatore di RTL 102.5 (Il Vibonese, Giuseppe Addesi)

Partito giovanissimo dal Vibonese, ha costruito una delle principali realtà radiofoniche italiane. Dagli anni trascorsi tra Vibo Valentia e Vibo Marina all’intuizione di RTL 102.5, fino alla vicepresidenza di Confindustria RadioTV.
Lorenzo Suraci è un imprenditore e produttore discografico italiano, presidente di RTL 102.5 dal 1987, anno in cui acquistò l’emittente. Nasce a Vibo Valentia nel 1952, primo di tre fratelli. I genitori erano entrambi impiegati delle Poste e pertanto soggetti a frequenti trasferimenti. Dopo le Medie, frequentate ad Alzano Lombardo (BG), Lorenzo torna in Calabria con la famiglia, in quanto il padre era stato nominato direttore dell’ufficio postale di Vibo Marina, e frequenta il Liceo Scientifico di Vibo senza infamia né lode.

Sono anni, quelli dal 1964 al 1969, segnati dalla contestazione giovanile ma anche vissuti con spensieratezza e nel ’69 Lorenzo si diplomerà con un 36/60, che all’epoca rappresentava la votazione minima per acquisire il diploma di Maturità.

Poi i coniugi Suraci ottengono il trasferimento a Bergamo. Il padre avrebbe voluto vederlo ingegnere e il giovane si iscrive al Politecnico di Milano, ma non era questa la strada assegnata a Lorenzo e le cose sarebbero andate in maniera molto diversa. Dopo essere stato cacciato di casa, Lorenzo si fa ospitare da uno zio, Francesco Capuccio che, come secondo lavoro, faceva l’agente teatrale. Fu una folgorazione sulla via di Damasco, che avrebbe cambiato il corso della vita del giovane diciannovenne, il quale comincia ad andare in giro con lo zio per collocare orchestrine, complessi musicali e cantanti ed è allora che Lorenzo capisce che quello sarebbe stato il suo mestiere.

In seguito acquista una vecchia sala cinematografica e la trasforma in discoteca, il Capriccio, mentre nel frattempo aveva acquisito una radio locale: Radio Trasmissioni Lombarde: il nome RTL è appunto l’acronimo della prima emittente. La nuova radio riesce poi ad operare sull’isofrequenza 102.5, cioè a trasmettere sulla stessa frequenza in tutto il territorio nazionale, portando il segnale dal Nord Italia fino alla Sicilia.

RTL sarà anche la prima radio a fare informazione, mettendo in piedi una redazione che trasmetteva un notiziario ogni ora, h24. Nel 1997 gli studi traslocano a Cologno Monzese, a pochi passi da quelli del colosso Mediaset. RTL sarà la prima radio a trasmettere le partite del campionato di calcio di serie A e poi a seguire il Giro d’Italia, i Mondiali di ciclismo e di sci e le partite della Nazionale agli Europei di calcio del 2004 e del 2008. La diretta diventa la grande forza di RTL, coprendo il 99% delle trasmissioni. Oggi RTL 102.5 è la radio più ascoltata in Italia, con oltre 7 milioni di ascoltatori al giorno, in un mercato in cui i competitor sono grandi gruppi industriali ed editoriali.

Anche i figli di Lorenzo, Marta e Daniele, fanno oggi parte dello staff. Nel 2025 Lorenzo Suraci è stato anche eletto vicepresidente di Confindustria RadioTV. Un’avventura umana e professionale fatta di intuizione, visione innovativa, coraggio, passione e tenacia.

Salvatore Vitale

Ricordo di Salvatore Vitale (su questo blog, Le radio private all thing must pass, 18/3/23) Per noi che un lavoro ce l’avevamo e la radio non era una impresa ma un hobby, la pubblicità serviva per non rimetterci di tasca nostra. Questo concetto me lo ripeteva sempre un amico che incontravo per essere finanziato. Si chiamava Salvatore Vitale, e la mia ammirazione verso di lui è stata sconfinata. Era un elettricista, abitando vicini ci conoscevamo da sempre e ci univa anche una affinità politica. La sua prima impresa di installazioni elettriche la cominciò quando io ancora facevo le elementari, nel 1958, con 5 dipendenti, nel 1962 aprì il primo negozio di materiale elettrico e poi nel 1981 costituì una società di capitali, l’attuale grande impresa. Ogni volta che lo incontravo nel suo ufficio Salvatore era felice perchè a livello personale ero un testimone del suo lavoro, della sua tenacia, della sua visione. La pubblicità che mi faceva fare alla radio e sul giornale sanciva il nostro legame perchè, come diceva, io credo in quello che di buono fai tu e tu sai che io ce l’ho sempre messa tutta per progredire. “Noi due siamo credibili“. E’ scomparso troppo presto nel 1999, ma Radio Lamezia nel mio cuore è sempre un brand che mi riporta a lui, rimpiangendo la stima reciproca che ci legava e quei periodi in cui, sia io che Salvatore, pensavamo sinceramente di poter cambiare il mondo pur vivendo a Lamezia.