Il mondo della “dissonanza cognitiva” in cui viviamo

Si chiama “dissonanza cognitiva” – formula usata spesso a sproposito, come “radical chic”, “burn out” o “gaslighting”. E se ci pare tutto così ovvio è perché è ormai la condizione in cui sguazziamo un po’ tutti, chi più chi meno: ogni cosa è vera esattamente quanto il suo contrario, e quando i fatti contraddicono una convinzione su cui abbiamo scommesso tutto non cambiamo idea, cambiamo i fatti. Suona familiare, persino banalotta; ma a metterla a fuoco per primo fu Leon Festinger, psicologo, tirando le somme da uno spericolato esperimento “live”, in una villetta di Oak Park, Chicago, alla metà degli anni Cinquanta. Ne ricavò un gran libro, “Quando la profezia non si avvera”.