La politica è diventata un concorso di fedeltà

Ognuno di noi a suo modo fa politica, ma la cosa essenziale da capire è che le idee, o le opinioni, non contano nulla. Conta quello che fai. Madre Teresa è stata importante per quello che ha fatto nella sua vita, non per quello che ha detto. Sembra una banalità invece è una linea di demarcazione politica. Prendiamo Massimo Cacciari, uno studioso di filosofia che è stato anche docente universitario. Ha fatto politica Cacciari? Certo, ha fatto il sindaco di Venezia ed è stato parlamentare. Ma ha resistito solo una legislatura, poi non ne ha voluto più che sapere. Il Cacciari politico sarà ricordato per quello che ha fatto, con il suo lavoro, non per quello che dice in tv. Come Gino Strada e il suo lavoro in Emergency. Prendiamo un calabrese che pochi conoscono, si chiama Nico Stumpo ed è un parlamentare comunista eletto in Calabria alla Camera per ben tre volte (2013-18-22). Per converso il noto critico letterario e storico della letteratura Alberto Asor Rosa è stato deputato della Repubblica Italiana una sola volta, eletto alla Camera dei Deputati con il Pci dal 20 giugno 1979 al 25 novembre 1980, anno in cui si dimise per concentrarsi nuovamente sui propri impegni accademici e culturali. Gli sono bastati 17 mesi per capire che l’attività di parlamentare non faceva per lui.

Ormai si fa politica soltanto per questo: per diventare parlamentare o consigliere regionale. Come Nico Stumpo migliaia di persone brigano, si impegnano, cambiano partito e cavallo, per ottenere un posto di deputato o consigliere regionale. Così come tanti provano concorsi per ottenere un posto nella PA o nella scuola o in qualsiasi ente, tanti altri puntano sulla politica, che è considerato un mestiere redditizio e poco faticoso. Da Nicola Irto, il reggino segretario del Pd calabrese che non si vergogna di dirigere le macerie di un partito dilaniato e persegue solo lo scopo di essere ripresentato lui in Parlamento, al lametino Furgiuele che è passato da Salvini a Vannacci innanzitutto perchè un nazista come lui in Futuro Nazionale si sente a casa sua, e poi anche perchè da coordinatore calabrese ha la rielezione assicurata.

La politica, quella della Terza repubblica, voglio dire, non ha nessun punto di contatto con quella della Prima: si è solo ridotta al mestiere di parlamentare, un obiettivo, un desiderio, un’ambizione, che gente spesso (non sempre) senza nè arte nè parte si prefigge per vivere meglio. Anche fare il sindaco per molti è un semplice trampolino di lancio. Prendiamo l’attuale sindaco di Reggio Calabria, Cannizzaro. Lui è già parlamentare, dopo il sindaco vuol fare il presidente della Regione Calabria, nel frattempo colloca le sue pedine, come la parente Giusi Princi che ha mandato a Bruxelles dopo un rapido giro nella giunta regionale. Cannizzaro, Forza Italia, è politico tipo della 3^ Repubblica e se uno vuol capire perchè dopo i 30 anni di Berlusconi abbiamo Meloni al governo, deve capire la differenza (parlo della Calabria) tra Cannizzaro e Nico Stumpo o Nicola Irto (sono tre che ci rappresentano).

La 3^ Repubblica passerà alla Storia per essere stata “l’ultima dimostrazione, l’ennesima, della debolezza politica e culturale delle classi dirigenti cresciute nel culto del maggioritario e del bipolarismo, ripetendo ogni giorno tutto il contraddittorio rosario degli slogan su cui è stata fondata la cosiddetta Seconda Repubblica” (F. Cundari). Dalla famigerata «legge porcata» del 2006, fino all’attuale ultimo tentativo della Meloni di farsi una legge elettorale su misura, così come ha tentato ogni governo in carica, si tratta di un gioco delle tre carte talmente spudorato che qualsiasi bambino capisce come ogni maggioranza di turno tenta di cambiare le regole del gioco per assicurarsi la vittoria alle successive elezioni.

Voglio dire, riepilogando il mio ragionamento, che la politica italiana consiste nella raccolta punti fedeltà (come nei supermercati) per diventare parlamentare, e pertanto ogni leader cerca con una legge elettorale su misura di potersi garantire il modo di portarsi a Roma i suoi prescelti o fedelissimi. In altri termini, i capibastone, Schlein, Meloni, Salvini, Conte, Lupi, ecc… (al di là di quello che dicono, su Urss, Ucraina, Gaza, Trump, propal, riarmo) hanno un solo obiettivo: assicurarsi che la maggior parte dei parlamentari siano propri soldati fedeli perchè nominati.

Ecco perchè Schlein nel Pd di fatto non ha rivali, non ha nessuno che la contraddice in pubblico. Perchè da lei, da Taruffi e Bonafoni, dipendono le candidature. La politica italiana, fatta di baruffe chiozzotte sui giornali e sui social, è quanto di più noioso ci possa essere. Tutti allineati e coperti per portare a casa, facendo il minor sforzo possibile, 14mila euro al mese complessivi. A parte benefit per treni, aerei, autostrade, mezzi pubblici, e liquidazione di fine mandato. Tutto il resto è noia. Anzi, fuffa. Dimenticavo il meglio, ci sono pure quelli che scrivono libri per spiegare perchè la gente non va più a votare. E la chiamano disaffezione, un termine che richiamerebbe il venir meno dell’affetto o dell’interesse. In realtà è solo aprire gli occhi, svegliarsi dopo un lungo sonno pieno di sogni, incubi, fantasie. La conseguenza è che chi è sveglio e vigile viene denigrato da zombie mostrificati da ideologie e fantasmi di tragedie inenarrabili.