Poetici ritratti lametini

Mimmo Gianturco “e tu solevi/ Così menare il giorno” (Leopardi)

Lidia Vescio “ma odo parole più nuove che parlano gocciole e foglie lontane.” (D’Annunzio)

Annalisa Spinelli “il tedio dell’inverno sulle case” (Montale)

Emanuele Ionà Io vorrei che nella Luna
ci si andasse in bicicletta,
per vedere se anche lassù
chi va piano non va in fretta. (Gianni Rodari)

Paolo Mascaro “Se il mondo è senza senso
tua solo è la colpa:
aspetta la tua impronta
questa palla di cera.” (Maria Luisa Spaziani)

Mario Murone “Io gli studi leggiadri/
Talor lasciando e le sudate carte” (Leopardi)

Giampaolo Bevilacqua “Tutto sommato, la felicità
è una piccola cosa.” (Trilussa)

Domenico Furgiuele “Ho tanta fede in te. Mi sembra
che saprei aspettare la tua voce
in silenzio, per secoli
di oscurità.” (Antonia Pozzi)

Il Pd lametino “Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione”. (Pasolini)

Doris Lo Moro “Ancor non prendi a schivo,/ ancor sei vaga
di mirar queste valli?” (Leopardi)

Gabriele Docimo (revisore dei conti) ” Ho attraversato tutta la città./ Poi ho salita un’erta,/ popolosa in principio, in là deserta,/ chiusa da un muricciolo:/ un cantuccio in cui solo/
siedo; e mi pare che dove esso termina/ termini la città”. (Umberto Saba)