Ho visto il film “Che Dio ci perdoni” (titolo originale Que Dios nos perdone), un thriller del 2016 diretto dal mio amato Rodrigo Sorogoyen (Madrid, 1981). Il film segue due ispettori di polizia, impegnati a Madrid durante la visita del Papa nel 2011 per catturare un brutale serial killer. È noto per la sua atmosfera cupa e la regia serrata. La sessualità quando si parla di serial killer c’entra sempre, per cui affronto un argomento che è molto scivoloso, sino all’omicidio di Garlasco che sta tenendo banco in Italia, pur dopo una condanna definitiva. Colà l’imputato secondo le sentenze avrebbe agito perchè la fidanzata avrebbe visto delle foto pedopornografiche che lui collezionava e quindi il movente sarebbe stato d’impeto. La sessualità ha dunque aspetti di pertinenza di criminologi ed esperti vari, ed il film di Sorogoyen descrive un serial killer incredibile anche se non inspiegabile nella sua depravazione.
Ma al di là di tali risvolti criminali e patologici, vorrei dire che le sessualità sono davvero molteplici. Prendiamo Leonardo di Caprio: colleziona fidanzate che se ci fate caso sono molto simili fra loro, come fa Elisabetta Canalis che ha sempre un uomo piacente in testa (Tomba, Vieri, Clooney) mentre l’ex sua collega di Striscia Maddalena Corvaglia è stata capace di passare da Enzo Iacchetti a Steve Burns chitarrista di Vasco. Mara Venier è poliglotta, da Jerry Calà ad Arbore, a Nicola Carraro; come Isabella Rossellini, capace di passare da De Crescenzo e Scorsese al modello Jonathan Wiedemann (è come si fosse detta: adesso basta con gli intelligenti, voglio solo la bellezza); ma è superlativa Alba Parietti, che colleziona Oppini, Giuseppe Lanza di Scalea, Cristiano De Andrè, Cristopher Lambert, ma anche il filosofo Stefano Bonaga, ora il manager di Poste Fabio Adami.
Voglio dire che gli amori e le relazioni sono molteplici, perciò magari vedi un uomo bellissimo che sta con una bruttina insignificante o viceversa, uno magrissimo che sta con una grassa, o viceversa, uno altissimo che si sposa una bassa e così via. Oltre la bellezza del corpo c’è l’anima, c’è la sensibilità, non so cosa abbia trovato John Lennon in Yoko Ono ma magari sarà stato felicissimo, mentre Paul Mc Cartney ha sempre scelto bellezze tranquille. Brigitte Bardot da Vadim in poi ha collezionato una serie di uomini molto diversi tra loro ma poi si è dedicata solo ai gatti. Warren Beatty, che è del 1937, è stato il più grande seduttore del mondo ma non conferma né smentisce il numero di conquiste femminili che gli è stato attribuito nella celebre biografia non autorizzata a firma di Peter Biskind. Se siano state davvero 12.775 forse non lo saprà mai nessuno, nemmeno la moglie Annette Bening con la quale sta dal 1992. Il grande del “Manifesto” Lucio Magri, che a Beatty somigliava, è stato un grande seduttore, poi però si sposò e dopo la scomparsa della moglie ha deciso di non vivere più e di lasciarsi morire. Il più bell’uomo di tutto il cinema, Paul Newman, nel 1958 sposò in seconde nozze l’attrice Joanne Woodward, con la quale è rimasto sino alla morte nel 2008. Grande amore della vita del bellissimo Robert Redford è stata l’attrice Lola Van Wagenem con cui è stato sposato dal 1958 al 1985 e da cui ha avuto tre figli. Nel 2009 l’attore si è risposato con la pittrice tedesca Sibylle Szaggars, che lo ha accompagnato fino al 2025. Dietro ogni grande uomo si dice ci sia una grande donna, ma sulle combinazioni imprevedibili dei sentimenti siamo davvero alle varie ed eventuali.
