Uno dei pochi che capisce la materia, Bilancio Preventivo 2026-2028 del Comune di Lamezia Terme”, Antonio Sirianni, ex segretario del PD di Lamezia, ha posto una domanda precisa: come possono un Sindaco e un’Amministrazione di un Comune come il nostro, a cui di recente è stato approvato il piano di riequilibrio con tutta una serie di prescrizioni, approvare un bilancio senza aver discusso il parere dei revisori, soprattutto in Commissione? Tali prescrizioni sono state ribadite anche nella “Relazione al Parlamento sui Comuni in situazione di crisi finanziaria” da parte della Corte dei Conti. È quindi evidente che un’approvazione in siffatto modo sarebbe stata oggetto di un probabile ricorso da parte di qualche consigliere comunale e, in ogni caso, sarebbe stata sicuramente attenzionata dalla stessa Corte dei Conti”.
(Antonio Cannone) Sono due le delibere della Corte dei conti inviate al Comune di Lamezia Terme per avere chiarimenti sullo “stato finanziario” dell’Ente di via Perugini. La numero 53 e la numero 54 del 24 marzo 2026. Verifiche oggetto di polemiche fra i partiti ma dalle quali, a di là delle interpretazioni e degli “alibi” da parte dell’Amministrazione, emergono verità inconfutabili sulle condizioni in cui versa il Comune di Lamezia Terme. Della seconda delibera tuttavia, si sa poco o nulla, pur se precede numericamente quella ormai “nota” e dibattuta.
Si tratta della numero 53 che si occupa dei controlli interni al Comune di Lamezia, dedicando un’appendice ai Fondi Pnrr e come detto, nonostante pubblicata sul sito dell’Ente, poco o per nulla conosciuta.
Secondo la Corte, il Comune deve “dotarsi di un sistema di controllo sul Pnrr adeguato alla normativa ed integrato dalle previsioni regolamentari”.
Infatti
1)”l’Organo politico (il Comune) non ha emanato specifiche direttive al fine di ottimizzare il ciclo di gestione tramite auditing finanziarie contabili/performance.
2) Ancora, il sistema informativo: non raccoglie i dati sullo stato di avanzamento procedurale, finanziario e fisico degli interventi del Pnrr, al fine di garantire la successiva archiviazione informatica nel sistema ReGis;
3) I sistemi informatici non integrano tempestivamente i flussi informativi a supporto della funzione strategica e di quella gestionale, ciò che gli comporterebbe una verifica in corso d’opera circa il reale conseguimento degli obiettivi del Pnrr nei tempi programmati, permettendo di adottare eventuali provvedimenti correttivi nel corso della gestione”.
Con la delibera numero 54, quella più citata nei giorni scorsi ed oggetto di polemiche tra le forze politiche, l’organo di controllo dava indicazioni più o meno conosciute e rese pubbliche in parte dalla stessa Amministrazione che ha cercato di fornire risposte.
La Corte dei conti ha disposto quindi “che il Comune di Lamezia, entro 60 giorni dalla comunicazione, con misure correttive idonee a rimuovere le criticità sopra evidenziate, provveda”:
1) a costituire gli accantonamenti a garanzia del debito residuo per la fornitura idropotabile relativa agli anni 1981-2004 e per il debito Rsu verso la Regione Calabria in sede di rendiconto dell’esercizio 2025;
2) a trasmettere l’atto consiliare di ripiano del disavanzo residuo ex art. 243 quinquies del Tuel;
3) a trasmettere l’atto consiliare di ripiano della quota di disavanzo applicata al Bilancio 2024 e non recuperata;
4) a monitorare i flussi di cassa rinvenibili sul portale Siope al fine di addivenire alla concordanza e attendibilità dei dati riportati fra i vari documenti contabili, e a garantire la trasparenza e correttezza degli stessi;
5) alla corretta determinazione del fondo pluriennale vincolato e della parte vincolata/destinata agli investimenti del risultato di amministrazione;
6) ad adeguare in maniera congrua gli accantonamenti a titolo di: fondo contenzioso/passività potenziali, fondo crediti dubbia esigibilità e fondo perdite società partecipate, in sede di rendiconto dell’esercizio 2025;
7) alla definizione tempestiva delle partite discordanti con le società Partecipate, adottando i necessari atti di regolarizzazione e le eventuali rettifiche e accantonamenti contabili, dandone evidenza nei successivi documenti di rendicontazione;
8) a monitorare le cause legali, le procedure in essere e le passività, al fine di limitare il reiterato riconoscimento di debiti fuori bilancio e i pignoramenti; adottare azioni concrete per migliorare la capacità di riscossione delle entrate proprie e per recupero evasione”.
Insomma, niente di nuovo sotto il sole del comune di Lamezia, il quale nonostante maggioranze diverse che si succedono negli anni, presenta sempre le stesse criticità rilevate dalla Corte “ai sensi dell’art. 148 bis del Tuel, in quanto suscettibili di pregiudicare gli equilibri di bilancio dell’Ente, ora con riferimento all’esercizio 2024:
A) i mancati accantonamenti a garanzia del debito residuo per la fornitura idropotabile relativa agli anni 1981-2004 e per il debito Rsu verso la Regione Calabria;
B) la non corretta determinazione del fondo contenzioso/passività potenziali, del fondo crediti dubbia esigibilità e del fondo perdite società partecipate;
C) la mancata completa riconciliazione dei rapporti finanziari intercorrenti tra l’Ente e le società partecipate; l’inattendibilità della Fpv (Fondo pluriennale vincolato) di parte capitale e della parte vincolata/destinata agli investimenti;
D) il reiterato riconoscimento di debiti fuori bilancio e ridondante presenza di pignoramenti;
E) le discordanze tra gli incassi e i pagamenti;
F) la lentezza delle riscossioni delle entrate proprie in conto residui e dell’attività di recupero evasione”.
Secondo Sirianni: “dall’ennesima deliberazione della Corte dei Conti, in questo caso sul consuntivo 2024, si può facilmente desumere che vi sono ulteriori milioni di euro da ripianare, pertanto il problema appare molto più serio di quanto si voglia far apparire. In quest’ultima delibera della Corte c’è molto su cui riflettere: non si tratta più soltanto di diversi modi di imputare una voce, con conseguenti differenti importi da ripianare, ma addirittura di errori nella base di calcolo, come nel caso degli accantonamenti sulle partecipate”.
In conclusione, come dice Sirianni: tutto ciò che è stato affermato in questi anni, fino all’ultima campagna elettorale, circa un Ente completamente risanato, non corrisponde al vero.
(frasco) Al Comune di Lamezia, se è possibile ricavare una lezione da tali dati e criticità risalenti ai decenni passati (i sistemi informatici non integrano tempestivamente i flussi informativi; riscossione tributi inceppata; mancati accantonamenti; troppi debiti fuori bilancio), non c’è nessuno che sia in grado di affrontare le criticità evidenziate dalla Corte dei Conti, però molto probabilmente ci sono diversi professionisti in grado di farlo che abitano a Lamezia. Sta in questo scarto la tragedia della politica lametina, problemi vecchi, ma dentro la fabbrichetta del Comune nessuno è in grado di risolverli.
