Var, e se fosse sbagliata la causa dell’introduzione?

Giornalisti In un calcio ormai senza più alcun interesse e appeal (soprattutto per i giovani ) sono i principali responsabili del fatto che si parli solo di episodi arbitrali. E’ la legge della domanda. Chi compra più un giornale per leggersi cronaca e commento di una partita? Ogni tifoso legge solo le polemiche a favore della sua squadra. Per rinforzare il convincimento.

Oggettività. Dopo la goal tecnology che come nel tennis sentenzia se la palla sia entrata, si è tentato di assicurarla a tutti gli altri centinaia di episodi che avvengono in una partita. Ma anche in diritto l’oggettività non esiste, perchè per es. la fattispecie “rapina” può essere declinata in tanti modi diversi e le interpretazioni di una norma sono tantissime. Nonostante Cassazione e Appello, ogni giudice italiano è sottoposto solo alla legge, e quindi sentenzia come vuole. Per ragioni di tempo poi Var e arbitri non possono cercarsi con calma il precedente (come nel sistema americano) che crea una analogia. Cambiando le condizioni atmosferiche e il campo, ogni episodio critico è impossibile risolverlo ricorrendo al precedente. Questione a volte di sfumature che cambiano tutto. Per esempio, sino a che punto si deve tornare indietro per esaminare episodi dubbi che inficiano il goal? L’arbitrarietà e la soggettività non possono essere eliminati mai neppure con la tecnologia come se il calcio fosse regolato come il tennis. Infine se per oggettivizzare tu crei una norma scritta, anch’essa dagli interpreti sarà usata a proprio uso e consumo.

Fuorigioco. Ecco l’esempio di come nel calcio il tentativo di ottenere l’oggettività ha finito per svilire il senso della regola stessa. Il fuorigioco per una unghia ha snaturato il motivo per il quale venne introdotta la regola.

Commentatori Quelli competenti di calcio sono rimasti pochi, è chiaro che Condò non ne parla come Zazzaroni. Del gioco e della sua continua evoluzione se ne occupano pochi, e l’esperienza di vecchi campioni e allenatori li porta a cristallizzare le loro opinioni, non avendo sovente nè il tempo nè la voglia di aggiornarsi.

Arbitri Ad un certo punto il tentativo di sembrare oggettivi li ha portati a prendere la parola per spiegare la decisione. Lo fanno in campo dopo il Var e in tv con Open Var. Confondono ancora di più perchè la motivazione di una decisione a sua volta è sempre criticabile. Sono diventati quindi i protagonisti in negativo di uno sport che ha le sue fazioni e tribù. Si discute di loro invece che di gioco, perchè sono la giustificazione di vittimisti, complottisti, fallimenti sportivi, dei veri diversivi dialettici, inoltre la polemica attira molto di più di analisi tattiche e strategiche. Un comodo paravento per presidenti, allenatori, giocatori, ultras. Una manna per social e commentatori improvvisati.

Errore. Si è detto che il Var sarebbe intervenuto solo in caso di evidente errore dell’arbitro, con la conseguenza che se interviene si discute se l’errore sia evidente, se non interviene ci si chiede perchè non lo abbia fatto. L’evidenza è anche interpretabile. Il tentativo di oggettivare le decisioni, dell’arbitro e del Var, essendo nel calcio le fattispecie concrete innumerevoli, hanno reso la fattispecie astratta come un elastico che può essere tirato da entrambi i lati.