Il prof influencer Schettini e la libertà italiana del voto a piacimento

Il prof. pugliese Vincenzo Schettini insegna fisica oltre ad essere un noto influencer. Ora è al centro di una polemica per come attribuisce i voti nella scuola pubblica dove insegna. Ma è possibile, mi chiedo, che nel 2026 ancora si consenta in Italia ad ogni docente di attribuire i voti agli alunni a suo piacimento? La “libertà di voto e di insegnare” è storicamente data ai nostri docenti in cambio di stipendi bassi. Basterebbe che i voti finali fossero attribuiti con prove oggettive e cambierebbe tutto. Per docenti, alunni e genitori. La scuola italiana verificherebbe così gli apprendimenti veri.

Schettini accusato da ex studenti. Altri lo difendono «I voti erano legati ai like». Bufera sul prof influencer (Corsera)

Assenze frequenti a scuola, voti più alti per chi commentava le dirette pomeridiane su YouTube, lezioni alla lavagna sacrificate per creare video per il suo canale. Alunni e un genitore lo accusano, altri, rappresentanti di classe, studenti e personale della scuola dove insegna, l’Iss Luigi dell’Erba di Castellana Grotte (Bari), lo difendono. Vincenzo Schettini è al centro di una bufera mediatica. Il polverone si alza quando il prof-influencer pugliese rilascia un’intervista al podcast «Passa dal Bsmt», in cui dichiara che in futuro i professori lavoreranno part-time e venderanno le loro lezioni online. Sul suo canale Instagram, «La fisica che ci piace», tenta di rimediare, affermando di aver parlato «di cultura e non di scuola o istruzione, gratuita e accessibile a tutti» e denuncia commenti omofobi.

La vicenda spalanca le porte alle critiche al suo metodo didattico. Un ex studente dichiara al portale Mow: «Le lezioni tradizionali alla lavagna erano rare. L’obiettivo principale era spesso registrare contenuti per YouTube». All’inizio dell’ora, «venivano coinvolti alcuni studenti per reggere smartphone, luci e supporti tecnici. Se un passaggio non risultava convincente o l’inquadratura non era soddisfacente, la registrazione ripartiva da capo». E ancora: «Il professore organizzava lezioni online — prosegue lo studente — sugli stessi argomenti delle interrogazioni del giorno dopo. Per avere un incremento del voto, bisognava partecipare attivamente commentando durante la live».

Schettini replica postando la lettera di 24 rappresentanti, attuali e passati, dell’istituto che intervengono, con nome e cognome «per dire che da sempre il prof ha dimostrato di essere uno che invoglia gli studenti a studiare, ad appassionarsi alla fisica». Nella scuola lo difendono. «Il prof non ha mai barattato voti in cambio di visualizzazioni», afferma Andrea Fanelli, collaboratore della dirigente. Ma emerge che tra i firmatari della lettera pro Schettini ci sono una persona che ha legami professionali con lui e sua sorella. A renderlo noto è Selvaggia Lucarelli che nella sua newsletter, «Vale Tutto», pubblica nuove testimonianze, tra cui quella di una rappresentante di classe che si lamentò con Schettini: «“Lei professore — disse il genitore — non può chiedere ai ragazzi di seguirla e di fare le domande su YouTube”». Poi aggiunge: «Le domande in classe non contavano, andavano fatte sul suo canale. In quel caso aumentava il voto senza nasconderlo». Parlano altri ragazzi: «Il professore chiedeva di vedere i suoi video e di commentarli. Poi dovevi consegnargli dei report (cioè fare lo screenshot del commento sotto al video con la url) e ti alzava il voto di due punti». E ancora: «Molto spesso Schettini mancava alle lezioni, venivano supplenti. Non ho un bel ricordo di lui, non distingueva l’insegnamento dal resto. Oggi sono all’università e ho lacune di fisica. Avevo 8, ma più di quello non potevo avere perché poi c’era il +2 del report. L’ho fatto una volta sola e basta, mi scocciava». Al momento, Schettini non rilascia dichiarazioni.