Lucio Presta è nato a Cosenza il giorno di San Valentino del 1960. Lui nasce, e la sua mamma muore di parto. Vivrà con suo padre -poco perché lo collocherà presto in collegio- ed avrà con lui un perenne rapporto conflittuale. Un padre padrone, Presta senior, che avrebbe voluto il figlio sottomesso al suo denaro e alla sua volontà.
L’ombra di questo Crono che mangia il figlio per non essere spodestato dal suo trono ricorrerà tra le righe dell’intera narrazione. Lucio Presta vive nel bisogno di essere amato e dunque scelto ogni giorno dai suoi artisti. E, quando lo abbandonano non lo accetta, ne soffre, e reagisce attribuendo la colpa ad altre persone, per non ammettere che il suo sentimento era malriposto.
Come se la scelta di non volerlo più non possa dipendere da loro, come i suoceri che, davanti alla presunta colpa di un figlio, tendono ad attribuirne la causa alla persona che gli sta accanto, perché non tollerano l’idea che il sangue del loro sangue possa avere sentimenti meno grati per averlo messo al mondo.
Sicché questo inizio di vita così irto di difficoltà sarà al contempo la fortuna e la debolezza di Lucio Presta, un acquario impulsivo e dall’ira potente, capace anche di grandi vendette, e questo libro ne è una, ma in fondo questo libro è una canzone triste dell’amore perduto.
Presta inizia a lavorare nel mondo dello spettacolo come ballerino di fila per cinque edizioni di Fantastico e finisce per diventare uno dei manager più importanti del panorama italiano degli artisti televisivi, oltre che un producer di spettacoli. Allora contava il talento e la capacità di fare, ma prima ancora contava la capacità di imparare e restare umili, come farà il giovane Lucio che avrà l’intuizione di entrare in società con un grandissimo agente dell’epoca, Vittorio Ratti per cui, nel corso del libro, non avrà altro che parole di di infinita gratitudine.
“Ogni settimana mi concedo un momento per riabbracciare le persone che ho amato e che non ci sono più. Vado al Verano, faccio una passeggiata fino alla sua tomba (quella di Ratti) che è a pochi passi da quella di mia moglie Emanuela, la mamma dei miei figli. Ho voluto che fossero seppelliti vicini perché entrambi sono una parte del mio cuore che non c’è più) – (pag. 78 del libro)
Ed è proprio ad Emanuela (e ai loro figli) che l’autore dedica questo libro e anche questa cosa non è scontata affatto, anzi, è rivoluzionaria nel mondo dei sentimenti. Perchè Lucio Presta, dopo la sua morte, si è innamorato di Paola Perego, e l’ha sposata. Ma è stata la moglie precedente, quando era agli inizi della sua professione, ad averlo guidato e consigliato.
Il senso della gratitudine, ve lo anticipo, è il tema del libro a cui mi sono più appassionata. Oggi Lucio Presta non ha più il potere di fare e disfare i palinsesti televisivi di Rai (e anche di Mediaset) come un tempo, tutt’altro. Tanto che lo potremmo definire un uomo in disgrazia, se non fosse che ha ancora due artisti in scuderia che non lo hanno mai lasciato andare e che io considero la migliore garanzia professionale per Presta. Antonella Clerici e Roberto Benigni. (Raffaella Fortunato)
Renato Franco sul Corsera ha intervistato l’agente Lucio Presta (Tipi d’Italia «Sono leale, se tradito m’incendio L’amicizia con Bonolis mi manca, ma dovevo difendermi da sua moglie. Amadeus ha fallito, non è Fazio») sul suo libro «L’uragano. Sole, fulmini e saette» (ed. Piemme).
(Maria Volpe) «L’uragano. Sole, fulmini e saette», quale miglior titolo per il libro scritto da Lucio Presta? Edito da Piemme, l’agente degli agenti si racconta – dagli esordi come ballerino a Fantastico fino a diventare il più potente agente televisivo italiano – ma soprattutto in questa autobiografia rivela retroscena gustosi sul mondo della tv, litigi, amicizie, inimicizie. Rivelazioni e dietro le quinte dello star system, molto curiosi che già girano in rete. Il più appetitoso è certamente quello legato alla fine del rapporto professionale e dell’amicizia con Paolo Bonolis. Secondo il popolare agente televisivo, ad allontanarlo dal conduttore Mediaset sarebbe stata la ex moglie, Sonia Bruganelli. Tra Sonia e Lucio negli ultimi tempi non correva buon sangue, inizialmente per questioni lavorative poi si è aggiunto altro, tanto da incrinare un rapporto che è stato solido per anni, tra successi tv e vacanze spensierate.
Bonolis, infatti, reduce dalla separazione con Bruganelli, avrebbe cominciato a considerare l’ipotesi di tornare in Rai, come gli suggeriva il suo agente. Ma Presta sostiene che Sonia non sarebbe stata d’accordo perché, se Bonolis fosse passato al servizio pubblico, lei non avrebbe più potuto produrre i suoi programmi, con evidenti perdite economiche. Inoltre, a lei sembra facesse comodo che l’ex marito rimanesse a Mediaset per avere maggiori possibilità di ottenere un ruolo da opinionista all’Isola dei Famosi, e altri ruoli.
A quel punto, Bruganelli, per screditare Lucio agli occhi dell’ex marito, avrebbe mentito a Bonolis, rivelandogli di averlo tradito proprio con Presta. Circostanza, quella del tradimento, che la donna aveva già svelato nella sua intervista a Belve, dalla Fagnani, pur senza rivelare l’identità del suo amante. Ma Presta avrebbe immediatamente negato la ricostruzione di Bruganelli e risposto a quella che riteneva una bugia, facendo a Bonolis l’elenco dei presunti amanti della moglie.
Ecco il passaggio clou: «Ti vorrei dire che tua moglie è stata con quel chirurgo, quel noto conduttore, quel noto cantante che ha vinto Sanremo, quel noto ballerino, quel dirigente e altri che vorrei evitarti, con un artista di un musical, forse una delle poche volte che l’ho vista innamorata di un uomo. E attenzione, quella persona l’hai portata con te e con me a Firenze». Un elenco che, secondo Presta, sarebbe stato la stessa Bruganelli a rendere noto, confidandosi con persone a lei vicine.
Inevitabile che Presta e Bonolis si allontanino: inizialmente, il conduttore avrebbe chiesto all’agente di continuare a frequentarsi di nascosto dall’ex moglie, per poi fare definitivamente un passo indietro. Presta aggiunge di poter provare tutto quello che racconta nel suo libro a proposito di questa vicenda e di aver registrato l’incontro con il conduttore Mediaset.
«Voglio continuare a illudermi perché la sua (di Bonolis) è la sindrome di Stoccolma, probabilmente è perdutamente innamorato del suo aguzzino ed è prigioniero di un maleficio», conclude Presta, attribuendo alla presunta bugia di Bruganelli la responsabilità di aver determinato la fine del rapporto privato e professionale con il suo assistito. Che ammette gli manca moltissimo. I due erano davvero molto legati
E c’è un’altra moglie su cui affila le armi, Presta: Giovanna Civitillo, sposa di Amadeus. Sarebbe stata lei a spargere zizzania tra il marito e l’agente, mettendo una pulce nell’orecchio di Ama: tu ce la fai da solo, di fatto gestisci il Festival di Sanremo e lui si prende i meriti. E così , il rapporto, evidentemente già vacillante, finisce. Ma se per Paolo Bonolis, Lucio nutre affetto e lo considera una vittima, su Amadeus no. Lo considera avido e sciocco. Amore eterno e stima per Roberto Benigni. Presta ha cominciato con lui (il vecchio agente del premio Oscar, quando morì glielo lasciò in «eredità») e i due non si sono mai lasciati.