Il suono inconfondibile dei Supertramp

(20/11/24 Billboard IT) I Supertramp sono una delle band britanniche più iconiche degli anni ’70 e ’80, noti per il loro stile unico che fonde art rock, pop e progressive rock. Fondati nel 1969 da Rick Davies, i Supertramp hanno creato un suono inconfondibile, caratterizzato da melodie ricercate, arrangiamenti complessi e testi riflessivi. La carriera dei Supertramp ha raggiunto l’apice con l’album Breakfast in America, ma la loro eredità si estende ben oltre, grazie a un catalogo di canzoni che hanno saputo catturare l’immaginazione del pubblico globale.

Gli inizi
I Supertramp nacquero come progetto di Rick Davies e Roger Hodgson. Il loro primo album omonimo, uscito nel 1970, mescolava influenze di rock progressivo, jazz e blues, e si distingueva per un suono sperimentale e complesso. Tuttavia, nonostante l’ambizione del progetto, il disco non ottenne il successo sperato, e lo stesso destino toccò al secondo album, Indelibly Stamped (1971). Questi primi lavori mostrano una band ancora alla ricerca della propria identità, con lunghe composizioni strumentali e testi criptici.

La svolta di Crime of the Century
Il vero punto di svolta nella carriera dei Supertramp arrivò con l’uscita di Crime of the Century nel 1974. Con questo album la band trovò il proprio equilibrio tra accessibilità pop e ambizione artistica. Il disco fu il primo a vedere la band nella formazione classica, con Davies alle tastiere e alla voce, Hodgson alla chitarra e voce, John Helliwell ai fiati, Bob Siebenberg alla batteria e Dougie Thomson al basso.

Crime of the Century conteneva alcuni dei brani più iconici del gruppo, come Dreamer e School, che catturavano l’attenzione per le loro melodie orecchiabili, i testi riflessivi e i complessi arrangiamenti orchestrali. L’album è considerato uno dei migliori esempi di rock progressivo dell’epoca, grazie alla sua fusione di elementi sinfonici e una produzione elegante. Il tema dell’album, incentrato sull’alienazione e la lotta contro le convenzioni sociali, risuonò profondamente tra il pubblico.

La crescita del successo
Con Crisis? What Crisis? (1975) e Even in the Quietest Moments (1977), i Supertramp continuarono a evolversi, raffinando ulteriormente il loro sound e guadagnando un seguito sempre più ampio. Give a Little Bit, tratto da quest’ultimo album, divenne uno dei singoli più celebri della band, caratterizzato da un semplice riff acustico che si trasformava in un inno corale. I testi di Hodgson, spesso intrisi di introspezione e spiritualità, si mescolavano perfettamente con le composizioni di Davies, che aggiungevano un tocco più terreno e grintoso.

L’equilibrio creativo tra Davies e Hodgson era fondamentale per il successo della band. Le canzoni di Hodgson tendevano ad essere più melodiche e radiofoniche, mentre quelle di Davies erano più orientate verso il blues e il jazz, con testi che esploravano temi come la lotta interiore e la condizione umana.

L’apice della popolarità
Il 1979 fu l’anno in cui i Supertramp raggiunsero il picco della loro carriera con l’uscita di Breakfast in America, l’album che li avrebbe consacrati come superstar a livello mondiale. L’album presentava un suono più pop e commerciale rispetto ai lavori precedenti, ma mantenne l’inconfondibile sofisticazione musicale e lirica della band. Con canzoni come The Logical Song, Goodbye Stranger, Take the Long Way Home e la title track stessa, l’album scalò le classifiche internazionali, vendendo oltre 20 milioni di copie.

The Logical Song, scritta da Hodgson, è uno dei pezzi più rappresentativi dei Supertramp. Il testo esplora la perdita dell’innocenza e la disillusione che arriva con l’età adulta, mentre la melodia accattivante e l’arrangiamento di synth la resero una hit immediata. Al tempo stesso, Goodbye Stranger, firmata da Davies, mostrava il lato più funky e blues del gruppo, con il suo ritornello contagioso e il dialogo tra chitarre e tastiere.

Nonostante il successo commerciale di Breakfast in America, i rapporti all’interno della band iniziarono a deteriorarsi, in particolare tra Davies e Hodgson, i principali compositori. Le divergenze creative e personali sarebbero diventate più evidenti negli anni successivi.

Il declino
Dopo il tour di enorme successo legato a Breakfast in America, i Supertramp pubblicarono …Famous Last Words… nel 1982, un album che, pur avendo prodotto alcuni successi, non riuscì a replicare l’impatto del suo predecessore. Durante la registrazione dell’album, le tensioni tra Davies e Hodgson raggiunsero il culmine e Hodgson decise di lasciare la band per intraprendere una carriera solista.

L’uscita di Hodgson segnò la fine di un’era per i Supertramp. La sua voce alta e distintiva, insieme al suo approccio melodico, era stata un elemento chiave del suono della band. Tuttavia, Davies decise di proseguire con i Supertramp senza di lui, continuando a pubblicare album come Brother Where You Bound (1985) e Free as a Bird (1987). Sebbene questi lavori contengano ancora momenti degni di nota, come il brano di protesta politica Brother Where You Bound, la band non riuscì mai a raggiungere lo stesso livello di popolarità e impatto artistico degli anni ’70.

Il ritorno
Dopo un periodo di inattività negli anni ’90, i Supertramp si riformarono con Davies alla guida e pubblicarono Some Things Never Change (1997) e Slow Motion (2002). Questi album, pur apprezzati dai fan di lunga data, non riuscirono a riconquistare il pubblico mainstream. I tentativi di una possibile reunion con Hodgson non andarono mai in porto, con le divergenze personali e artistiche tra i due leader che impedirono una vera riconciliazione.

**** L’abbandono di Roger Hodgson ****

(2015,Repubblica/Intervista di Michele Chisena a John Helliwell)  Oltre 30 anni sono passati, ci può dire perché realmente Hodgson lasciò i Supertramp?
“Ah! Ah! (ride, ndr). La mia interpretazione dei fatti è che lui non aveva più brani da proporre. Facevamo in media un disco ogni due anni, forse per stanchezza o mancanza di stimoli non riusciva più a scrivere con quella pressione e intensità. Per questa ragione decise di intraprendere una carriera solistica più tranquilla”.

Roger Hodgson al centro, Rick Davies in alto a dx