Schlein vuol fare l’unità con Giuseppi che dice le stesse cose di Salvini

Balzac: «L’ambizioso s’immagina al culmine del potere e intanto si umilia nel fango del servilismo».

Mentre i leader di Francia, Germania e Gran Bretagna premono disperatamente su Donald Trump affinché non abbandoni l’Ucraina e sostengono gli sforzi diplomatici di Volodymyr Zelensky per rendere accettabile il cosiddetto piano di pace cucinato al Cremlino e fatto proprio dalla Casa Bianca, in Italia i principali sostenitori dell’asse trump-putiniano sembrano avere perso ormai del tutto i freni inibitori. «Io non tolgo soldi alla sanità italiana per fare andare avanti una guerra che è persa», dichiara il leader della Lega Matteo Salvini. «L’Ue ha fallito… lasciamo che a condurre il negoziato siano gli Stati Uniti», dice il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte. Com’era quella citazione di Balzac?

**** (Massimo Franco, Corsera) A sorprendere chi era poco attento ai segnali alla Casa Bianca della nebulosa post-grillina è invece l’esternazione di Conte.

L’ex premier del M5S, dopo avere liquidato la strategia dell’Ue come perdente e additato una Giorgia Meloni che «rimane nel mezzo, silente», ha scolpito: «Lasciamo che a condurre i negoziati siano gli Stati Uniti».

Per Elly Schlein, segretaria del Pd, riprende corpo il fantasma di una politica estera slabbrata; e di uno strappo a favore di Trump. Può essere uno scarto ascrivibile alla competizione sulla candidatura a Palazzo Chigi tra Pd e Cinque Stelle. Ma non solo.

Nell’appiattimento di Conte sulla Casa Bianca si indovina un rapporto subalterno nato durante gli anni a Palazzo Chigi; e sopravvissuto grazie all’antieuropeismo dei Cinque Stelle e al loro pacifismo filo-russo, che ormai si salda con la strategia degli Usa tumpiani. Sarebbe bastato registrare il coro di «benedetto Trump», intonato dalla stampa vicina al M5S.

Dopo la mediazione-ultimatum americana, e gli insulti a Ucraina e Ue, il populismo europeo si sente dalla parte dei più forti.

D’altronde, una prima bozza della relazione sulla sicurezza nazionale americana resa nota ieri, oltre a dare per morta l’Ue invitava a collaborare con Paesi come «Austria, Ungheria, Polonia e Italia» per allontanarli dall’Europa: passaggio poi scomparso. Lega e M5S si candidano a corifei di questo smarcamento, seppure improbabile per l’Italia. Ma alle componenti moderate della sinistra rimane solo il sarcasmo. (…) Insomma, le contraddizioni sulla politica estera stanno lievitando, anche se nessuno vuole o può ammetterlo.