“Mamma ho perso l’aereo” perchè passano gli anni e si gusta di più

(****Camilla Sernagiotto)
Mamma, ho perso l’aereo è tornato nelle sale italiane in occasione del suo 35° anniversario, riportando sul grande schermo uno dei film natalizi più riconoscibili e amati del cinema contemporaneo.

Viene dunque riproposto un vero classico, presentato per la prima volta al pubblico statunitense nel novembre 1990 con la prima di Chicago, e divenuto uno dei simboli assoluti degli anni ’90, grazie anche alle sue candidature a due Oscar e due Golden Globes.

Il pubblico italiano potrà ritrovare Kevin, il bambino accidentalmente lasciato solo mentre la sua famiglia partiva per le vacanze natalizie. Il suo ingegno, messo alla prova dall’arrivo di due ladri maldestri, ha dato vita ad alcune delle sequenze più note della commedia contemporanea, contribuendo al successo mondiale di Macaulay Culkin. L’unione tra comicità, ritmo e sentimento ha conferito al film un’identità che continua a rinnovarsi, sostenuta dalla celebre colonna sonora originale composta da John Williams.

Un cult di Natale
Considerato uno dei titoli simbolo del cinema natalizio statunitense, Mamma, ho perso l’aereo (in originale, Home Alone) nacque nel 1990 dalla penna e dalla produzione di John Hughes, con la regia affidata a Chris Columbus.

La storia, ambientata a Chicago, ruota attorno all’ottoenne Kevin McCallister, dimenticato a casa dai familiari nella confusione della partenza per Parigi durante le festività. Rimasto solo, mentre i genitori e i parenti tentavano disperatamente di tornare da lui, il bambino si trovava a proteggere la propria abitazione dall’arrivo dei ladri Harry e Marv, due malintenzionati destinati a scontrarsi con la sua imprevedibile inventiva.

Un film da incassi record
Il film non ottenne da subito un consenso unanime. Tuttavia, negli anni successivi, il giudizio del pubblico e della critica cambiò radicalmente, con apprezzamenti rivolti al cast, al ritmo comico e alle musiche. L’opera arrivò a incassare 476,7 milioni di dollari nel mondo, conquistando il primato di commedia live-action con il maggiore incasso fino all’uscita di Una notte da leoni 2 nel 2011 e trasformando Macaulay Culkin in una celebrità internazionale.

La produzione
La produzione di Mamma, ho perso l’aereo fu segnata da imprevisti, scelte coraggiose e una lunga serie di aneddoti che negli anni sono diventati parte integrante della sua leggenda. Le riprese, iniziate nel febbraio del 1990, videro il budget lievitare rapidamente, passando dai 10 ai 18 milioni di dollari: un aumento tale da spingere la Warner Bros. a interrompere il progetto, poi ripreso dalla Fox, che intuì il potenziale del film.

Per il ruolo di Marv, il regista Chris Columbus puntò subito su Daniel Stern, che inizialmente rifiutò per questioni economiche; la sua sostituzione non funzionò e Stern venne richiamato, formando con Joe Pesci una delle coppie comiche più iconiche degli anni ’90. La scelta del giovane protagonista arrivò solo dopo aver visionato duecento bambini: fu Macaulay Culkin, suggerito da John Hughes, a conquistare il ruolo. Proprio Hughes convinse anche John Candy ad accettare una piccola parte: l’attore partecipò quasi gratuitamente e improvvisò la maggior parte delle sue scene.

Sebbene ambientato a Chicago, il film fu girato in gran parte a Winnetka, dove gli interni della casa dei McCallister vennero ricostruiti nella palestra di una scuola superiore. Gli stunt, spesso pericolosi, furono realizzati senza imbracature, con Stern e Pesci costretti a trattenere le imprecazioni per mantenere il tono familiare della pellicola. Tra i dettagli più curiosi, la tarantola apparsa nel film era reale e la famosa scena del gangster movie che Kevin guarda in televisione fu girata appositamente. Anche alcune trovate sul set nacquero per sensibilità etiche: la foto della presunta fidanzata di Buzz ritrae in realtà un ragazzo truccato, scelta fatta per evitare di ridicolizzare una vera adolescente.

Distribuzione
La distribuzione di Mamma, ho perso l’aereo contribuì in modo decisivo al suo rapido successo internazionale. Il poster ufficiale, con un giovanissimo Macaulay Culkin immortalato nell’iconica espressione di terrore davanti alla casa, fu concepito come una parodia moderna de L’urlo di Edvard Munch, diventando in breve uno dei materiali promozionali più riconoscibili degli anni Novanta.

****Questo film, e ciò spiega il successo ancora ininterrotto presso il pubblico dopo 35 anni, può essere gustato a qualsiasi età. Anzi, il suo segreto sta proprio in questo, che visto a 15 anni ti piace ma se lo vedi dopo, a 30 anni o in qualsiasi altra età, le varie battute acquistano un altro valore.

****Sentire lo zio Frank (Gerry Bamman) nei panni di un avaro che dice alla mamma disperata per aver dimenticato il bambino:
Se ti può far star meglio… io ho dimenticato gli occhiali. è sempre un vero prodigio inventivo.

****Così come la scenetta nel film dell’attore John Candy passano gli anni ma rimane sempre gustosissima. 

“Polka polka polka” con John Candy

Uno dei momenti più gustosi del cult Mamma, ho perso l’aereo è il cameo in cui compare John Candy. E pensare che l’attore era furioso per essere stato pagato solo 414 dollari per la sua apparizione.

Vestito con indosso uno sgargiante giubbotto giallo, John Candy compare nella scena in cui Catherine O’Hara, che interpreta la madre di Kate, irrompe nella biglietteria all’aeroporto di Scranton, in Pennsylvania, mentre cerca disperatamente di tornare da suo figlio a Chicago.

Candy, nel ruolo della star della polka Gus Polinski, la interrompe con cautela spiegandole di poterla aiutare a fare ritorno a Chicago se non è un problema viaggiare con la sua e con la sua polka band in un furgone. Colui che si dichiara il “Re della Polka del Midwest” non ha un ruolo funzionale al plot, ma la sua apparizione aggiunge un elemento comico ulteriore, la classica ciliegina sulla torta.

Il regista Chris Columbus ha rivelato a Insider che tutte le battute di John Candy furono improvvisate:

“Niente di ciò che dice era nel copione. La storia del funerale è stata improvvisata alle 4:30 del mattino. Ascoltando John, faticavamo a restare seri.”

Nonostante il suo prezioso contributo comico, John Candy non ha ottenuto un riconoscimento adeguato per la sua partecipazione, vero e proprio favore ai produttori, che – secondo la serie Netflix The Movies That Made Us – gli fruttò solo 414 dollari lasciando l’attore nell’amarezza.

Il tutto di fronte all’incasso stratosferico ottenuto dal film che all’epoca incassò oltre 476 milioni diventando il più alto incasso comico negli USA di sempre. ***

Gus Polinski: Permetta che mi presenti, signora? Gus Polinski. Molto lieto. Il re della polka del Midwest! Eh? Ehm… I Kenosha Kickers. No? Ah, non fa niente. Pensavo mi avesse riconosciuto. Comunque… Ehm, sa, io ho avuto un certo successo qualche anno fa, perché io sono quello di “Polka polka polka polka polka polka!” No, eh?
Kate McCallister: No…
Gus Polinski: E Twin Legs Polka? Yamahoozie Polka? Kiss Me Polka?
Kate McCallister: Ehm…
Gus Polinski: Polka Twist, eh?
Kate McCallister: Sarebbero canzoni…?
Gus Polinski: Sì, ehm… Sì, ecco, nostri grandi successi. Almeno agli inizi degli anni ’70. Sì, ne abbiamo vendute ben 623 copie per l’esattezza!

 

La mamma di Kevin (Catherine O’Hara) trova un passaggio per Chicago: la band dello stralunato Gus Polinski (John Candy).