(3/9/25) Per capire i nostri politici che si presentano alle regionali 2025 calabresi consiglio un’ appassionante lettura, la saga di Fabrizio Roncone (l’ultimo libro è «Ogni nostro castigo», Marsilio), con le indagini dell’ex giornalista Marco Paraldi a Roma. In essa troverete il sottosegretario alla Giustizia, Bruno Santopadre, esponente di Italiani uniti, per il quale la politica è un modo per fare soldi (ed ecco il preciso riferimento all’unico tratto comune che tiene insieme la moltitudine di quelli che con casacche diverse si presentano alle Regionali). Come temevo con questi chiari di luna e il bipopulismo rosso nero che si mescola con il sovranismo del piccolo è bello, siamo ormai nel vivo dello scontro politico in vista del traguardo di Palazzo Campanella.
Siamo giunti finalmente ai Programmi, ed ecco a Voi il reddito di merito di Occhiuto per gli universitari e il reddito di dignità di Tridico, già inventore fallito del reddito di cittadinanza basato sui mitici Uffici di collocamento (I centri per l’impiego saranno il fulcro della rivoluzione per il lavoro: abbiamo stanziato 1 miliardo per rifarli da cima a fondo. Dobbiamo sapere dagli imprenditori le competenze di cui hanno bisogno per poter intervenire nel processo di formazione e andare incontro alle loro esigenze. Ci sono tanti nuovi lavori, tante nuove competenze richieste e tanti giovani che non vedono l’ora di dare il proprio supporto al Paese. Luigi Di Maio, 2018). La strana coppia di geni ben compresi Di Maio & Tridico Pasquale insediarono come nuovo presidente dell’Anpal Domenico Parisi, chiamato da Di Maio per importare in Italia il “Mississippi Works System”, un sistema centralizzato di matching dei dati domanda-offerta di lavoro. Nonostante l’immaginario creato su questo nuovo “salvatore della patria” ritornato dagli Usa, stupì che nessuna inchiesta giornalistica avesse rilevato che il Missisipi abbia una popolazione (2,9 milioni di abitanti) pari a quella di Roma e il principale settore produttivo sia l’agricoltura con il 29% della forza lavoro impiegata.
Ma se voi suonerete le vostre trombe noi suoneremo le nostre campane, per cui il terzo incomodo Francesco Toscano, candidato alla presidenza della Calabria con Democrazia Sovrana Popolare, è già intervenuto con una nota dura nei confronti del governatore Roberto Occhiuto e delle recenti dichiarazioni sul cosiddetto “reddito di dignità”. «Noi non proponiamo il reddito di dignità – afferma Toscano – ma la piena occupazione tramite l’intervento pubblico dello Stato, che deve assorbire la forza lavoro espulsa dal mercato privato.
Siccome anch’io non ne posso più di politicanti e promesse e tecnocrati e Cottarelli che mi fa le pulci ( siamo o non siamo Bruzi? o siamo lombardo-veneti?) sono straconvinto che i politici democraticamente eletti possono scegliere cosa si può o non si può fare. Stavolta non ho avuto tempo di presentarmi alle Regionali, altro che Bevilacqua conteso da tre partiti che alla fine ha scelto Salvini, a me solo Jasmine Cristallo di Catanzaro non mi avrebbe fatto telefonare, ma io col masochismo del Pd in salsa Schlein non so che farci. Io controllo qualcosa come circa 15 mila voti sul territorio, ma escludo i parenti altrimenti arriverei pure a 25mila. I conti, come quelli che solo tanti medici sanno fare, sono presto fatti. Io da preside ho diretto un istituto per 23 anni di ben 1200 alunni che in totale fanno 27.600, ma debbo aggiungere quelli di altri sette anni avuti come docente, da Cirò Marina a Vibo V., e poi togliere quelli che hanno cambiato scuola. Insomma a 15 mila voti ci arrivo ma non è questo il punto, è che ho delle proposte troppo convincenti e sono -ribadisco -straconvinto che i politici democraticamente eletti possono scegliere cosa si può o non si può fare.
Per cui io da presidente della Regione Calabria eviterei questi pannicelli caldi del reddito per gli universitari (che ci pensino i genitori a questi studenti) e del reddito di dignità, come se la Dignità potesse pesarsi, e valutarsi con una tabella o con un algoritmo. E anche la Piena Occupazione mi pare concetto troppo vago se pensate solo che se chiamate una decina di economisti delle università calabresi per farvi dire il numero esatto dei disoccupati calabresi, campa cavallo, non riescono a mettersi d’accordo neppure se li chiudete in conclave senza pane ed acqua.
Le cifre che in questi anni ho raccolto sono le più svariate. Noi calabresi dovremmo essere in tutto 1.838.000, le pensioni erogate risultano essere 770.003 comprese le 122.198 pensioni di invalidità civile con o senza accompagnatore (ben il 43% della popolazione reale). Rimane quindi poco più di un milione di calabresi che devono mantenersi. Siccome nel 2017 la Calabria aveva il record di indennizzi di invalidità, 77 abitanti su 1.000, il 7,7%, va scalato dal milioncino e arriviamo a 923mila calabresi da far lavorare, ma di questi 300mila sono minorenni e studenti. Quindi la prima cifra ufficiale è: 623mila calabresi che devono lavorare.
Prendiamo la misura che ha consentito ai 5Stelle di sfondare in Calabria nel 2018 con quella grande palla che avrebbe dovuto prendere il posto della Cassa per il Mezzogiorno per sconfiggere la povertà. Sarebbe ora molto più corretto chiamarlo Reddito di assistenza. Infatti in Calabria sono stati quasi 200.000, esattamente 197.000 calabresi che ne hanno usufruito considerando che il Reddito di cittadinanza ha coinvolto ben 87.226 nuclei familiari.
Inutile dire che nessuno di coloro i quali ne ha usufruito si è cancellato per avvenuta occupazione. Dei Navigator non diciamo nulla perché era ridicolo far trovare lavoro agli assistiti tramite altri assistiti. Certamente in tanti sommano il Reddito di Cittadinanza con qualche lavoro in nero in un sistema di illegalità diffusa che nessuno riesce a ridimensionare.
La media dell’importo del reddito di cittadinanza in Calabria è stato di 542 euro al mese. Tanti i furbetti (e gli zingari) che lo percepivano senza averne diritto che sono stati individuati, ma più controlli più scopri (7/9/21, Reddito di cittadinanza, smascherati 700 furbetti in Calabria, Gazzetta del Sud, Arcangelo Badolati). Solo adesso qualcuno ha capito che i controlli andavano fatti prima di erogare il reddito e non a babbo morto.
Dunque, veniamo alle mie proposte. Per sostenere a 542 euro al mese 623 mila calabresi per un anno intero la Regione deve stanziare 4miliardi, ovvero quanto si spende per la sanità, che ammonta a 3,9 miliardi. Basti pensare che secondo i numeri del Rendiconto generale dell’esercizio 2024 della Regione Calabria le spese totali impegnate sono pari a oltre 7,7 miliardi, i pagamenti effettuati pari a oltre 5,8 miliardi, con il solito preponderante peso della sanità, che da sola incide per il 79% delle spese correnti impegnate.
Ecco perchè, per finire, signori, avrei voluto esser chiamato On. 4miliardi e se mi fossi presentato avrei avuto questo unico brand che campeggiava sui miei manifesti, cappellini, coccarde, e spot. A Perfidia avrei sfidato in dibattito chiunque con questi 4 miliardi regionali che, per capirci, è la stessa cifra che si spende per la sanità. Si pensi che 767 milioni di risorse sono disponibili per scelte discrezionali della Giunta e del Consiglio.
Altro che piena occupazione, sarei stato “On. 4 miliardi” e i voti per me sarebbero stati una valanga inarrestabile. Sarà per un’altra volta. Quando vi racconterò cosa avrei fatto io per la sanità calabrese, cose da far impallidire Santo Gioffrè ed i suoi libri, Carletto Guccione ed Elly, che mi avrebbe mandato il prode Taruffi a casa per consultarmi, ed io gli avrei detto: eh no, pretendo almeno Nico Stumpo.
Su tutto il resto, come nell’L’Étranger di Camus, io, come Meursault, continuo a ripetere «Je ne sais pas».
