Conosco Ruggero Pegna da tanti anni, da quando organizzò il suo primo concerto a Catanzaro con gli Spandau e l’ho sempre ammirato, è il termine giusto, per il suo coraggio di iniziare un lavoro così impegnativo di impresario musicale in Calabria e finanche a Lamezia. Nella sua vita, per tutto quello che ha passato, ha dimostrato coraggio e continua ad averlo, anche se ho capito sino ad un certo punto la sua avventura politica comunale.
Ora si deve a lui se il parco Mitoio di Caronte è diventata una location adatta agli spettacoli per 2mila spettatori, dopo che questa estate con De Martino e Brignano Ruggero ha fatto centro sotto tutti i punti di vista, come gradimento del pubblico accorso e per la logistica. Il suo vecchio sogno, avere nella piana centrale della Calabria un posto adatto per gli spettacoli, sembra in misura ridotta (2mila persone) realizzato. Eppure ci sarebbe tutta la ns piana, dove la Provincia ha fatto atterrare quell’oggetto misterioso del Palazzetto, destinato all’incuria e all’abbandono, per fare di Lamezia il posto dove ospitare concerti musicali.
Ricordate forse che Vasco Rossi tenne un celebre concerto gratuito in Calabria il 25 settembre 2004 a Germaneto di Catanzaro, di fronte a circa 400.000 persone. Questo evento, noto anche come “Vascstock 2004”, è rimasto nella storia della musica italiana per l’enorme affluenza e per l’atmosfera unica, nonostante la pioggia battente. Non ricordo se fu voluto dalla Ferro o da Abramo ma comunque i catanzaresi quando vogliono farsi pubblicità riescono a fare tutto. Se qualche amministratore lametino volesse superare la festa di S. Antonio e la festa sul corso Numistrano e avesse pensato alla nostra piana come location adatta a grandi eventi musicali o teatrali, ecco che Pegna sarebbe l’interlocutore adatto. Mentre non lo è se gli si affidano, esperienza che fece Speranza, altri tipi di spettacolo.
Questo teatro all’aperto di parco Mitoio, se vengono seguite le indicazioni che Pegna fornisce circa la logistica, i posteggi, la numerazione dei posti, ecc…è un bene finora inutilizzato e soggetto ai vandali che non mancano mai e si riproducono come conigli. Occorre dire che fu una idea di Peppe Petronio e quindi diamo a Cesare quel che è di Cesare.
Ma, ribadisco, anche se non possiamo farci niente come comunità se la Provincia di CZ decide di spendere dei soldi sul ns territorio per realizzare lo stadio Carlei o il vicino Palasport, che sono le solite cattedrali nel deserto (la cui definizione esatta è: opere nate con il destino già scritto, resteranno non utilizzate da nessuno), possiamo come Lamezia pensare a come utilizzare la nostra area centrale della Calabria.
Come ho scritto da almeno 30 anni se non più, uno stadio o un palazzetto si trovano i soldi per realizzarlo, così come un parco. Ma ogni Comune calabrese, non solo Lamezia, ha un solo problema difficile: come gestire dopo queste opere. Lo stadio Carlei come tutti sappiamo non è stato mai possibile affidarlo per l’utilizzo e la manutenzione ad una qualsiasi società sportiva, pur essendoci pure la pista di atletica. Le ns società sportive vogliono gratis gli impianti per giocarci e allenarsi, come se fossero impianti di loro proprietà (tipo lo stadio della Juve). Alle spese, alla manutenzione, ordinaria e straordinaria deve pensarci il Comune. Lo stesso problema lo presenta il Teatro Grandinetti, di proprietà del Comune, il quale se vuole farci cinema o teatro deve chiedere il piacere ai Pollice o a qualche associazione, fermo restando che la manutenzione resta a carico del proprietario. Non potendo il Comune sobbarcarsi tutte queste spese, ecco l’abbandono delle strutture, non utilizzate da nessuno, non controllate più e soggette solo all’incuria e ai vandali.
La stessa cosa, per fare un solo esempio, succede dappertutto. Anni fa Decollatura aveva un parco pubblico immerso nel verde, con campi da tennis, bar, e altri campi. Non riuscendo il comune a trovare nessun privato che facesse impresa e si sobbarcasse la manutenzione, da tanti anni quell’area è stata dismessa: un tesoro nel verde è stato ridotto ad accumulo di erbacce.
Io non ho ricette di alcun tipo da proporre, mi limito a ricordare ciò che è evidente a tutti, ma questo discorso per Lamezia è meno scontato di quello che appare. Spiega tante cose, non solo l’abbandono dello stadio Carlei, inaugurato nel lontano 1999, ma anche lo stato dei nostri parchi, tipo il parco Impastato, o il parco Mastroianni, o il teatro Comunale, il palazzetto “Sparti” o il nuovo palazzetto avveniristico; o anche le Terme di Caronte. Esse operano grazie al proprietario privato, Emilio Cataldi, che con amore le porta avanti da tanti anni con la famiglia. Cosa voglio dire? E’ semplice, ogni opera pubblica come tutte quelle di cui sto parlando, dovrebbe essere affidata ad un privato, per la semplice ragione che il “pubblico” non ha risorse e manodopera sufficienti per occuparsene. Ma trovare un privato significa vincere la Lotteria Italia. Come trovare Antonio Sirianni per il cinema Costabile di Sambiase.
