(25/8/25) KOOPMEINERS: Con Openda e Zhegrova è costato 109 ml, e in questa cifra si racchiude tutto il discorso. Il solo Koop è costato 60 ml, ora basti pensare che dal Lione il Manchester City ha comprato quest’anno per 40 ml Rayan Cherki, 22 anni, un centrocampista franco algerino il cui stipendio è 4 ml l’anno. Nazionale francese. L’olandese, dopo 3 allenatori e due anni, resta l’oggetto più misterioso apparso in cielo, ma solo perchè nessuno, a parte Gasperini, capisce dove possa giocare.
GATTI: Ha un record: è il peggiore difensore della serie A con i piedi. Il calcio si gioca con i piedi ma è essenziale avere il cervello ben funzionante (tutti i grandi lo dimostrano, le eccezioni ci sono ma hanno avuto una carriera più breve). Ecco a voi il tipico difensore senza piedi e testa, tanto è vero che sotto gli occhi dell’arbitro e delle telecamere abbraccia e strattona gli avversari e si sorprende pure che gli fischino fallo. Non è questione di furbizia, è la sua testa che funziona così. Nella difesa che piace a Tudor, con tre centrali, lui è spesso fuori posizione e riesce finanche a far sembrare Kelly un discreto giocatore.
CAMBIASO: se ha mai avuto la testa, ora l’ha perduta perchè presume sempre troppo da sè stesso. Quando ha la palla vicino la porta juventina è un pericolo pubblico. Se è un terzino, non sa difendere. Da centrocampo in su è un’altra cosa.
CONCEICAO: Non sa crossare, non sa tirare, non sa stoppare, a che serve? E’ un piccoletto senza testa pensante, che non sa neppure quando e a chi passare il pallone. Pagato 40 ml ma vale quanto Sottil, Di Francesco o D’Alessandro del Catanzaro. Col tempo i difensori italiani gli prenderanno le misure facendo della sua prevedibilità da brevilineo che gioca sulla destra un vero e proprio handicap.
LOCATELLI: in questa Juve tocca centinaia di palloni facendo sempre le stesse identiche cose. Il fatto che nel gioco juventino questo mediocre sia da qualche anno uno snodo imprescindibile, caratterizza il gioco senza intensità della squadra attuale. Ovvero, uno che gioca nella posizione di Rodri, Kimmich o Pavlovic, Lobotka, senza avere nè le doti nè la testa di questi, crea un evidente problema di qualità. Infine: Lobotka è il leader del Napoli, lo avete mai visto ad un microfono? Locatelli per accreditarsi leader juve deve parlare sempre, senza saper dire niente.
THURAM: ecco uno di qualità, che ha corsa, tiro, dribbling, solo che per crescere in un centrocampo a due avrebbe bisogno di giocare insieme con uno di quelli che ho citato sopra.
KELLY: ha la posizione, un sinistro educato, ma è solo adatto al compitino. Sovente è svagato, e infatti in Premier lo hanno liquidato.
KALULU: ha corsa, tempismo, colpo di testa, contrasto. Ma non è un difensore che puoi spostare, braccetto di destra, o di sinistra, o centrale o col Parma addirittura sulla fascia destra. Il meno che gli possa capitare è che vada in confusione, in quanto i difensori più di tutti hanno bisogno solo di automatismi ripetitivi.
BREMER: il povero Thiago Motta con lui sarebbe ancora l’allenatore. E’ appena tornato e si è messo la squadra sulle spalle come una croce. L’unica colonna portante della Juve. Deve difendere con accanto un deficiente come Gatti e un mediocre come Kelly, e magari provare pure a segnare sui calci da fermo.
CABAL Il colombiano, sfortunato quanto Bremer, come terzino sinistro è lento
DAVID: tipico giocatore da area, il quale per il campo si sbatte pure, ma senza grande controllo di palla come Vlahovic. Se lo imbeccano…
VLAHOVIC: ecco il tipico giocatore che se avesse fosforo in testa avrebbe migliorato negli anni controllo e difesa di palla e altre carenze; e capirebbe che il suo contratto da 12 ml è anche la sua prigione, non solo quella degli amministratori juve.
MCKENNIE: E’ una incognita, quando tocca la palla non sai mai prima cosa riuscirà a fare (da cose buone a cazzate immani), in più gli cambiano spesso ruolo e zona. Gli aumenti la confusione, ecco tutto. Fosse per me giocherebbe solo sulla fascia destra.
JOAO MARIO: un altro terzino il quale anche lui vicino l’area amica è solo un pericolo pubblico.
YILDIZ: riassumendo, questa Juve ha solo 3 giocatori di qualità, lui, Bremer e Thuram, quindi a me pare una rosa assortita male. Nel 2011/12, la Juve venne ricostruita con Conte allenatore, il quale a sorpresa vinse il suo primo scudetto, ma aveva ben 9 giocatori di qualità: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Vidal, Pirlo, Marchisio, Lichsteiner, Vucinic. Poi c’erano Pepe e Matri.
MIRETTI: tipico giocatore che nel Genoa può essere titolare, anche perchè ancora in serie A il suo ruolo (e la zona) non sono ben definiti e poi perchè ha una congenita lentezza di pensiero nelle giocate.
DI GREGORIO: Per me Daffara, ora in prestito ad Avellino, è meglio. Per non parlare di Falcone del Lecce. D’accordo, lo ha voluto T. Motta per il gioco con i piedi, Szczesny aveva un ingaggio alto, ma non ti privi di un leader intelligente e vero come il polacco se hai una squadra senza personalità, e per giunta hai anche Perin.
OPENDA: uno veloce che litiga con la palla.
PUZKA: 21 anni, laterale austriaco mancino della Juve Next Gen. Non è che in prima squadra ci sia uno come lui per la fascia sinistra.
LE CESSIONI: La Juve è una squadra di pazzi che negli anni ha ceduto Romero, Dragusin, Huijsen, Soulè, Muharemovich, De Winter, Pedro Felipe, Alberto Costa, tenendosi, per esempio, Gatti, Conceicao, Koop.
COMOLLI Dopo gli errori di Giuntoli, Comolli si è rivelato pure peggio, con l’aggravante che ci ha messo un anno per mettersi attorno un gruppo dirigente (Modesto, Chiellini, l’ultimo arrivato Ottolini) dove tutti e quattro non sono riusciti ancora a comprare un solo calciatore giovane promettente e forte. Se servono tutti e quattro per portare a Torino per il prossimo anno il terzino Celik della Roma (in scadenza di contratto) come si vocifera, vuol dire che la Juve non è alla frutta ma allo sbando.
SPALLETTI: Gli allenatori non hanno, come credono tanti, la bacchetta magica, valgono il 20%, quanto il presidente, la rosa, il ds, i preparatori atletici. Ecco perchè ottengono risultati diversi a seconda della squadra che allenano. Per la Juve, col senno di poi, privarsi di Marotta è stato un suicidio. La Juve di Spalletti ha un possesso di palla sterile e fine a se stesso dal momento che alla squadra mancano centrocampisti di qualità.
