Tutti i Chamberlain di oggi, le esitazioni che favorirono Hitler si ripetono con Putin

(6/6/25) Mentre la Russia continua, come ogni giorno da oltre tre anni, a bombardare e uccidere civili nelle città ucraine, in Italia giornali e tv accusano gli ucraini di avere irresponsabilmente messo fuori uso alcuni degli aerei usati per bombardarli. Sembra una barzelletta di cattivo gusto, ma è esattamente quello che ha detto ieri a Piazzapulita Jeffrey Sachs e che scrive oggi il generale Fabio Mini sul Fatto quotidiano, sotto l’ineffabile titolo «Kiev irresponsabile, ci mette a rischio». Il gioco ormai è diventato fin troppo scoperto, per non dire ridicolo: quando è la Russia ad avanzare, è la prova che l’Ucraina non è in grado di resistere e dunque farebbe meglio ad arrendersi subito; quando invece Kyiv dimostra di sapere resistere e contrattaccare, è la prova che vuole scatenare una guerra nucleare e quindi, tanto più, dovrebbe arrendersi e dare subito a Putin tutto quel che vuole. Come si vede, si tratta di un singolare schema argomentativo, dal quale si ricava sempre la stessa conclusione, anche a partire da premesse opposte. Chissà come mai. (Francesco Cundari)

(frasco) A scuola tutti noi abbiamo studiato quel tempo del novecento quando la Germania hitleriana tendeva a distruggere l’equilibrio politico europeo.

Su un qualsivoglia testo di storia oggi adottato nelle scuole si può infatti leggere:

(…) I principali segnali furono: l’uscita della Germania dalla Società delle Nazioni (ottobre 1933); il potenziamento dell’esercito; la rioccupazione militare della Renania in aperta violazione dei trattati di Versailles (marzo 1936). Di tale minacce si rese conto per prima l’Unione Sovietica ma nel complesso però l’Europa sembrava non cogliere in pieno il significato delle iniziative tedesche. Le stesse timide reazioni delle democrazie occidentali di fronte alle iniziative destabilizzanti del nazismo finivano peraltro con lo spingere Hitler ad accentuare il suo espansionismo, quasi come un giocatore di poker che si vedesse autorizzato a rilanciare proprio a seguito delle esitazioni mostrate dagli altri giocatori (Cereda-Reichmann,Signorelli ed.).

La storia ancora una volta tende a ripetersi senza che l’umanità impari mai niente dai propri errori.

**** Ai putiniani di tutti i colori consiglio un piccolo film che è alla loro portata (Monaco – Sull’orlo della guerra, di Christian Schwochow, 2021).  Racconta la Conferenza di Monaco del 1938 che segnò, per l’ultima volta, una colpevole sottovalutazione delle intenzioni di Hitler a cui si permise un riarmo senza precedenti. Chamberlain, primo ministro inglese, non si dimostrò l’uomo giusto con i suoi ingenui tentennamenti, mentre Churchill già da tempo, nonostante fosse un acerrimo avversario del bolscevismo, faceva di tutto per convincere gli inglesi e gli alleati che Hitler rappresentava un pericolo mortale per le democrazie occidentali. Mentre Hitler aveva già deciso di fare la guerra a cominciare dallo sterminio degli ebrei, premier ingenui come quello britannico pensavano che accontentando Hitler sui Sudeti egli si sarebbe fermato. Niente di più di quello che oggi sostengono tutti coloro convinti che regalando l’Ucraina a Putin, ci garantiremmo la pace. I Chamberlain fanno danni ancora oggi come li fecero nel 1938.